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sabato 15 dicembre 2012

Decreto sviluppo-bis: convertita in legge la norma pro confidi sul passaggio dei fondi pubblici a patrimonio

Ringrazio Pierpaolo Arzarello che mi ha informato dell'approvazione alla Camera dei Deputati della conversione in legge del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179 (ne avevo parlato qui e, più pacatamente, anche qui). Il testo approvato non è ancora pubblicato (qui la pagina sui lavori parlamentari). Dovrebbe essere in linea col testo approvato dal Senato che all'art. 36, riguardante i confidi, recita così:

Articolo 36.
(Misure in materia di confidi, strumenti di finanziamento e reti d'impresa).
Articolo 36.
(Misure in materia di confidi, strumenti di finanziamento e reti d'impresa).
        1. I confidi sottoposti entro il 31 dicembre 2013 a vigilanza diretta da parte della Banca d'Italia possono imputare al fondo consortile, al capitale sociale o ad apposita riserva i fondi rischi e gli altri fondi o riserve patrimoniali costituiti da contributi dello Stato, delle regioni e di altri enti pubblici esistenti alla data di entrata in vigore del presente decreto-legge. Le risorse sono attribuite unitariamente al patrimonio, anche a fini di vigilanza, dei relativi confidi, senza vincoli di destinazione. Le eventuali azioni o quote corrispondenti costituiscono azioni o quote proprie dei confidi e non attribuiscono alcun diritto patrimoniale o amministrativo, né sono computate nel capitale sociale o nel fondo consortile ai fini del calcolo delle quote richieste per la costituzione e per le deliberazioni dell'assemblea. La relativa delibera è di competenza dell'assemblea ordinaria.        1. I confidi sottoposti entro il 31 dicembre 2013 a vigilanza diretta da parte della Banca d'Italia possono imputare al fondo consortile, al capitale sociale, ad apposita riserva o accantonare per la copertura dei rischi i fondi rischi e gli altri fondi o riserve patrimoniali o finanziamenti per la concessione delle garanzie costituiti da contributi dello Stato, delle regioni e di altri enti pubblici esistenti alla data del 31 dicembre 2012. Le risorse sono attribuite unitariamente al patrimonio, anche a fini di vigilanza, dei relativi confidi, senza vincoli di destinazione nel caso siano destinati ad incrementare il patrimonio. Le eventuali azioni o quote corrispondenti costituiscono azioni o quote proprie dei confidi e non attribuiscono alcun diritto patrimoniale o amministrativo, né sono computate nel capitale sociale o nel fondo consortile ai fini del calcolo delle quote richieste per la costituzione e per le deliberazioni dell'assemblea. La relativa delibera è di competenza dell'assemblea ordinaria.
        2. La disposizione di cui al comma 1 trova applicazione anche ai confidi che operano a seguito di operazioni di fusione realizzate a partire dal 1o gennaio 2007, ovvero che realizzino, entro il 31 dicembre 2013, operazioni di fusione. In quest'ultimo caso la delibera assembleare richiamata al terzo periodo del primo comma potrà essere adottata entro il 30 giugno 2014.        2. Identico.

