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lunedì 17 marzo 2014

Da Repubblica: cassa integrazione straordinaria per 97 dipendenti (su oltre 500) di Eurofidi e collegate

Un gentile (e preoccupato) visitatore mi segnala questo articolo apparso ieri su Repubblica, edizione torinese, La cassa integrazione colpisce anche chi aiuta lo sviluppo. Tra le parole levigate del titolo si intuisce la notizia:  il maxi-confidi torinese e le collegate hanno fatto ricorso alla cassa integrazione in deroga per 97 posizioni, che nello specifico riguardano 32 lavoratori di Eurofidi (di cui 14 a “zero ore”), 24 della capogruppo Eurogroup (due a “zero ore”) e 41 della società di consulenza Eurocons (due a “zero ore”). Ecco la notizia con i commenti del presidente di Eurofidi Maurizio Nobili:

L’accordo con la controparte sindacale è stato siglato a fine febbraio e scadrà a fine marzo ma in realtà, dice Nobili, «la prospettiva è di proseguire fino alla fine dell’anno e di vedere come evolve il mercato». L’intesa ha infatti una scadenza così breve per motivi strettamente tecnici: la società con sede in via Perugia per ora ha diritto alla sola cassa in deroga, ma l’idea del management è di avviare le pratiche per accedere a quella “ordinaria”.
Dieci mesi di ammortizzatori sociali in vista, dunque, che il presidente di Eurogroup giustifica così: «Come tutto il sistema del credito, anche noi viviamo un momento di difficoltà legato ai maggiori accantonamenti necessari per tamponare l’aumento delle sofferenze». Insomma, le imprese faticano a restituire i soldi alle banche e il confidi è costretto a mettere da parte più denaro, mossa che poi si ripercuote sui costi. Le difficoltà legate a Eurocons riguardano invece «alcuni settori di consulenza che non consideriamo più produttivi», spiega il numero uno del gruppo.
I conti sono in pericolo? «Eurocons ha chiuso il 2013 in utile», sottolinea Massimo Nobili, che poi annuncia novità su Eurofidi: «In passato abbiamo raggiunto gli 1,5 miliardi di prestiti garantiti, ora l’obiettivo è di scendere a 1,3 inserendo alcuni vincoli per diminuire sofferenze e accantonamenti ». All’orizzonte c’è poi un altro nodo intricato: l’aumento di capitale da 50 milioni chiesto ai soci, tra cui il più influente è la Regione, grazie al 17 per cento controllato dalla finanziaria regionale Finpiemonte. Proprio quest’ultimo azionista ha chiesto una “due diligence” per capire meglio i conti del gruppo: «Entro metà aprile chiuderemo questa fase e riporteremo la proposta di aumento in assemblea», dice Nobili. Che comunque assicura: «I dati di gennaio sono confortanti e mostrano un netto rispetto alla fine del 2013. Non siamo in una situazione di gravissima precarietà, anche perché il nostro indice di solvibilità è all’8 per cento, quindi di due punti più elevato rispetto al minimo previsto dalle norme. Se vogliamo guardare avanti, però, l’aumento di capitale è utile».
Non è facile manovrare una corazzata tra le onde della crisi. Con la pubblicazione della bozza di bilancio 2013 avremo più elementi per capire la missione che gli ammiragli assegneranno alla nave, e la rotta tracciata.
Al momento esprimo soltanto solidarietà ai dipendenti di Eurogroup messi in cassa integrazione, sperando che le nuove strategie riescano a valorizzarne la professionalità.
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58 commenti:

Anonimo ha detto...

Dal Bilancio 2012 Eurofidi
Sezione 6

Operazioni con parti correlate
4.1. Informazioni sui compensi dei dirigenti con responsabilità strategica
I compensi lordi corrisposti ai dirigenti aventi responsabilità
strategiche sono i seguenti:

Direttore Generale (Dott. Andrea Giotti): € 319.861.
I compensi lordi corrisposti ai componenti il
Consiglio di Amministrazione, il
Collegio Sindacale e
l’Organismo di Vigilanza sono pari, rispettivamente, ad €
146.724, ad € 108.002 e
a d € 13.414.


Solidarietà ai dipendenti (che non hanno responsabilità) ma gli artefici (lautamente pagati) del disastro annunciato non pagano mai?!

Anonimo ha detto...

Eurofidi fa una grande quantità di lavori e di favori: alla politica vende i volumi "per l'aiuto allo sviluppo", alle banche vende accesso a garanzie e contributi pubblici e risk transfer.
Questo modello, per quanto concepito e gestito con professionalità, sta ancora in piedi?

Anonimo ha detto...

http://www.lospiffero.com/buco-della-serratura/risparmi-nobili-intenzioni-disattese-13347.html

consiglio di andare a leggere questo articolo

Luca Erzegovesi ha detto...

