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venerdì 8 febbraio 2013

Eurofidi: Finpiemonte chiede il rimborso di una parte dell'apporto a capitale

Dal blog di Sapio sono risalito (con un mese di ritardo) a questo  articolo su repubblica.it, secondo il quale Finpiemonte partecipazioni, su indicazione dell'Amministrazione regionale che la controlla, ha avviato le procedure per abbassare la sua quota del capitale di Eurofidi dal 17,75% al 10%.

Si tratta di una mossa che la giunta Cota aveva annunciato già a giugno. Tecnicamente si tratta di una richiesta di recesso parziale a fronte della quale Eurofidi potrebbe rimborsare alla Regione tra i 6 e i 7 milioni di euro. L'operazione è soggetta al placet di Banca d'Italia, e naturalmente determinerà, in assenza di azioni compensative, una riduzione del coefficiente di solvibilità di Eurofidi.
Il presidente del consorzio, Massimo Nobili, che è anche il presidente della Provincia di Verbania Cusio Ossola dichiara che il parziale ritiro della finanziaria regionale potrà essere seguito da una riorganizzazione societaria del gruppo. Eurogroup, da marchio-ombrello sotto cui operano, oltre a Eurofidi, la società di consulenza Eurocons e la società di progettazione green Euroenergy, potrebbe trasformarsi in un veicolo societario. Nel piano è considerata la possibilità di attrarre capitali dalle camere di commercio o dalle associazioni di categoria. O di trovare nuovi soci interessati alla crescita del proprio territorio, come le fondazioni bancarie, la Cassa depositi e prestiti o altri soggetti pubblici.
Non sarà facile trovare argomenti più convincenti di quelli che hanno indotto la Giunta regionale a seguire il percorso al contrario.
La notizia induce ancora una volta a riflettere seriamente sui modelli di sostenibilità dei confidi che fanno leva su apporti patrimoniali regolari, se non crescenti, da parte del settore pubblico.
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10 commenti:

Anonimo ha detto...

Adesso arrivera' anche per Eurofidi !http://creditoeconfidi.blogspot.it/2012/11/cosa-succede-quando-arriva-bditalia-in.html#comment-form

Anonimo ha detto...

La difficolta' in cui versa Eurofidi e' pesante e si ripercuote sul sistema; le banche hanno ricevuto comunicazione dal Confidi di non più' rinnovo delle garanzie in pari misura (ma solo al 20%) su fidi a BT precedentemente concesse laddove le imprese beneficiarie non abbiano più' i requisiti per essere controgarantite dal Fondo Centrale. Epilogo: revoca dei fidi dalle banche. Come si puo' pensare che queste aumentano il rischio a proprio carico dal 50 all'80% in presenza di una riduzione della solvibilita'. Ma il Confidi non servivano proprio a questo? La mancata tenuta nel tempo della garanzia di Eurofidi comportera' scelte dolorose... Sarebbe interessante conoscere il parere di altri lettori.

Luca Erzegovesi ha detto...

Una garanzia presuppone un fido, e i fidi sono soggetti a revisione e rinnovo, anche quelli concessi dai confidi. Le garanzie in scadenza ricoperte sul Fondo centrale non hanno patrimonio del confidi allocato su di esse.
I confidi servono a sostenere le imprese meno "bancabili" (o "fondabili"), ma se il loro modello di business si regge sul giro di rischi verso la garanzia statale, se questo appoggio non è più attivabile casca il palco.

Anonimo ha detto...

Concordo sul fatto chevil sistema Eurofidi e' ormai alla frutta; i primi scricchioli sono evidenti. Del resto sono le stesse contradizioni che segnalava l'anonimo dell'11/2 ad affondare il sistema: da un lato si ritiene che un confidi debba assistere le imprese non bancabili in quanto tali, dall'altro si dice che il confidi deve essere "professionale" e quindi assistere le imprese con reali prospettive e quindi in quanto tali probabilmente bancabili. Inoltre quattro anni di crisi lasciano il segno su qualsiasi operatore, anche quello piu' patrimonializzato e attento.
Una domanda mi viene spontanea: se il sistema Eurofidi sta crollando, un distema che ha beneficiato di cospicui contributi pubblici, che ha fatto ricorso esasperato al FCG, che ha superato senza particolari danni la visita ispettiva di Bankit (no sanzioni, tutti gli organi sociali confermati) come stanno gli altri?
Un ultima riflessione: la Regione Piemonte ritira in parte il suo apporto accellerando a crisi di Eurofidi ma chi e' in grado oggi di sostituire Il sostegno che Eurofidi da alle imprese piemontesi. Dai dati dell'ultimo bilancio (31/12/2011) sono oltre 20.000 le imprese per un volume di garanzie che supera € 1,0 miliardi. Una cifra enorme che difficilmente potra' essere assorbita dagli altri confidi operanti in Regione

Sapio ha detto...

Perché la relazione BdI sull'ispezione è segreta e non deve esser portata a conoscenza dei soci?

Anonimo ha detto...

Seth@ Sapio, Banca d'Italia in primis lo dichiare come documento riservato.....

Anonimo ha detto...

Vic@ Sapio, i soci la canoscono......il CdA è nominato dai soci.

Sapio ha detto...

No, i soci non la conoscono. La conoscono i membri del cdA nominati dai soci. Ma i membri-consiglieri non dovrebbero riferirlo ai soci (relazione riservata). Ma perché? Qual'è la logica.

Anonimo ha detto...

Eurofidi ha messo in cassa integrazione 50 persone , i deboli pagano la cattiva gestione ...

Anonimo ha detto...

Ottima mossa per premere sulla regione Piemonte alla vigilia delle elezioni.