Come si può notare, la nuova formulazione porta al 31/12/2012 la data alla quale si rilevano i fondi pubblici re-imputabili dal confidi; prima si considerava la data di entrata in vigore del decreto-legge. Si allarga  il novero dei tipi di apporto pubblico ri-destinabili che ora comprende anche i "finanziamenti per la concessione di garanzie", che forse di riferiscono ai prestiti subordinati tipo quelli assegnati da alcune regioni. Si ampliano i modi di utilizzo delle risorse imputabili, che ora comprende anche la copertura di accantonamenti per la copertura dei rischi, che si possono poi utilizzare per compensare in conto economico rettifiche di valore o perdite su crediti.
E' quindi una norma "facilitante" (enabling). Chi ha avuto, ha avuto, ha avuto. Chi non ha avuto, o ha bisogno di una dazione supplementare, potrà ricevere qualche dono sotto l'albero, entro il 31 dicembre, e girarlo a patrimonio o come meglio crede.
Non voglio fare il guastafeste. Quando c'è urgenza di ricapitalizzare un intermediario si procedere per le vie brevi. Nonna Regione e Santa LuCCIAA  hanno recato doni negli anni passati con affettuosi bigliettini pieni di raccomandazioni: non dilapidarli tutti subito, sono per i tuoi cugini piccoli, scrivimi per raccontarmi come li hai spesi. Il Legislatore capo è arrivato (anzi, è tornato) e ha detto ai confidi "Siete grandi, fatene quello che volete".
Beh, così è molto più semplice. Ci diamo appuntamento tra qualche mese per verificare il buon uso di questa licenza di imputare.
Ci diamo appuntamento a molto prima per confermare che il testo approvato alla Camere è quello qui sopra riportato. 
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11 commenti:

Reri ha detto...

Mi limito a due banali osservazioni:
1) i finanziamenti subordinati, di norma (e salvo rare eccezioni), non sono destinati esplicitamente al rilascio di garanzie: tale vincolo di destinazione li priverebbe, infatti, della possibilità (ante decreto sviluppo, si intende) di imputarli a patrimonio supplementare. Poi, per carità, mi verrete a dire che un Confidi altro non fa che erogare garanzie e quindi, gira che ti rigira, quei fondi sono pur sempre destinati a quello scopo, ma si dovrà pur cercare una giustificazione nei termini contrattuali che regolano tali finanziamenti, o no?
2) qualcuno può gentilmente spiegarmi il significato della frase "le risorse sono attribuite unitariamente al patrimonio, anche a fini di vigilanza....senza vincoli di destinazione nel caso siano destinati ad incrementare il patrimonio"? A me suona come una contraddizione con riferimento proprio a quei contributi originariamente erogati per il rilascio di garanzie....delle due l'una insomma.....Ancora una volta toccherà "attaccarsi" alle convenzioni....mah....
Si lo so, sono pignolo e me ne scuso, ma penso che se avessero lasciato il testo come era in origine non avrebbero fatto una lira (pardon, un euro) di danno.
Saluti.

Luca Erzegovesi ha detto...

@reri, io a questo punto lascio perdere; mi sento un po' ridicolo pensando alle lunghe discussioni con interlocutori vari sul modo giusto di assegnare fondi pubblici con i dovuti controlli di destinazione e di conformità. Non sapevo si stesse giocando ad Asso pigliatutto. E va bene così, siamo in emergenza. Ma ci sarebbero tante altre misure di emergenza da adottare. Su quelle, silenzio tombale.

Anonimo ha detto...

1) Chi ha ricevuto una recente ispezione di BdI?
2) Chi e' carente di patrimonio per un eccessivo stock di sofferenze?
3) Chi ha fatto la guerra ad enti di vari livello per accedere ai fondi disponibili?
4) Chi deve utilizzare i fondi 3 per le esigenze di cui al 2 richieste da 1?
Queste sone le domande a cui dobbiamo rispondere per dare una "logica" al provvedimento.

Luca Erzegovesi ha detto...

Giusto, intendevo qualcosa di simile quando parlavo di misure d'urgenza. Nel mucchio, passeranno a capitale anche fondi assegnati e sottoutilizzati in capo a 106 cauti che hanno promosso fusioni. Come sempre, urgenza non fa rima con selettività ed equità.

Anonimo ha detto...

Ma la domanda è:
I confidi che lavorano con il fondo centrale accantonano poco.
Quelli che ricevevano soldi dalle regioni per farne un certo uso ora li possono usare come vogliono.
Le aziende pagano per diventare soci e poi pagano per ricevere la garanzia.
La domanda da contribuente è: chi paga per la cattiva gestione dei fondi pubblici e dei fondi delle imprese?
Perchè in Francia esistono tre confidi e in Italia duecento...a questa mi rispondo da solo...perchè è meglio assegnare un posto in un cda che un lavoro socialmente utile.
A zappare dovrebbero andare tutti sti qua....