L'articolo è vecchio ed era già stato linkato a un commento.
Non censuro i commenti o gli attacchi personali, finché rimangono nei limiti della correttezza.
Però Eurofidi merita un'analisi oggettiva, anche severa, ma attenta al cuore del problema: un intermediario di queste dimensioni a quali condizioni può stare sul mercato? Che effetto ha la sua presenza (condizionante) nel sistema confidi? Che valore trasferisce alla imprese dalle risorse pubbliche che consuma (che ora comprendono anche i sussidi per al Cassa integrazione)?

Anonimo ha detto...

Chi è senza peccato scagli la prima pietra...
Eurofidi è certamente la punta dell'iceberg perchè più di 300 mila euro (esclusi compensi da società collegate/partecipate) è un compenso che difficilmente raggiunge un dirigente di banche con attivi 100 volte superiori quello di eurofidi..
Però non pensiamo che gli altri Confidi siano esenti da costi assurdi riferiti a Consigli di Amministrazione, Direttori e Sindaci..
Se poi aggiungiamo il bassissimo ricambio di nomi e poltrone all'interno di questi soggetti (ad e direttori che svolgono lo stesso incarico per 10/20 anni) si capisce bene che le regole non sono quelle del mercato o almeno non del pubblico..

Soluzioni? Non saprei, certo quando ci sono fondi pubblici di mezzo ci vorrebbe almeno l'alternanza. Ma siamo in Italia ed il problema in qunesto caso non sono certo i confidi.

Anonimo ha detto...

Son d'accordo, se il mondo associativo fa lo sciacallo su Eurofidi per dire "lui cattivo, noi buoni e bravi", si dà la zappa sui piedi perché ha in casa guai peggiori, e anche tutti i difetti (costi di struttura, fondi pubblici non girati in benefici alle imprese)

Anonimo ha detto...

SE IN TUTTO IL PAESE NON C'E' UN INTERMEDIARIO O UNA BANCA CHE ESERCITA L'ATTIVITA' DI RILASCIO DI DI GARANZIE DI ORIGINE "PRIVATA" UN MOTIVO CI SARA' O COMUNQUE NON E' CERTO UN'ATTIVITA' CHE GENERA PROFITTO MA TENDENZIALMENTE SOLO PERDITE.
SE POI AGGIUNGIAMO I MILIONI CHE SI PERDONO A PIOGGIA NELL'INTERMEDIAZIONE DEL CREDITO E NEI CONFIDI NON CREDO SIA DIFFICILE CAPIRE CHE SIAMO DAVANTI AD UNO DEI TANTI STRUMENTI-VINCOLI NORMATIVI CHE PROTEGGONO LOBBIES, INTERESSI, POLTRONE.
QUINDI SAREBBE DA DIRE GODIAMOCELA FIN CHE DURA COME SE LA GODANO I FARMACISTI, I TAXISTI, I NOTAI E TUTTE LE CATEGORIE PROTETTE MA NON SI CERCHI DI TROVARE UN SENSO A COSE CHE IN UN MONDO "PERFETTO" FORSE NON AVREBBERO SENSO DI ESISTERE.

Luca Erzegovesi ha detto...

Oggi tutto il sistema di intermediazione finanziaria è sostenuto con interventi pubblici, e la cosa fa gridare molti allo scandalo. Oggi tutti deninciano che gli aiuti pubblici non arrivano alle imprese, e anche questo è uno scandalo. Se poi anche i canali che dovrebbero far arrivare gli aiuti sprecano e funzionano male, è un altro scandalo.
Giusto, occorre trovare un senso e finire di scandalizzarsi per lavorare e fare le cose che servono. Ci sarà un lungo periodo di "mondo imperfetto", e non sarà quindi un lavoro inutile.

Anonimo ha detto...

Ci aiuti a capire ? Cosa sono le cose che servono?

Luca Erzegovesi ha detto...

Negli ultimi anni ho cercato di mettere per iscritto le idee sulle cose che servono (e di anno in anno in varie versioni), ma non serve a un accidente.
Serve lavorare insieme su questioni concrete: lo scambio dati banche-confidi, nuove forme di garanzia per portafogli sul fondo PMI, l'assistenza alle imprese in crisi
Lavorare, lavorare, per rispondere ai bisogni.
Il problema non è la mancanza di idee, ma la mancanza di soggetti

Anonimo ha detto...

Ma da un mondo che ha partorito e portato alla soglia delle pubertà questi confidi pseudo vigilati carrozzoni politici che rialsciano garanzie inutili (o non le pagano, quelle a prima richiesta se non paga il fondo, o incapienti, si vedano le varie tranched o cappate di alcuni confidi) come ci si può aspettare che adesso concepisca il salvatore delle patria???

Concordo sulla mancanza di soggetti ma non è cambiando le regole all'italiana che cambio la sostanza delle cose e i confidi non devono essere rivisti ma rottamati e rifatti da capo.

Luca Erzegovesi ha detto...

Basta una persona sola per cominciare.
Sullo smantellamento dei carrozzoni sarebbe bene distinguere i pezzi del sistema. Come nella sanità, OK rimuovere consigli politicizzati e amministratori inefficienti, ma non chiudiamo gli ospedali e non svuotiamo gli ambulatori dei medici di base.

