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lunedì 4 marzo 2013

ConfiRes: gli atti e il testo della mia relazione "Quale futuro per i confidi: verso un modello unico?"

Cari amici, vi allego il testo trascritto e limato del mio intervento al Convegno ConfiRes svoltosi a Firenze il 28 febbraio, dal titolo Quale futuro per i confidi: verso un modello unico?
Qui il link alla pagina del sito Res Consulting con le altre slide e relazioni.
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15 commenti:

Lorenzo ha detto...

Ottimo intervento. Netto. Monodirezionale con una prospettiva di adeguamento legislativo necessariamente da attendersi nel lungo periodo . Niente piu rete ma sistema, semplificato vista la cannibalizzazione non piu rinviabile ( ti sei stufato) dei confidi minori. Poche strutture, una massimo due per regione, molto complesse e articolate che necessiteranno di poderosi sistemi informatici e funzionari che ogni notte dovranno far formazione per essere preparati il giorno dopo. I costi per le imprese saranno ovviamente molto alti ma l'intervento pubblico servirà a mitigarlo. I soldi pubblici saranno cioe' sprecati ma con standard più elevati . Un po' ricorda la leggenda di un poveraccio, scalzo da tempo, con dei piedi molto minuti al quale regalano un paio di scarpe nuove, lucide, ma di tre misure più grandi : non le potra' calzare se non pestandosi i piedi . Poco importa se non camminerà più bene e rimarrà zoppo per sempre, comunque avrà finalmente le scarpe nuove ! Ma e i calzini ? ( I prestiti subordinati per cassa che coprono la parte al margine del fabbisogno finanziario dell'impresa sono veramente una grossa novità, in Sardegna mi pare ci sia stata la prima stoccata di BI ). Comunque a breve vedremo i bilanci, poi il governo e quindi le vacanze . Da settembre vedremo.

Luca Erzegovesi ha detto...

Sì, Lorenzo, intervento netto. L'adeguamento legislativo sarebbe in realtà più semplice del processo di attuazione del DL 141: si abolisce la soglia, si abrogano le norme sui confidi minori, si dà un termine per l'iscrizione all'albo ex art. 106 "nuovo". AssoConfidi si riorganizza. Alcuni servizi oggi fatti in casa o comprati sul mercato si spostano sull'Associazione, se ciò consente di abbattere i costi di utilizzo. Si negozia con Banca d'Italia una Vigilanza proporzionale che ammette un grado maggiore di esternalizzazione controllata delle funzioni di supporto operativo e di controllo. Avviene qualcosa di simile a quello che si sarebbe fatto con l'Organismo gestore dell'elenco minori (mutatis mutandis), ma senza inventarsi regole e istituzioni nuove, e da pagare a piè di lista.
Non è impossibile. Si tratta di organizzarsi. Funzionari che stanno svegli la notte? Può darsi, ma non per fare l'esamino con me. Stanno svegli per cambiare in fretta il modo di lavorare sotto la pressione della crisi, come fanno le imprese socie dei confidi che devono tener testa a concorrenti tedeschi, coreani e cinesi.
Associare l'essere vigilati con l'essere grandi è una semplificazione che mi guardo bene dal fare nell'intervento. Ci sono BCC da un miliardo di depositi e BCC da 80 milioni. Ci sono tra i 107=>106 nuovo grandi società di leasing e piccole finanziarie di prestiti personali. Anche le imprese farmaceutiche sono vigilate, non dalla Banca d'Italia, e ce ne sono di enormi e di medio-piccole. La compliance alle normative di settore fa parte del business, per chi fa bustine effervescenti e per chi fa garanzie. E' un peso schiacciante se è subita, poco conosciuta, male organizzata, avulsa dalle attività di risk management e controllo di gestione a fini interni. Purtroppo gli alti lai che risuonano tra i confidi dipendono da come ci si è preparati, non soltanto dal fatto che il sistema di supervisione è complesso e pesante (e lo è).
La mia è una proposta, con un capo e una coda.
Chi vince al gioco dei confidi? Chi aspetta settembre, o chi cerca di muoversi subito, per quanto dipende da lui? Non ho il dono della profezia. D'istinto, giudico lo star fermi una piaga, una debolezza mortale di questo paese, che affligge tutti i settori in qualche modo protetti. Comprese le banche.
Due postille:
a) sui finanziamenti per cassa => l'esperienza di Finsardegna non è stata censurata da Banca d'Italia, a quanto ho appreso. Banca d'Italia ha imposto limiti molto stringenti di frazionamento del rischio.
b) su un mio supposto favore per strutture pletoriche e inutili => la mia esperienza professionale con i confidi 107 riguarda tre casi di realtà medie, o medio piccole, nelle quali il passaggio tra i vigilati ha comportato costi contenuti, per le funzioni della quali mi sono personalmente occupato. Non esistono scarpe lucide di tre misure più grandi che si trovano dal calzolaio. Esistono cattivi calzolai che vendono a Leo Messi la scarpa che va bene a Michael Jordan, e non è una scarpa da calcio. Ma, come si dice, caveat emptor, prendere fregature non è colpa della legge che vieta di girare scalzi.
Infine, se mi chiedete "Credi davvero che gli attuali vertici dei confidi e delle associazioni hanno la volontà e la capacità per fare questa rivoluzione copernicana?", rispondo "Probabilmente no". Ma una nuova generazione di funzionari e amministratori può fare quello che per dieci anni non si è fatto.
Comunque, amici dei confidi di ogni ordine e grado, guardate (visto che si parla di Governo) quello che sta succedendo nelle istituzioni dopo l'invasione, per ora pacifica, dei parlamentari 5 stelle. Non pensate che possa presto arrivare il vostro turno? Meglio muoversi prima con un progetto di cambiamento sensato, o farsi imporre qualche bizzarra combinazione di microcredito, prestito forzoso, crowdfunding, rating assegnato con i Mipiace su Facebook?