Anonimo ha detto...

Caro professore capisco che a pagare le sue consulenze siano prevalentemente il confidi 107, ma pensare che a beneficiare della norma avrebbero dovuto essere solo il 107 credo sia quanto meno azzardato, visti i risultati tutt'altro che soddisfacenti conseguiti da molti di questi ultimi, e giustificati anche da lei come normale utilizzo di risorse ricevute con la finalità della garanzia.
In realtà molti di noi sanno, basta leggere quanto pubblicato anche recentemente su questo blog,(vedi Sardegna, Emilia Romagna, Roma, Abruzzo ecc.ecc.) quanto la correttezza dell'uso delle risorse pubbliche non dipenda dall'essere 106 o 107 ma dalle persone chiamate ad amministrarle.
Quindi smettiamola di santificare i 107 e demonizzare i 106, questi ultimi se gestiti bene e c'è ne sono tanti, danno risultati almeno comparabili ai 107 con un "PROBLEMA????" Costano meno alle imprese, ma questo aspetto non rientra tra quelli che vengono evidenziati da chi come Lei trae reddito dalla complicazione burocratica dei confidi.

Sapio ha detto...

Anonimo, Luca non è un consulente che va per la maggiore proprio a causa della sua onestà. Il tuo commento è inaccettabile ed offensivo.

Luca Erzegovesi ha detto...

Sapio, penso che Anonimo voglia soltanto fare un po' di ammuina. Io sono aduso a santificare le feste, non i 107. E nemmeno i 106. Qui scrivo quello che penso.
Sulla mia venalità la prego la prossima volta di informarsi prima di farla fuori dal vasino.

diavoli verdi ha detto...

c'è ancora chi difende i 106. ma volete europeizzarvi un pò!!!! Basta con il piccolo è bello.Bisogna fare sistema. Bisogna farlo insieme al di là delle vecchie e tramontate contrapposizioni. Bisogna rifare il sistema dei confidi come bisogna rifare l'Italia. Bisogna rilanciare questo grande Paese partendo dalla nostra Costituzione. Una volta chi era ignorante aveva l'umiltà di voler imparare. Ignoranti siamo tutti, perché c'è sempre qualcuno che sa più di noi. Oggi invece parlano tutti e tutti pensano di avere ragione.Quindi nessuno si confronta e nel giardino c'è l'erba secca.
Cosa cambia 106, 107, 108, 0 19999??? Se si erogano finanziamenti sotto forma di garanzie e bisogna essere sostenibili e la sostenibilità deriva solo da economie di scala è ora di farla finita. Chi difende i 106 sta solo difendendo delle poltrone. Tutti, pochi, 107 e subito!!!!!

Luca Erzegovesi ha detto...

@diavoliverdi: effetto Benigni? Alludo alla trasmissione di ieri sera sulla Costituzione italiana (la più bella el mondo).
Sul punto confidi, anch'io penso che non abbia più senso un sistema confidi spaccato in due tronconi. Dicendo "tutti 107!" Intendo "tutti confidi!". Però non penso che basti accorpare le realtà esistenti in una ventina di confidi 107. Sono da anni fissato sulla necessità di ragionare sull'ecosistema credito - garanzia - consulenza - servizi informatici alle Pmi. Ci vuole una ventata di rinnovamento generale, anche per creare modelli di business sostenibili per i confidi del futuro. I modelli degli attuali 107 non lo sono.

diavoli verdi ha detto...

@Luca Erzegovesi: Sicuramente non lo sono, ma sicuramente sono il punto di partenza da cui iniziare a ragionare.
p.s. spero che la trasmissione di Benigni abbia svegliato qualche anima sopita in questo grande Paese ;)