Anonimo ha detto...

Scusi professore, ma è la classe dirigente da mettere in cassa ...il cambio avviene se i soggetti gestiscono le aziende come dei buon padri di famiglia e/o l'impressione che sul suo blog ci siano andati poco...

Luca Erzegovesi ha detto...

Le novità partono dal basso, da soggetti che non sono classe dirigente e che si muovono per rispondere in modo nuovo ai bisogni, non per far fuori prima la classe dirigente in carica.
Quando si ha una proposta migliore, allora si lotta per farla progredire e si contesta la classe dirigente che si mette di traverso, se si mette di traverso.

Alfa ha detto...

Concordo con l'ultima osservazione di Erzegovesi: non dimentichiamo che i confidi sono anticiclici e operano maggiormente quando l'economia va male. Operare in tali condizioni di mercato equivale ad assumersi maggiori rischi, spesso eccessivi, pertanto i confidi devono ricevere l'aiuto delle istituzioni; altrimenti tali garanzie, per quanto necessarie e funzionali, sarebbero inconcedibili. Ciò non toglie che i CDA ed i board super pagati e le politiche sprecone sono assolutamente da abolire.

Anonimo ha detto...

Sono veramente basito dal tono dei commenti, ritengo che eurofidi stia attraversando un momento difficile come del resto tutte le imprese ed a maggior ragione un intermediario finanziario, invece di accanirvi sui confidi che alla fine la garanzia la danno ed in questo momento hanno aiutato migliaia di imprese ad uscire fuori dalla crisi, prendetevela con le centinaia di consulenti finanziari incapaci che sfruttano le imprese per arricchirsi, a partire dai progetti di risanamento fatti con i piedi ad arrivare al 5% del finanziamento per scrivere le 4 voci utili ad accedere a MCC... ma per favore...

Gianguido Trullallà ha detto...

... gli stessi consulenti che passavano le pratiche a Eurofidi quando poche banche facevano garanzia diretta? Moriremo di benaltrismo

Daniele Castagna ha detto...

Secondo me la forma di commenti anonimi non rende credibili i commenti stessi, ognuno dei quali pur avendo un fondo di verità finisce per essere visto come la solita sterile polemica.
Qui c'è bisogno di comprendere che il sistema ha bisogno di una svolta epocale. Non credo nella rottamazione ma i veterani dovrebbero lasciare più spazio ai giovani e limitarsi a consigliarli, guidare e monitorare. Basta con sentire il confidi come "cosa propria".

Dal mio punto di vista occorrerebbe:
- rappresentanti degli enti pubblici (Regioni, camere di commercio, etc) all'interno dei CDA, CDS o Collegio sindacale o Consiglio di sorveglianza;
- BILANCI TOTALMENTE PUBBLICI. Chi gestisce e beneficia di contributi pubblici deve obbligatoriamente essere sottoposto ad una sorta di controllo pubblico che tuteli le risorse. La rete può essere una forma di controllo ma in questo caso tutte le spese, affitti, consulenze etc devono essere disponibili per un contradditorio; Oppure si deve rinunciare ai contributi.
- Principio meritocratico: due anni di prova per la governance (DG e AD) che se non fanno bene i loro lavoro devono essere rimossi.
- FORMAZIONE CONTINUA E DI QUALITA': i dipendenti dei confidi devono avere, al pari dei colleghi bancari, una formazione di qualità, vera e tangibile.

Questo è un inizio ma soprattutto l'ultimo punto è fondamentale.

Daniele Castagna ha detto...

cmq in italia se si vuole creare un nuovo sentiment di legalità si dovrebbe mettere mano una volta per tutte ad una normativa "Whistleblowing".
Questa è l'unica strada percorribile per rendere più trasparente possibile il sistema...

Luca Erzegovesi ha detto...

Daniele, basterebbe come giustamente dici una rendicontazione seria e pubblica della spesa di risorse pubbliche e del portafoglio del fondo centrale. Il Governi Renzi ha promesso gli open data. Non è facile averli nel credito. Occorre studiare i formati e la reportistica e insistere

Anonimo ha detto...

Per uscire dall'accanimento non terapeutico contro Eurofidi, ricordo che anche Confidi province lombarde ha chiesto nel 2013 la Cassa integrazione per 11 dipendenti, come è scritto nel bilancio 2012 a pag. 25:
"Sempre nella stessa data [6/3/2013] il Consiglio di Amministrazione ha deliberato l’avvio della procedura di cassa integrazione guadagni in deroga per 11 dipendenti, con l’obiettivo di conseguire un’immediata riduzione del costo del lavoro. "
http://www.confidiprovincelombarde.it/media/130607-1027-20130607_Fascicolo%20di%20Bilancio%20rev%2000.pdf
Chissà perché tutti parlano di Eurofidi, ma nessuno parla delle banche di garanzia e dei confidi affiliati alle sigle associative, fino a che arriva la Banca d'Italia ...

