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sabato 13 marzo 2010

Ed ecco a voi la Banca del Mezzogiorno



Ieri è stato presentato (vedi news e slide dal sito del MEF) il progetto di start up della Banca del Mezzogiorno (di cui ho parlato in varie occasioni). Si è confermato il modello tratteggiato nella Finanziaria 2010 (art. 2 comma 169): un'istituzione finanziaria di secondo livello, investita della missione di sostenere progetti di investimento nel Mezzogiorno e promuovendo in particolare il credito alle piccole e medie imprese, la nascita di nuove imprese, l’imprenditorialità giovanile e femminile, l’aumento dimensionale e l’internazionalizzazione, la ricerca e l’innovazione, al fine di creare maggiore occupazione. E' stata resa nota la composizione del Comitato promotore, presieduto da Vito Dell'Erba (Presidente Fed. BCC Puglia e Basilicata) e composto da altri esponenti delle BCC, non solo meridionali, rappresentanti di MEF e MiSE, Unioncamere, ISMEA, Poste Italiane, più un'imprenditrice e un collega di diritto commerciale di Teramo. Al comitato promotore si affianca un “tavolo di consultazione” cui fanno parte le maggiori organizzazioni imprenditoriali e associazioni economiche.
Qualunque banca (non solo quella del Mezzogiorno) potrà emettere titoli di scopo a medio-lungo termine per canalizzare le risorse nel Mezzogiorno, beneficiando dell'aliquota di favore del 5 per cento sugli interessi, per un massimo di 100.000 Euro per sottoscrittore.
Poste Italiane potrà acquistare eventuali emissioni della Banca del Mezzogiorno (con garanzia dello Stato) per finanziare infrastrutture senza impattare sul deficit pubblico.
Aspettiamo allora i passi successivi del progetto, così prospettati: approvazione del Regolamento del Comitato; individuazione di un advisor industriale e definizione delle attività della banca; individuazione degli ulteriori soci e, in particolare, delle banche aderenti; individuazione della sede; avvio dell’iter di autorizzazione; avvio dell’attività di recruitment.

Luca

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5 commenti:

Gigi ha detto...

Visto l'ennesimo tavolo, propongo un fondo di investimento specializzato: settore falegnameria.
A parte gli scherzi, tra comitati, sottocomitati, regolamenti, cognati e controcognati governativi non so quanto beneficio reale arriverà alle imprese del sud.
Confidi del mezzogiorno teneteci aggiornati.

Sergio ha detto...

Estrema perplessità su questo strumento.

Oracolo ha detto...

"Poste Italiane potrà acquistare eventuali emissioni della Banca del Mezzogiorno (con garanzia dello Stato) per finanziare infrastrutture senza impattare sul deficit pubblico"
Questa idea che uno stato senza quattrini anziché finanziare presti garanzie "e così non impatta sul deficit pubblico", viene venduta come una grande trovata, ma non mi sembra esente da rischi, soprattutto per le generazioni future.
Ma lo stato accantona qualcosa quando presta garanzie?

Gigi ha detto...

Oracolo, ti preoccupi del futuro (giustamente, se non lo fa l'oracolo chi lo fa?) Ma la domanda sorge spontanea: non stiamo già pagando abbastanza le scelleratezze della politica economica degli anni ottanta (e non solo)? Se continua così generazioni future non ce ne saranno.....

Peppe ha detto...

Ennesimo spot elettorale per generare consensi e poltrone