Anonimo ha detto...

buon giorno, seguo con attenzione gli argomenti sul blog.
ritengo che bisognerebbe avere 2 o 3 confidi solidi in Italia e non una miriade.La problematica sono i particolarismi regionali e nazionali che abbiamo, con i consorzi fidi legati ad associazioni che ormai risultano anacronistiche .cna confartigianato ,confersercenti ascom ,confcommercio ,uniindustria ed ognuno vuol fare parrocchia a se con il proprio confidi .incredibile.funzionari moltiplicati e la maggior parte delle volte incopetenti ed attaccati solo alla poltrona.
in italia tutto il mondo è paese, quello che abbiamo a livello politico nazionale vi è anche a livello locale.
possibile che una realtà come confindustria in emilia romagna non abbia un consorzio fidi efficiente ? (sappiamo la fine di fidiindustria)
possibile che un consorzio come unifidi comincia lavorare con il FCG da fine 2012? quando altri ci lavoroano da anni ?
chi è che adotta certe scelte ? questo è il livello del management (b assissimo) nei consorzi derivati dalle associazioni, incompetenza a go-go di chi non ha mai lavorato nel credito. la sensazione di lavorare con gente improvvisata che si fa esperienza sulle ossa delle imprese.
con il risultato che i soldatini che lavorano tutti i giorni con le aziende sono in grande difficoltà grazie all'incapacità di certi dirigenti.

cordiali saluti

Anonimo ha detto...

Si la situazione è propio questa!
Ma la cosa più grave è che a questi soggetti sono stati dati un mucchio di soldi pubblici (rectius nostri!).
Siete dei morti!

C.R.I. ha detto...

Bei tempi quando le 5 Stelle ... si davano agli Hotel !

Luca Erzegovesi ha detto...

Il linguaggio un po' trucido di Anonimo delle 15:47 è un assaggio di quello che potrebbe rovesciarsi sul mondo della rappresentanza sindacale, del lavoro e dell'impresa, se lo stesso non si dà una scossa. Qui si tratta di guidare un progetto coraggioso di cambiamento, che non può essere indolore e a costo zero per chi oggi è nei posti di comando. Se ci si arrocca, gli stanziamenti da enti pubblici saranno presto rubricati alla voce "Costi della politica - Rendite della Kasta".
Ricordate che il Movimento 5 stelle ha come asse portante delle sue proposte sul welfare il Reddito di cittadinanza (ovvero un sussidio di disoccupazione incondizionato per tre anni di 1000 euro al mese circa). Se la proposta passa, c'è il problema di coprire la spesa, certi che il consenso politico per questa misura crescerà con il numero di assegni di cittadinanza staccati ogni mese. I primi fondi a essere requisiti saranno quelli degli ammortizzatori sociali, ma presto verrà il turno di altri trasferimenti al lavoro e alle imprese. Come potrete immaginare, si sta affacciando un nuovo soggetto che vuole far saltare gli assi portanti della rappresentanza politica (ne vediamo i primi atti in Parlamento) e, cosa che riguarda più da vicino i confidi, sindacale.
Beppe Grillo accenna ogni tanto al credito, più vagamente. Evoca banche di stato e reti di microcredito che finanzino le piccole imprese.
Forse se qualcuno va a parlargli dei confidi, magari lo convince a farne un soggetto importante della sua politica. Molto rischioso.