Anonimo ha detto...

Sono l'anonimo di chi è senza peccato scagli la prima pietra...

Ribadisco che EUROFIDI non è la mela marcia ma piuttosto l'apri pista. Cercherei di scollegare il ragionamento dalla singola realtà anche se ci sono realtà che hanno applicato più o meno commissioni di equilibrio e realtà dove si è provato a fare merito e altre dove una volta rispettati i requisiti ok andiamo senza tante valutazioni.

Ma siccome è il sistema ad essere a rischio non credo che il vero problema sia se si è lavorato non malissimo o quasi male (premesso che bene non ha lavorato nessuno) perchè la differenza non è il punto di arrivo (default) ma quando ci si arriveranno le singole realtà perchè se non cambiano le regole la strada è segnata per tutti.

Se non vi è vantaggio competitivo della quota parte garantita dal 107 che dia valore al confidi e se non vi è un'atteggiamento propositivo di cambio delle regole che rendano effettivamente vantaggiosa la garanzia non credo se ne parlerà tra qualche anno almeno che d'ora in poi non si facciano solo cappate cappate e tranched..

In tutto questo bisognerebbe avere il coraggio di denunciare per associazione a delinquere quei confidi che in momenti di mercato come questo vendono la garanzia all'80% al 2% perchè tolti i costi di gestione, non so come si faccia a dire che ci si paghi il rischio, e non dico il cumulato del portafoglio ma anche la sola quota parte annua per gli accantonamenti...

Se invece si ragiona dicendo "è ma è un socio, anche se la garanzia è all'80% non posso mica chiedergli il 6% devo chiedere un 2% max.." allora o confidiamo in contributi pubblici a cascati tanti per tutti (ma veramente tanti..) o dobbiamo rassegnarci che il prezzo politico della garanzia non deve più esistere come chi riparametra il costo della garanzia alla % senza considerare che una garanzia al 40% non avrà lo stesso rischio intrinseco di una all'80% dove la banca tra istruttoria e interessi dei primi 6 mesi (se i confidi pagassero) sarebbe belle che rientrata dei costi..

Luca Erzegovesi ha detto...

Caro Anonimo "della prima pietra", le garanzie pubbliche hanno un prezzo politico, la garanzia diretta del Fondo centrale Pmi all'80% (dell'erogato) costa da zero all'1% flat (sul garantito). Questo è il dato che stravolge qualsiasi discorso sul pricing di equilibrio e sulla sostenibilità delle garanzie confidi, con l'eccezione di pochi fortunati che ottengono fondi regionali o locali in abbondanza e fanno volumi piccoli (in proporzione).
Dal canto suo il sistema di rappresentanza ha messo in secondo piano il tema della sostenibilità, che a parole è sempre stato al centro dell'agenda, ma in pratica ogni confidi ha gestito alla propria maniera (il che vuol dire che il problema non è stato affrontato sistematicamente).
Giusto dire (come fa qui sopra Alfa) che i confidi devono ricevere l'aiuto delle istituzioni, ma l'affermazione va smontata:
(a) le Pmi devono ricevere l'aiuto delle istituzioni (come le grandi imprese, del resto) per essere finanziate anticiclicamente;
(b) i confidi sono un canale stabile, robusto (quindi anticiclico), efficiente per facilitare il finanziamento delle Pmi e per veicolare gli aiuti pubblici.
(a) non implica necessariamente (b), e l'exploit della garanzia diretta sul Fondo Pmi sta lì a dimostrarlo. (b) deve essere dimostrato coi fatti, e non è scontato.
Se il dibattito fosse più sereno e oggettivo, lo si potrebbe dimostrare per molti confidi, non per tutti.

Veritas ha detto...

invito i dirigenti ed i manager di Eurofidi a non perdere tempo con arrampicate sui vetri, nell'intervenire sul Blog, ma di occuparsi della difficile situazione che stanno attraversando.
inoltre ricordo che il Prof. ha creato il Blog per raccogliere consigli indicazioni scambi di idee per migliorare e far crescere il mondo dei confidi.
pregasi quindi i Manager Eurofidi di astenersi in quanto non credibili in tal senso.

Luca Erzegovesi ha detto...

@Veritas, non sono sicuro che i manager Eurofidi abbiano commentato questo post, ma nel caso lo avessero fatto, le loro testimonianze sono utili per il dibattito.

Anonimo ha detto...

Penso che il suo blog sia molto interessante ,c'è il rammarico,mi corregga se sbaglio caro Prof.,che i manager eurofidi avrebbero dovuto frequentarlo prima il suo blog per trarne spunti interessanti o meglio illuminanti.Aggiungo che le guerre non servono a nessuno ed invito chi ha posizioni manageriali ad aprirsi e ad accettare anche le critiche .

Anonimo ha detto...

