aleablog

domenica 30 giugno 2013

Regione e Veneto Sviluppo: operazione di riassicurazione (?) con nove confidi 107

Scusate il silenzio dei giorni scorsi (salvo qualche tweet): giovedì e venerdì sono stato a Roma alla convention Basilea 3 2013 dell'ABI. Ho parlato a una sessione parallela sul credito alle imprese nella quale è intervenuto anche Claudio D'Auria in tema di tranched cover. Claudio ha citato come caso d'uso il programma gestito da Veneto Sviluppo (l'avviso risale al maggio 2012). Questo articolo del Corriere del Veneto parla di un programma nuovo di "riassicurazione" che coinvolge 52 banche e 9 confidi vigilati veneti. Nome in codice: piùcredito. Qui la delibera della Giunta regionale (con gli allegati tecnici).
Per pubblicizzare la misura è stato creato un apposito sito (per il momento contiene un bel logo)
Si tratta di un'operazione con rischio cappato (come quella del maggio 2012) in cui l'ente pubblico copre il rischio junior. I confidi erogano garanzie su finanziamenti di sostegno alla liquidità e al circolante. Il Fondo regionale riassicura l'80% dell'importo garantito, fino a un cap complessivo di perdita così delimitato:
  • 5% (solo garanzie a prima richiesta) della sommatoria degli importi delle operazioni riassicurate  per la Linea A (Sostegno ad operazioni di riscadenziamento dei termini di rientro del credito) e la Linea B (Sostegno ad operazioni di consolidamento dell'indebitamento);
  • 6% (garanzie a prima richiesta) o 2% (altre garanzie) delle operazioni riassicurate per la linea C (Sostegno al circolante)
La misura è riservata (dice l'articolo) a nove confidi vigilati operanti in Veneto. I non vigilati sono fuori, ma non sono molto contenti di ciò (ne parlo in quest'altro post).
Traduco la misura in confidese arcaico: la Regione dà un contributo a fondo rischi pari al 5% del portafoglio garantito (o al 6%, o al 2% a seconda delle destinazione del prestito). Se la riassicurazione copre l'80% delle perdite, il cap si chiude quando il tasso cumulato di perdita raggiunge (con l'aliquota per riscadenziamento e consolidamento del 5%) un'incidenza pari a  5% / 0,8 = 6,25% del portafoglio garantito. Quasi sicuramente il contributo sarà consumato dalle perdite su crediti, vista la durata a medio termine e la situazione di pre-incaglio delle imprese che si vogliono agevolare. In proposito il messaggio dato alla stampa è il seguente:
I soldi andranno ad aziende in bonis, senza finanziamenti in sofferenza, o protesti. Ancora aiuti ad aziende non in difficoltà? «Al contrario - dice il vicedirettore di Veneto Sviluppo, Luca Felletti -. Puntiamo a sostenere quella fascia d’imprese che, senza garanzie, rischia in questo momento di non aver accesso al credito». Aziende sane, ma con bilanci appesantiti dalla crisi, e rating e condizioni di credito peggiorate. Che possono tradursi in riduzioni del circolante rispetto al passato o degli importi complessivi, nel caso di ristrutturazione debiti. L’operazione punta a garantire il mantenimento degli affidamenti e, nel consolido debiti, ad aggiungere anche liquidità.
Rispetto agli apporti a fondi rischi arcaici, questa riassicurazione agisce su pool di finanziamenti segregati,  e paga dopo il sinistro, non prima.
Prudentemente, la Regione limita la sua spesa. Al confidi non basta l'apporto regionale, che copre una parte delle perdite attese. Il confidi con altri fondi (che ha già o che si procura altrove) deve coprire la parte restante delle perdite attese, e le perdite inattese (che potrebbero anche essere delle minori perdite, ma di questi tempi non c'è da farci troppo affidamento). Non penso che i confidi possano a loro volta cappare il loro rischio, anzi, la delibera fa riferimento a garanzie a prima richiesta "o con congruo anticipo".
Come sempre, nei comunicati si mette in prima fila il moltiplicatore azionato (cito sempre l'articolo):
Così i 16 milioni di euro della Regione muovono finanziamenti bancari per almeno 750 milioni.
Facciamo la controprova: 16 milioni sono il 5% del garantito, che quindi sarebbe 16mn/0,05 = 320 milioni. Il garantito è la metà dell'erogato, quindi l'erogato è 320 milioni x 2 = 640 milioni. Mi mancano 110 milioni! Ah, dimenticavo, il fondo regionale copre l'80% delle perdite dei confidi, quindi 640 milioni / 0,8 = 800 milioni. Sì, però i fondi pubblici devono coprire il cap e il cap deve essere il 5% del garantito (non è il caso di fare overbooking per le considerazioni che si facevano prima sulle perdite attese che saranno facilmente superiori a 5% / 0,8). E poi sono le banche che decidono di erogare 640 milioni, o 750, o 800. Basterà questa riassicurazione a far gradire le garanzie al 50% dei confidi?
Ultima annotazione: ai fini dell'abbattimento dei requisiti di capitale dei confidi (sono tutti 107) e delle banche beneficiarie, questa riassicurazione non serve granché, perché al massimo si può ponderare al risk weight della Regione (o a 0% se si costituisce un cash collateral)  la garanzia pari al cap coperto dal Fondo regionale (ricordo che le garanzie cappate sono efficaci come cartolarizzazioni in presenza di rating esterno o se offerte a banche AIRB che applicano la supevisory formula).
 Comunque, di questi tempi, piuttosto che niente è meglio piuttosto. Io vedo meglio un contributo anticipato ai confidi sull'erogato calcolato come percentuale della commissione equa di garanzia, a sua volta differenziata per durata e rischio. Ciò richiede un criterio di pricing, ma poi il confidi si arrangia a gestirsi i rischi, non c'è bisogno di segregare e monitorare. Ed è anche più facile stimare l'impatto sul pricing da fare all'impresa. E alla fine con i tassi di perdita attesa di oggi la Regione non darebbe meno del 5%, o del 6%, del garantito. Ma dovrebbe pagarli anticipatamente.
Stampa questo post

