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giovedì 15 novembre 2012

Sole 24 ore: confidi nella morsa della recessione

Oggi il Sole 24 ore pubblica due interventi sui confidi. Il primo è un articolo-intervista nel quale il Presidente di Federconfidi Pietro Mulatero anticipa alcuni temi dell'imminente convegno per i 40 anni della Federazione. Il secondo è un commento di Paolo Bricco.

Mulatero lancia un serio avvertimento, quasi un allarme:
«Se il trend proseguisse le conseguenze sarebbero devastanti». Il presidente di Federconfidi Pietro Mulatero non usa troppi giri di parole. Del resto, gli ultimi dati del sistema dei consorzi fidi in Italia evidenziano con chiarezza i pesanti effetti della recessione, in grado di determinare un calo degli affidamenti alle imprese e un balzo di incagli e sofferenza.
L'ultima spia del malessere riguarda l'escussione delle garanzie da parte delle banche, momento finale in cui l'istituto di credito si prende ciò che il consorzio ha accantonato per facilitare il credito all'impresa: nei primi sei mesi del 2012 si è già arrivati a 48 milioni di euro, quasi al livello dell'intero 2011.
«Di questo passo – chiarisce Mulatero – il patrimonio dei Consorzi verrebbe grevemente eroso, con la necessità di iniettare nuovo capitale per non bloccare l'erogazione di credito alle imprese».
Mulatero auspica interventi di apporto al patrimonio da parte delle Fondazioni bancarie e finanziamenti della Cassa Depositi e Prestiti.

Bricco teme il cedimento delle tre "architravi" (finanziarie) del sistema produttivo: le BCC, le pressioni dei soci-fondazione sulle grandi banche affinché diano credito, e i confidi. Questi i tre argini contro il credit crunch, che però sono erosi dalla crisi e rischiano di cedere. I confidi sarebbero l'ultimo baluardo, sottoposto ai colpi incessanti della crisi:
Alla fine, il combinato disposto della tensione costante e crescente nel credito cooperativo e della strutturale ritrosia delle banche a dare liquidità alle famiglie produttrici, alle piccole e alle medie imprese, si scarica tutto sui confidi. Quando le cose andavano bene, i confidi fornivano le garanzie. Da quando le cose vanno male, i confidi si trovano a pagare per gli altri, fino a vedere erosa la propria capacità patrimoniale. Questo meccanismo fisiologico trova un parziale rimedio nei fondi di controgaranzia allestiti dai confidi stessi. Ma, quando i piccoli imprenditori iniziano a non pagare più in massa le rate dei prestiti alle banche e dunque i confidi si trovano a rispondere con le loro casse di queste insolvenze, l'impatto diventa molto duro.
Ecco quindi la necessità di rafforzarli, attraverso le aggregazioni da portare avanti con maggiore decisione:
I confidi hanno, in questi ultimi dieci anni, provato a ristrutturarsi. È diminuito il loro numero. Si è realizzato un processo di fusioni. Alcuni hanno sperimentato il brivido modernizzatore di diventare intermediari vigilati dalla Banca d'Italia.
A questo punto, però, di fronte alla violenza della crisi e al quadro contabile determinato da essa, serve un salto di qualità. Meglio fare a meno dei posti in cda in improbabili mini-confidi. Meglio smettere di erogare i gettoni di presenza ai consiglieri. Meglio una minore influenza campanilistica e municipalistica sulle dinamiche del credito. Meglio fare a meno di tutto questo, se poi i confidi possono ingrandirsi, diventare più efficienti e tornare ad avere la funzione fondamentale che hanno esercitato negli ultimi dieci anni.
Mi sorgono due domande. La prima: che cosa sono i "fondi di controgaranzia allestiti dai confidi stessi"?
La seconda: quale funzione fondamentale hanno esercitato i confidi negli ultimi dieci anni? Forse "Quando le cose vanno bene, fornire le garanzie. Quando le cose vanno male, pagare per gli altri, fino a vedere erosa la propria capacità patrimoniale."
Non è il massimo, come modello operativo. Rimedi? Fornire le garanzie e non pagare quando le cose vanno male? Andare a chiedere nuovi soldi quando le cose vanno male?
Servirebbe qualche ideuzza, magari guardando più da vicino la situazione durissima che i confidi e le Pmi stanno affrontando. 
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11 commenti:

Sapio ha detto...

Pagare per gli altri (debitori)? Ma non è lo scopo della garanzia? O pensano di dover solo incassare?

Anonimo ha detto...

..... e questi ci rappresentano? ....

Renato ha detto...

Si potrebbe fare un solo Confidi nazionale e chiamarlo ALICE.
Oppure abolirli totalmente e fare una sola Banca di garanzia e chiamarla 41Bis ! Per le associazioni ci potrebbe essere spazio in una penna USB.

Anonimo ha detto...

Triste panorama, purtroppo verissimo. Fortunatamente sono presenti delle eccellenze nel variegato mondo dei confidi che lasciano auspicare un roseo futuro in tema di garanzie a favore delle PMI. I detrattori del sottoscritto e di Eurofidi, molti ed inspiegabilmente, non si daranno pace, pazienza l'importante e' sostenere le imprese con una solidita' senza confronti di fronte ad un sistema creditizio e politico, rispettivamente sempre più' avari di finanza e soluzioni.
Invito tutti gli illustri lettori di questo blog ad adoperarsi per ricostruire il sistema confidi Italia, a cogliere gli stimoli di Luca e di Sapio, magari irriverenti nella forma ma decisamente concreti e profondi nella sostanza.

garo ha detto...

Condivido appieno e lo grido a gran voce nonostante i numerosi interventi di persone che si prendono gioco della mia persona e figura professionale per contratto votata a grandi risultati e a conseguire obiettivi straordinariamente sfidanti (del resto se così non fosse non esistebbe in Italia uno dei più importanti consorzi fidi del mondo, o sbaglio?).
Facciamo dunque in modo di rispettare la nostra originaria missione, costruiamo alleanze, proponiamo nuovi prodotti, tutti insieme lo possiamo fare per uscire da questa crisi che sta minando il sistema. Da esperto di reti (confidi, informatiche - bada bene non banche come qualcuno ignorando il vero ha scritto) scendo in campo per guidare il cambiamento abbandonando ogni rivalità. I primi passi sono già stati fatti, facciamo il resto.

Luca Erzegovesi ha detto...

@Garo (o pico): chiedo anch'io a gran voce che tu esca allo scoperto e convochi un incontro pubblico nel quale finalmente potremo conoscerti e accertare se sei davvero il paladino degli enti di garanzia votati a grandi risultati e ad obiettivi veramente sfidanti, oppure un simpatico burlone che allieta queste pagine, sulle quali sei comunque sempre il benvenuto.

Anonimo ha detto...

Grazie e comunque in proposito il 26 di questo mese a Cuneo (su internet i riferimenti a breve disponibili).

Anonimo ha detto...

giusto il luogo ma...data errata...chiisà però qual è il divertimento a intorbidire le acque

Satanasso ha detto...

http://lanuovasardegna.gelocal.it/regione/2012/11/24/news/finsardegna-la-verita-della-banca-d-italia-1.6085828

Anonimo ha detto...

Prova

Cattivone ha detto...

Ma i super-pagati consulenti cosa vendevano a Finsardegna? Know how o tranquillanti?