Sarebbe meglio dire accettare una sconfitta dolorosa e devastante. Visto che non sono stati capaci quando le cose erano facili, come si può pensare siano in grado di fare qualcosa di positivo in una situazione come quella attuale. Azionisti di Eurofidi, volete fare qualcosa? Avere il dovere nel rispetto vostro, dei contribuenti, delle imprese, delle banche, delle maestranze, agite per dio...mandateli a casa questi manager incapaci, selezionatene di nuovi e competenti, il necessario turnaround abbisogna di ciò, non è così difficile da attuare. Chiedete alla società di consulenza, vi aiuterà.

Daniele Castagna ha detto...

@ultimo anonimo.
la politica insegna. Cosa ha cambiato mandare via prima Berlusconi, poi Monti e adesso Letta? si cambia per non cambiare...

Cmq non si possono mandare via cosi facilmente i dipendenti di una società fino ai quadri. Penso che per i soli dirigenti l'iter sia più celere ma nel caso di Eurofidi parliamo di n° 7 (dati al 2012)e non penso che cambierebbe molto lo status di sofferenza.

Ribadisco: l'occasione è pressoché imperdibile per rimediare ad anni di assoluta incuria manageriale. A mio avviso, un 60enne può e deve essere ancora un protagonista in questo settore, ma in diverso modo. Molti attori a quella età diventano registi, produttori e scrittori lasciando la scena ai giovani e alla loro grinta.
Bisogna gestire il ricambio generazionale.

Nel settore si sta pensando se sia opportuno rimanere o meno nell'albo 107 o ritornare a status "confidi minori" ma ricordo che BKI e organismi internazionali su questo punto sono molto meritocratici:
1) chi utilizza sistemi IRB beneficia, a parità di deterioramento, di un minor assorbimento patrimoniale e quindi possono fare più volumi;
2) Quanti confidi conoscono la CRM per sfruttarla al meglio?

I giovani possono dare una spinta verso maggiori competenze, dateci fiducia e vedrete che "Rinascimento" altrimenti arriverà il "Renzi-mento" così vecchi tutti a casa ...

Luca Erzegovesi ha detto...

Molto saggio, Daniele ... ma resterà qualcosa da passare ai giovani? Non lo dico per cinismo, ma perché non è scontato, ed è il problema numero uno. E molti senior aspettano che arrivi qualcuno a risolverlo, e nell'attesa stanno chiusi in casa consolandosi (alcuni) del frigo ancora mezzo pieno.

Anonimo ha detto...

Daniele, scrivi solo delle grandi ovvietà.
Il problema di Eurofidi non lo riesci nemmeno ad immaginare. Il nano-confidi nel quale lavori tu e' la panetteria sotto casa rispetto ad Eurofidi, pensa ad alzare la saracinesca e smettila di sparare c......

Anonimo ha detto...

all'ultimo anonimo :spiegaci qual è il problema, penso che chi segue questo blog sia un addetto ai lavori e possa trarne vantaggio nell'apprendere le motivazioni e le strategie dei grandi confidi ,l'aiuto che ci dà il professore a volte duro è onesto intellettualmente ,aiutaci anche tu !!!

Oracolo ha detto...

In tutto questo dibattito mi soprendeono le affermazioni per cui se una società perde dei soldi è solo colpa di un cattivo management, e che basti cambiare il management per riportare la società in attivo.
I guidatori di carrozze per cavalli, i negozi di cappelli per uomo, i venditori di pipe e più recentemente il caso delle dattilografe non sembrano avere insegnato alcunché.

Daniele Castagna ha detto...

@anonimo "grandi ovvietà"
peccato informarti che ho lavorato in UNIFIDI EMILIA ROMAGNA e se mi dici dove lavori tu magari possiamo confrontarci su tematiche più concrete.
Sei poco attento e non rifletti prima di scrivere...

Se vai sul mio profilo LINKEDIN ti accorgerai che ho un'esperienza che mi permette a ragion veduta di dire le mie ovvietà.

Ho lavorato in NEOS BANCA (ora INTESASANPAOLO), Gruppo DELTA (Realtà bancaria di Bologna da più di 1.000 dipendenti commissariata da BKI)e quindi ti posso dire che i confidi non stanno peggio di grandi realtà finanziarie bancarie d'Italia

cmq controbattere ad uno che non ci mette la faccia è tempo perso...
felice di essere ovvio ma sicuro di ottenere sempre risultati positivi dal mio pensare...

:-))

Anonimo ha detto...

Per Oracolo : di solito se una società perde i soldi il management va a casa ,forse tu lavori a paperopoli ...con affetto

Anonimo ha detto...

Oracolo, dato quanto dici il tuo vero nome è forse Roberto G., Carlo S. (altre ed altri non li cito nemmeno perché non saprebbero nemmeno sparare simili c......
Vergognati....

Anonimo ha detto...

Se una società fa buchi o la si ristruttura (cambiando la guida) o la si converte (modifando prodotti e business) o la si rinnova (mix delle cose) o la si chiude..

Purtroppo poi se sei nel pubblico e para pubblico più fai buchi più prendi (alitalia, ferrovie..)
mentre se sei nel privato mediamente vai a casa con difficoltà a riccollocarti.