19 commenti:

Cassandra ha detto...

Scommetto che questo provvedimento non servirà né ad aumentare né a stabilizzare il credito erogato alle imprese né il tasso complessivamente da loro pagato. Bastava un buon contributo in conto interessi pagato anticipatamente senza inventare mirabolanti ed illusori moltiplicatori. Cui prodest tanta fantasia finanziaria?

Luca Erzegovesi ha detto...

Per rispondere al suo meditato interrogativo, basta una parola: fare leva! Questo si chiede all'ingegneria finanziaria, dare un punto d'appoggio per sollevare il mondo. O prometterlo.

Sapio ha detto...

Mi sembra che i 106 abbiano pienamente ragione a protestare. Non c'è ragione per cui vengano esclusi tanto più che la misura è inutile per limitare gli assorbimenti dei 107 e delle banche.

Cassandra ha detto...

Prometterlo, illusoriamente prometterlo!

Arguto ha detto...

E' la solita garanzia che (alle banche) male non fa ma se fa bene non si sa.

Luca Erzegovesi ha detto...

@Sapio, ci sono sempre delle ragioni per protestare, il problema è il ping pong tra provvedimenti parziali che fanno quello che possono e proteste di chi ne è escluso. Con la cappatura della riassicurazione confidi, ammettere 20-25 confidi di cui 10-15 piccoli portava a una situazione ridicola con cap del 5% di poche decine di migliaia di euro per portafoglio, che alla prima insolvenza, ciao! Le tecniche vincolano la platea di beneficiari (non dimentichiamo che a certi bandi di tranched cover in garanzia diretta è risultata aggiudicataria una sola banca!).
I piccoli anziché fare ricorso dovrebbero andare sul Fondo centrale, o chiedere alla regione o alle Camere di commercio di aprire una sezione regionale presso il Fondo centrale, così escono dalla gabbietta del cap (finché il "centrale" avrà benzina).

Sapio ha detto...

@ Luca: una cosa è il diritto ed una cosa è l'opportunità economica. Secondo il primo tutti Confidi hanno diritto ad intermediare l'agevolazione. Per la seconda sono d'accordo con te. Ho sempre auspicato un fondo regionale che operi come il FCG o meglio l'apertura di una sezione regionale del FCG in cui far affluire i fondi regionali. Ma l'economia non c'entra. Qui c'entra la politica: apparire proattivi più che essere proattivi.
Povere imprese che alla fine non otterrano niente.

Luca Erzegovesi ha detto...

@Sapio il diritto amministrativo nasce per regolare il potere arbitrario del sovrano e della sua amministrazione. Per quanti sforzi abbia fatto l'Europa per rendere più equo e concorrenziale l'accesso a contributi e contratti pubblici la discrezionalità e la selezione ex ante sono rimaste. Anche e soprattutto negli aiuti alla garanzia. I confidi che si affrontano al Tar o davanti all'Antitrust hanno fallito nel loro compito, quando si muovono gli avvocati siamo nella fase di liquidazione del sistema. Ognuno ha diritto di difendere i suoi interessi legittimi ma non mi aspetto da questo nessun miglioramento. Anzi, non mi interessa più. Quel mondo, tutto, è spacciato

Sapio ha detto...

@Ai lettori: l'operazione Tranched Cover del Veneto di un anno fa circa come è andata a finire? E' stata erogata? Da chi? Sospetto che non abbia avuto seguito.

Anonimo ha detto...

@Sapio sospetti male.......
l'iniziativa è partita da poco più di un mese (tra contratti, creazione prodotto e co).
Sta andando molto bene e le imprese stanno ricevendo pricing più bassi di quelli che avrebbero ricevuto con convenzione ordinaria.
Ma non ti stanche di essere sempre così polemico e negativo...

Sapio ha detto...