Anonimo ha detto...

L'on Tondo, presidente della regione Friuli ha definito già da lungo tempo i Confidi "un costo della politica".

paquino ha detto...

A parte il Prof., tutti ottimisti e propositivi ... bene, bene, forse avrete ragione e forse no! Continuare potrebbe essere considerato "accanimento terapeutico" ma almeno tentare di salvare il paziente è un tentativo che va fatto. Se chiudono i Confidi, resteranno aperti solo enti finanziari, o pseudo tali, che non avranno certo pietà delle PMI. Prof. mi scusi ma manca un dettaglio nella sua analisi: fuori le Associazioni dai Confidi! Per sempre!

Luca Erzegovesi ha detto...

@Paquino: non posso fare proclami, chi sono io rispetto alle associazioni. Però ho detto: un'unica AssoConfidi con vocazione tecnica, superando le federazioni dei confidi di settore.

Luca Erzegovesi ha detto...

In un giorno 143 downloads della mia relazione! Pare che interessi. Se ci volete lavorare sopra organizziamo qualcosa, magari qualcuno ci ospita.

Luca Erzegovesi ha detto...

Oggi i downloads totali sono saliti a 185. Speriamo che arrivi anche qualche commento!

alessandro falco ha detto...

Sera prof, due dubbi:
1 Lei difende la natura mutualistica dei Confidi Italiani, contro il modello pubblico tedesco; ma non ritiene che la strada consigliata da lei della concentrazione, dell'unica natura di vigilati, porti nel tempo ad una natura pubblicistica dei confidi per ogni territorio ? Ha senso un Minotauro privato nella forma ma che, senza concorrenza, o con una forma ridotta, operi con caratteristiche para monopolistiche ? Non e' meglio, nella funzione pura di garanzia, a quel punto, un confidi pubblico ?
2 Sull'auspicio dell'allarghamento ai servizi continuativi di consulenza finanziaria, ritengo vi sia una incompatibilità di fondo data dalla necessita' di indipendenza e di assenza di conflitto di interesse per chi eroga tali servizi. Un imprenditore accetta di essere analizzato da chi eroga un servizio finanziario che, in alcune fasi, può trovarsi in una situazione di conflitto ? Pensiamo ai casi di ristrutturazione e pre default.
Il combinato disposto delle due considerazioni non porta, secondo lei, (mi consentirà la provocazione) ad un modello che vede sempre più una distinzione di fondo:
1 Garanzie pure, sempre più erogate da soggetti di natura pubblicistica
2 Servizi di informazione, consulenza, "filtro di mercato'"
sempre più offerti da confidi privati
Con profonda stima
Alessandro Falco

Luca Erzegovesi ha detto...

@Alessandro Falco:
1) il modello tedesco è misto, pubblico + bancario; le mie riflessioni non ragionano su una tabula rasa, ma sulle chance di rilanciare il sistema confidi mutualistico; nell'ipotesi che i fondi pubblici calino, o che siano erogati in funzione delle operazioni fatte (come nel caso di accesso a FCG). Penso che in quel caso ci possa essere una pluralità di distributori di garanzie o di credito garantito, se il sistema d'aiuto è trasparente.
2) La "mia" consulenza assomiglia in realtà a un servizio accessorio di support a una specie di private equity, dove il confidi si prende una fetta di fabbisogno finanziario molto vicina all'equity, quindi c'è dentro fino al collo, ed è incentivato a far gestire bene l'impresa. L'imprenditore lo accetta? Penso che nella situazione di crisi di oggi ci possano essere molte situazioni che "ben" gestite fanno vivere meglio sia l'impresa che i suoi finanziatori o garanti; il confidi sarebbe l'attore chiave per trasformare situazioni gestite male o lasciate andare in situazioni gestite "bene".
Però, come dicevo, in questa fase non mi interessano tanto disegni coerenti o armonici, mi interessa vagliare ipotesi per uscire dalle sabbie mobili e portare qualcosa di nuovo e utile.

Anonimo ha detto...

@Pasquino: tentare di salvare i confidi è come mandare il medico al capezzale del morto: INUTILE!!!!!!

pasquino ha detto...

Va bene, ma che il certificato di morte sia compilato da chi ha indicato la cura ... se ne ha il coraggio(((((