Senza andare nel caso eurofidi io trovo assurdo che mentre il mondo va verso la specializzazione e la divisione dei ruoli i confidi hanno tanto a cuore la figura del direttore generale, a cui di fatto il cda delega e che fa il bello e cattivo tempo..

come può uno gestire e avere le peculiarità per affrontare questioni commerciali, amministrative, strategiche, finanziarie (non dimentichiamo che in molti casi i confidi gestiscono la liquidità di un fondo di investimento), tecniche ecc..

sopratutto visto che sono espressione di interessi associativi e comunque ad azionariato diffuso i confidi dovrebbero avere il controaltare in casa. Sempre due amministratori delegati o se direttorei generali il CFO e COO invece viviamo ancora nell'era preistorica della concezione totalitarista del uomo solo al comando..

Anonimo ha detto...

L'uomo solo al comando e' un monarca circondato da cortigiani buffoni e maghi ...e anche qualche bel presidentino , oggi al vco domani alla bocciofila dopodomani fa partire il giro del lago d'orta ,dopodopodomani nello skybox a tifare Juve con le segretarie taccate e poi a Roma a vedere il Papa...come si guidano le aziende ? Con ONESTÀ e SERIETÀ

VecchioAnarchico ha detto...

Consentitemi di essere auto-referenziale.
Questo dibattito mi sembra faccia emergere - tra le tante invettive, lamentele e critiche, anche feroci, se si vuole, ma comprensibili stante la situazione - alcune considerazioni su punti oggettivi, che oggi sembrano esplodore fragorosamente solo per le dimensioni del soggetto coinvolto (Eurofidi), ma che potremmo dire di ritrovare sostanzialmente simili anche in altre realtà di dimensioni più contenute. Le elenco, a mio modo di vedere:
-insostenibilità del business sotto il profilo sia economico, che finanziario;
-legame incestuoso e dannoso con il sistema del credito
-mania dei volumi sempre crescenti
-scarsa professionalita' degli operatori, tutti nessuno escluso, a comiciare dai CdA per poi scendere giù nella scala gerarchica,
-vizi di governance (troppe prerogative nelle mani di 'uomini soli')
-assenza di controlli efficaci o, in alternativa, assenza di controlli sulla reale adozione dei rimedi
-potrei continuare, ma mi fermo per non annoiare.
Dov'e' la << auto-referenzialita' >> cui facevo riferimento all'inizio ? E' nel fatto che, chi mi conosce, sa che queste cose le dico sin dal 2009 e che, per questa ragione, potrei anche dire che non godo di grande popolarita'.
Ebbene ...leggere questi dibattiti mi ripaga dell'impopolarita' e, soprattutto, mi conferma che non sono un idiota. Allora ne approfitto e dico GRAZIE !!! a tutti voi che contribuite ad alimentare questo blog con i vs. pensieri, anche anonimi.

Luca Erzegovesi ha detto...

Magra consolazione, caro VA

VecchioAnarchico ha detto...

Oh si ! Caro prof., magrissima ! (anche se consolatoria). Assomiglia, ovviamente in piccolo, a tutte le sue proposte che molti non hanno voluto cogliere e tradurre in pratica.
Il punto e' che, per ogni analisi, ci sarrebbe anche la possibilita' della sintesi ed il conseguente, seppur astratto, rimedio (il dono dell'infallibita' non ce l'ha nessuno, ...salvo uno di mia conoscenza).
Sa qual e' il (uno dei) problema ? Glielo racconto con una immagine: Ho visto in una foto che nella mega-stanza degli sviluppatori di facebook c'e' un grande cartello dove c'e' scritto << DONE is better than PERFECT >>.

VecchioAnarchico ha detto...

Rileggendo il post, mi sono accorto di un potenziale equivoco su quell'UNO che sarebbe infallibile. Non vorrei che nessuno si offendesse o, peggio, ne fosse orgoglioso. Mi riferivo a Dio.

Anonimo ha detto...

E'ora che il D.G. insieme ai suoi fedeli ed incapaci YES Man vadano a casa!!
Continuano ad operare come i "padroni delle ferriere" senza buonsenso e soprattutto senza il minimo rispetto per le persone che lavorano in Eurogroup; usano la scusa della crisi solo per far fuori le persone che non rientrano tra i "loro amici" (vedi cassa integrazione a zero ore o "dimissioni obbligatorie" passate) senza andare ad eliminare i veri i rami secchi aziendali, composti in prevalenza proprio dai vari DIRETTORI!!
Vergogna!

Luca Erzegovesi ha detto...

