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domenica 14 luglio 2013

La proposta per decuplicare il Fondo centrale da un dream team di esperti a nome Action Institute

Giovedì 11 luglio ho passato il giorno a preparare gli esami scritti che avrei somministrato l'indomani. Mi è sfuggita la proposta di un nuovo Fondo di garanzia su portafogli di prestiti alle Pmi diffusa dall'Action Institute, una think tank di economisti e operatori finanziari italiani. Ne ha parlato molto Il sole 24 ore (con pezzi di Isabella Bufacchi e di uno dei referenti scientifici della proposta, l'ex rettore della Bocconi Guido Tabellini). Qui le slide dei proponenti. Io la proposta l'ho capita così.
Il nuovo Fondo dovrebbe far leva su 10 miliardi di Fondi europei ("inutilizzati"). Sarebbero assegnati a un veicolo di cartolarizzazione (che chiamerò SPV1), il quale emetterebbe garanzie per un importo 12 volte superiore a favore di un secondo veicolo (SPV2). E' quest'ultimo il vero Fondo, che emetterebbe a sua volta garanzie su portafoglio di prestiti alle Pmi a favore delle banche. 
Le banche pagherebbero una commissione commisurata alle perdite attese del portafoglio (1-2%), che sarebbe trattenuta come equity dal Fondo a copertura delle "prime perdite"; il Fondo coprirebbe poco più del 75% delle "seconde perdite" eccedenti tale disponibilità. Sulle banche resterebbe il 25% delle "seconde perdite".  Le slide illustrano la filiera proposta con questo diagramma (cliccate per ingrandirlo):


Noto che commissioni e quote di copertura non sono molto diversi da quelli del Fondo centrale già esistente, mentre i volumi target sarebbero circa 10 volte tanto. Per i proponenti la catena di SPV realizzerebbe una leva molto alta: i 10 miliardi allocati su SPV1, consentirebbero a SPV2 di garantire l'originazione di 150 mliardi di nuovi prestiti in 5 anni. Prestiti che sarebbero prezzati a spread tedeschi (più del 2% sotto quelli italici attuali) perché SPV1 si prenderebbe il grosso del rischio ed essendo funded avrebbe un rating disaccoppiato da quello dello Stato italiano. Con questa strutturazione i pool erogati sarebbero pronti per essere cartolarizzati in titoli ABS costituibili come collateral presso la BCE, che riconoscerebbe un buon rating. Così arriverebbe anche il vantaggio del costo di funding che conosciamo. Bingo! Abbiamo 150 miliardi di credito aggiuntivo pre-finanziati e a basso assorbimento di capitale.
Che ne penso della proposta? La prima osservazione che faccio è: non dite (come si fa qui) che è una soluzione a costo zero per lo Stato. Può darsi che l'uso di fondi già stanziati attraverso veicoli di ingegneria finanziaria consenta di non aumentare la spesa pubblica, però il rischio c'è. Nelle slide si cita continuamente il Fondo centrale, non si dice però se SPV1 sarebbe assistito dalla garanzia di ultima istanza dello Stato, come lo è l'attuale FCG. Senza quella garanzia, l'effetto di credit enhancement sarebbe ottenibile trattando i prestiti come esposizioni cartolarizzate in capo alle banche eroganti (come tranched cover  con supervisory formula) oppure riprendendosi i prestiti impacchettati come ABS corredate di un buon rating di agenzia. Sì, perché la catena SPV1 - SPV2 non funziona come supporto di una garanzia personale, essendo composta da due simil-intermediari finanziari che sarebbero trattati da Basilea in base al rating sovrano (lo stesso problema che hanno i confidi 107 con il rating Italia a BBB). Se c'è rischio, e c'è garanzia statale, per quanto funded in misura adeguata, c'è una passività potenziale, e ci potrebbero essere spese future che fanno male al portafoglio.
Ci sono poi aspetti legati al sistema di incentivi attivato con questo tranching  del rischio. Sono complicati e conto di finire in agosto il mio paper sul tema. Per questo non ne parlo qui.
L'ultima osservazione riguarda la gestione di questo nuovo circuito. La proposta la affiderebbe all'attuale gestore del FCG, o alla BEI, o alla Cassa DDPP. Chiunque sia il gestore, dovrà affrontare i problemi legali, burocratici e di operation dell'attuale Fondo
Vediamo che evoluzione avrà la proposta, che tra l'altro converge con gli intenti dichiarati dal Governo in carica. Io sarei andato a lavorare più vicino alle imprese, non a costruire due vasche di decantazione del rischio a monte. Però hanno un senso entrambe le cose.

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8 commenti:

Sapio ha detto...

Mi sa tanto di formaggio gratis che sta solo nelle trappole per i topi.

Anonimo ha detto...