E' partita solo un mese fa? Dopo un anno o più di attesa! Fra ripensamenti etc. Ma per giudicare aspettiamo la chiusura. In cauda venenum. Chi l'ha erogata e chi l'ha garantita?

Anonimo ha detto...

@Sapio; sei un anima candida!!!!!

Sapio ha detto...

Tranched Cover, leggete qui
http://www.cnatreviso.it/credito-le-associazioni-di-categoria-trevigiane-contro-la-regione-veneto/

Inoltre grazie per l'anima candida. Fa piacere essere così etichettati da un'altra anima. Mi piacerebbe sapere di che colore.

Anonimo ha detto...

Ha ragione Sapio.
Anch'io mi stupisco delle lungaggini della P.A.
Noi Italiani non eravamo abituati a tempi così lunghi.
Chissà cosa è successo?

Sapio ha detto...

Provo ad azzardare una spiegazione: le regioni hanno poche risorse a disposizione e non potrebbero usarle per dare aiuti di stato ai Confidi intermediari Dovrebbero solo dare aiuti in de minimis direttamente alle imprese ma i costi della politica vogliono la loro parte. Così si dibattono alla ricerca di una soluzione e, nell'incertezza di quale sia la via migliore, si affidano alla supposta sapienza di vari suggeritori. Così nascono le tranched cover, operazioni oscure per tutti (meno che per i sapienti), e che abbisognano di grandi approntamenti tecnici da parte dei Confidi e delle 2 (due) banche eroganti. Il bello è che neppure i supremi reggitori delle 2 banche ci capiscono gran che e stanno con le dita incrociate memori delle pessime prove date dalle tranched o pseudo tranched precedenti. Infine tutto va a rilento nell'attesa di capirci qualcosa. Pensate quanto sono contente le imprese tenute a bagno-maria per anni in attesa che la misura si avvii lentamente. Consiglio conclusivo alle regioni: lasciate perdere le tranched ed aprite una sezione riservata presso il FCG o passate ai contributi in conto interessi. Anche questi ultimi fanno leva.

Anonimo ha detto...

@Sapio: ti manca l'ironia e quindi non la comprendi!

Anonimo ha detto...

Riassicurazione questa sconosciuta. Ma a vantaggio di chi va? Delle Banche? Vedo che scrivete che no, le Banche non ci guadagnano, non ponderano e quindi non abbasseranno i tassi. Allora va a vantaggio delle imprese? Anche in questo caso leggo di no, le imprese non avranno un euro di nuovo credito (ma allora si garantiscono i rinnovi delle imprese decotte?). Ma allora ci guadagna Veneto Sviluppo? Leggo di no perché viene alleggerita di altri 16 milioni e inizia ad essere un vizio.
È quindi? L'unico vantaggio va ai Confidi e magari le imprese pagheranno una commissione per ottenere alcun vantaggio? E se il confidi chiudesse, che fine fanno i soldi? Non era meglio una classica controgaranzia? Mi spiegate al di la della campagna stampa, tra qualche mese cosa rimarrà di questa "strana" operazione che sa tanto di pacco dono ai confidi? E chi controllerà che veramente si tratti di vere nuove erogazioni e non di rinnovi di fidi in scadenza per imprese che comunque stanno saltando (vedi dichiarazione vice direttore Veneto Sviluppo). E la Banca d'Italia? Che dice di questa operazione? Ho posto forse troppe domande che non avranno mai una risposta. Per ora ho un'unica certezza la nostra finanziaria regionale ha 16 milioni in meno dello scorso anno. Complimenti alla Giunta Regionale e a chi ha ideato l'operazione.

Luca Erzegovesi ha detto...

I nomi cambiano, ma la sostanza resta: quella di un contributo veicolato tramite i confidi per facilitare l'erogazione di un pacchetto di finanziamenti per il consolidamento di debiti e il finanziamento del circolante. Detto contributo non è a fondo perduto, ma consumato in presenza di perdite sul "pacchetto". E' probabile che sia consumato quasi tutto, o completamente. Con i tassi di default di oggi copre tutte o quasi tutte le perdite attese, che sono una componente del costo del credito più pesante della remunerazione del capitale. Non libera capitale di vigilanza, questo è vero.
Serve a far lavorare i confidi. Serve ad annunciare un intervento con promette di aggiungere alla disponibilità di credito qualche centinaio di milioni.
I 16 milioni erano già stanziati per un fondo di garanzia regionale, quindi nella sostanza non cambia la destinazione. Pensa che con al controgaranzia non si consumerebbe?
Non è che cambiando formula si sarebbero fatte magie. Si sarebbero accontentate altre istanze.
Questo passa il convento, al quale bussano diversi pellegrini, a ognuno si cerca di dare qualcosa.

Anonimo ha detto...

Non male professore se il convento non fosse dei cittadini e non dei "frati" e se il vantaggio andasse alle imprese e non ai confidi. Ma questo passa l'attuale governance del Veneto e mi creda abbiamo visto tempi migliori.