Caro Anonimo epuratore degli YES Man, prima di decidere le sorti dell'attuale struttura qualcuno dovrà ripatrimonializzare Eurofidi, e approvarne il piano strategico. A casa potrebbero andarci tutti, o restare tutti, o andare in casette più piccole gemmate dal casamento originario. Insieme con le persone al comando, consideriamo anche i contenuti del piano che dovranno attuare.
La dirigenza, per quanto la conosco, ha costruito negli anni una poderosa rete di sviluppo commerciale. I demeriti che lei attribuisce all'attuale dirigenza sono i tratti tipici dei vertici delle reti di promotori e agenti, non solo finanziari: le priorità sono i volumi, e i volumi si conquistano in battaglia, si perdono, si riconquistano, e cadono morti e feriti. Non dico che sia una virtù, ma il darwinismo con accenti personalistici è la cultura aziendale dominante nelle organizzazioni che vendono. Io da giovane me ne sono tenuto alla larga, perché non è il mio genere.
Per qualche anno il maxi-confidi così impostato ha trovato un equilibrio dinamico, perché ha calibrato i prezzi dei prodotti, i margini trattenuti, le coperture patrimoniali e la cappatura dei rischi o il loro trasferimento sul pubblico o sui soci. Da quando l'operatività si è spostata sulle operazioni controgarantite dal fondo Pmi, il modello è diventato più precario perché le quote di rischio trattenuto (per quanto limitate) hanno assorbito patrimonio e generato perdite, e poi si sono contratti i volumi, dando una scossa al modello di equilibrio dinamico.
Ora Eurofidi (inteso in senso lato come Eurogroup) si sta riposizionando. Come altre reti di distribuzione, è in grado di sopravvivere alla battuta d'arresto. Mi ha sempre colpito il fatto che molti dei capi che dagli anni ottanta hanno guidato le varie Fideuram, ecc. si sono fatti le ossa negli anni sessanta distribuendo i fondi di tal Bernie Cornfeld (v. http://en.wikipedia.org/wiki/Bernard_Cornfeld che non era un alfiere della finanza socialmente responsabile). Chi è capace di vendere e di far vendere ha un talento che riesce a far fruttare quasi sempre.
Detto questo, dico pure che mi piacerebbe un "mercato" della garanzia mutualistica agevolata dallo Stato nel quale non ci fosse bisogno di questo talento. Dove si servono i bisogni delle imprese in maniera stabile, dove non si sviluppa il business soltanto là dove arrivano fondi pubblici da dispensare, come un peschereccio che va alla cattura di branchi di merluzzi (senza rispettare il fermo biologico).
Però mancano gli imprenditori capaci di far funzionare dinamicamente il mercato della garanzia come piacerebbe a me. E allora, in questo scenario, il modello di business di Eurofidi, e le sue varianti meno aggressive o più locali, riempiono il vuoto lasciato dagli altri attori, che dovrebbero recitare la parte del buon padre di famiglia.
Mi spiace se in queste dinamiche darwiniane lei ha subito torti, o ha visto deluse le sue aspettative e il suo impegno. Dalla sua esperienza, può contribuire a immaginare un modello operativo diverso. Per uscire dalla palude, il sistema confidi non ha bisogno (soltanto) di nuovi capi.

Oracolo ha detto...

Caro anonimo (qui abbondano gli anonimi) non sono né Roberto G., né Carlo S., che nemmeno conosco.
Provi ancora, sarà più fortunato.
Il mio è invece un onorato pseudonimo di lunga data.

Di bilanci confidi ne vedo tanti e di questi tempi van tutti male, chi più e chi meno. E quelli che vanno meno male sono quelli che hanno adottato una strategia difensiva.

Temo che il modello di business dei confidi sia in crisi, e che il modello solidaristico con cui sono nati sia un lusso non adatto ai tempi di crisi, né permetta di ingrandirsi più di tanto.

Se i confidi sopravviveranno a questa crisi lo faranno con modelli di business diversi da quelli attuali.

Poi, se la fa piacere sparare sul pianista, faccia pure, si sfoghi, non vorrei che rischiasse la gastrite per colpa mia.

Anonimo ha detto...

Non si scrive in questi termini solo a seguito di presunti torti subiti, si scrive semplicemente per dire la propria idea (è lo scopo dei blog). E poi basta lamentare l'anonimato, non è importante chi dice ma cosa si dice. In Eurofidi la dirigenza dice che le cose sul blog si scrivono solo perchè si è anonimi; se sapeste chi scrive cosa pensate di fare? Nella maggioranza dei casi non si tratta nemmeno di dipendenti sui quali attivare le ritorsioni che sono state visto in questi ultimi tempi. Siete proprio bravi in questo, ma contro chi non potete fare proprio nulla neanche se venite a conoscenza della sua identità, cosa pensate di fare? Riflettete piuttosto alla montagna di iniziative fallimentari che avete messo in atto, alle fesserie che raccontate , alle cose che non saprete mai fare per risanare il confidi. Rassegnatevi, di voi non c'è bisogno, potete tranquillamente andarvene, ma difficilmente avrete il coraggio di essere veri uomini da rinunciare a tutto ciò che diversamente non potrete mai più avere. Prof., non mi riguarda direttamente, ma per cortesia rispetti il dramma della prossima disoccupazione di molti giovani e vecchi dipendenti Eurofidi, i suoi post sono si pieni di belle idee, ma Lei sa anche bene che sono solo tante grandi belle parole che non avranno mai applicazione pratica per la soluzione del problema.