Mah, questa proposta è un Fondo centrale pompato con un paio di veicoli utili a far lavorare gli amici delle investment bank, agenzie di rating, studi legali internazionali e società di consulenza ...

Anonimo ha detto...

Sapio i denari ce li mettono, come al solito, i contribuenti per ripulire i bilanci delle Banche. L'operazione è chiarissima. Inoltre, dopo le novità contenute nel DL fare, in questo il contesto la volontà politica di disintermediare i Confidi è palese.

Luca Erzegovesi ha detto...

No, no, attenzione, il neo-Fondo dovrebbe garantire nuova finanza a imprese non in crisi, per consentire di impacchettare i pool coperti da garanzia per costruire titoli che prendano un buon rating dalle agenzie, nel pieno rispetto degli standard severi fissati dalla BCE. E' vero che nel 2004-2007 le agenzie di rating hanno convalidato prodotti turpi, ma quelle CDO non finivano (come invece finirebbero le ABS di cui stiamo parlando ora) nel bilancio di investitori bancari come collateral di rifinanziamento presso la BCE (con i Germani che fanno i cani da guardia).
Semmai il limite del progetto è quello di lanciare un nuovo mega-sportello di garanzia per i portafogli sani senza che prima si sia fatto ordine e pulizia nei portafogli malati. Per cui le banche (e i confidi, se della partita) potrebbero non originare i 150 miliardi freschi perché i loro bilanci sono appoggiati sulle canne di bambù.
Sulla volontà di disintermediare i confidi forse hai ragione, ma sono i confidi che devono farsi avanti per rivendicare un ruolo in filiere "europee", organizzandosi per fare meglio di altri (e a costi più bassi) tutti i lavori che servono per apprezzare e fare uscire i rischi dei pool Pmi dai bilanci bancari. Passare da intermediari, veicoli, agenzie pubbliche europee, non è a costo zero, i confidi dovrebbero dimostrare di essere più sani ed economici su una certa fascia di clientela, che è quella dove le pratiche sono piccole e numerose.
Io però tra i confidi sento soltanto gente (anche tanti amici) che si sente smarrita o si piange addosso.
E' tempo di idee coraggiose.

Anonimo ha detto...

Caro prof.
concordo con il suo ultimo punto.
L'idea comunque non è male e in questo contesto potrebbe essere un modo nuovo (neanche tanto visto che sembra un cosiddetto CDO Square) per aiutare le imprese a finanziarsi a costi accettabili.
Per quanto riguarda i detrattori delle banche ricordo (basta leggersi il sempre verde zamagni di storia economica) che l'Italia è da sempre un sistema bancocentrico per cui o fai ripartire le banche a dare credito (ripulendo i bilanci e limitando il capitale usato) oppure stai fresco che riparte l'economia per una motivazione che direi è quasi banale: se non riduci il costo per le banche di erogare credito a MLT alle aziende buone, queste ultime non investono, se non investono, non innovano, se non innovano non esportano ecc ecc...
I confidi, scusatemi, non sono oggi in Italia gli strumenti per facilitare ( in senso di riduzione del costo) il credito alle aziende migliori.
Perchè un'azienda ad esempio AA- ma diciamo in generale di fascia invesment grade dovrebbe pagare una commissione ad un confidi per farsi rilasciare una garanzia quando andando in banca da sola riceve lo stesso credito ad un costo all in ( considerando anche la garanzia del confidi) più basso...
quindi i confidi oggi in Italia sono per le aziende high hield che le banche ormai non vogliono più neanche con la garanzia confidi.
Per cui ben vengano strumenti che riducono il costo del funding (ancora alto in Italia rispetto a Germania e Francia) e il consumo di capitale delle banche (perchè oggi non ci sono più azionisti a cui chiederlo).
Il tutto può essere fatto utilizzando fondi europei purchè l'europa monitori come questi vantaggi arrivano alle imprese.
Saluti

Anonimo ha detto...

Appunto: i Confidi o cambiano mestiere (quale?) o muoiono d'inedia.

Anonimo ha detto...

Se c'erano un motivo ci sarà.
Se non ci saranno sarà per la perdita di visione di una generazione.
Tanto in questo Paese le cose che hanno un senso sono destinate a soffrire e a perire da eroine!!!!
Ma si, sterminiamoli con la disintermediazione, per poi rimpiangerli fra qualche anno e rifondarne una versione 2.0.......la solitudine dei numeri primi, comincia a deprimermi.......

Luca Erzegovesi ha detto...

Bene, finalmente un po' di passione.
Però ci vuole qualcuno che dalla prima linea si alzi in piedi e dica "Io".
"Io i confidi li rilancerei così". Meglio ancora qualcuno che lo faccia.
Senza deleghe, senza intermediari.