VecchioAnarchico ha detto...

Consentitemi un'osservazione. Che la situazione possa essere difficile e meriti attenzione e comprensione e' fuori discussione.
Pero', trattandosi di blog fatto per scambiare idee ed opinioni, peraltro con la possibilita' dell'anonimato, vedo invece affermazioni (critiche) generiche e generaliste.
Domando: non sarebbe piu' utile raccontare sul serio cosa non funziona e perché, oppure cos'e' che funziona ma si puo' migliorare ?
Io, per il momento, ho appreso solo che non bisogna affittare gli Skybox allo juvestadium (anche se la critica mi convince poco ...non e' l'iniziativa in se' ad essere sbagliata, ma semmai, pare di capire, come e soprattutto chi l'ha utilizzato). C'e' qualcuno che abbia voglia di raccontare cose specifiche ? ...senza fare nomi o accuse, per carita' ...

Oracolo ha detto...

Caro anonimo, non sto "lamentando l'anonimato" come dice lei, piuttosto mi sto lamentando della maleducazione che si cela dietro l'anonimato.
Ho espresso la mia idea e mi sono sentito dire da un anonimo di non sparar c... e di vergognarmi.
Qui non si tratta di esprimere idee quanto piuttosto di un attacco personale alle idee esposte da qualcun altro.
Non ho nulla di cui vergognarmi, piuttosto si dovrebbe vergognare l'anonimo maleducato.

Anonimo ha detto...

purtroppo i problemi vanno ben oltre lo sky box...

Comunque questi piccoli dirigenti improvvisati che vogliono scimiottare i direttori generali o i sales delle grandi banche d'affari fanno sorridere per non dire altro..
Tanto poi paga la regione..


Anonimo ha detto...

No, non paga la Regione.
Paghiamo tutti quanti noi, anonimi e non. Paghiamo per un sistema che non è per nulla meritocratico e permette a certi "direttori" di fare carriera a spese della collettività.
Probabilmente per loro è giusto creare delle mega strutture che creano dei buchi ancora più grandi e per tutto questo meritarsi centinaia di migliaia di Euro all'anno.
La situazione che vive oggi Eurofidi non è frutto degli errori di ieri. E' il risultato di una gestione pluriennale con a capo sempre le stesse persone. Di solito nelle banche ad ogni cambiamento di direzione si fa pulizia nei bilanci e si riparte (da ultima Unicredit). Questo in Eurofidi non è mai avvenuto; tutto sotto il grosso tappeto. Ma solo i miopi non se ne sono accorti.
Tanti anonimi nel passato hanno denunciato questa situazione ma nulla è servito.
Oggi qualcuno in Eurofidi pensa di risanare la situazione mettendo in cassa un pò di dipendenti, gli ultimi della lista. Forse i benefici non arrivano nemmeno a coprire la centesima parte delle sofferenze che Eurofidi ha in carico.

Un abbraccio ai dipendenti di Eurofidi

Luca Erzegovesi ha detto...

Amici, tra pochi giorni avremo il progetto di bilancio 2013 di Eurofidi, e lì troveremo i fatti e i numeri per giudicare. Eurofidi si può criticare (e mi metto tra i critici), ma bisogna riconoscere che la Direzione ama parlare chiaro delle proprie strategie e dei risultati che ne conseguono.
Vediamo che cosa ci sarà nel documento di bilancio, e poi il dibattito potrà andare avanti.

Anonimo ha detto...

Bilancio 2013:
- 27 milioni di perdite
- 87 milioni di accantonamenti

Anonimo ha detto...

Comunicato stampa Eurofidi

http://media.eurogroup.biz/doc/sitiIstituzionali/comunicatiStampa/5765/EUROFIDI%20comunicato%20stampa.pdf

Anonimo ha detto...

Se gli accantonamenti sono fatti da conto economico sono veramente molto bravi!!

Anonimo ha detto...

e no non sono fatti da conto economico............

Anonimo ha detto...

media.eurogroup.biz/doc/sitiIstituzionali/comunicatiStampa/5765/EUROFIDI%20comunicato%20stampa.pdf

Anonimo ha detto...

Accantonamenti complessivi: 87,1 ME di cui 50,9 ME coperti dai versamenti delle imprese (capitale versato dalle imprese e che mai più rivedranno. Alza ex-post il costo della garanzia). 7,8 ME con il contributo regionale (soldi persi dalla Regione Piemonte), e 28,4 ME spesati a Conto Economico.

Anonimo ha detto...

una semplice domanda:
Cosa sono i versamenti? Si tratta di Capitale Sociale? (e se é così non dovrebbe essere l'assemblea dei soci a deciderne l'utilizzo).
O altro (cauzioni ecc..)?

Youyou ha detto...

Il versamento dell'azienda è una delle componenti del costo dell'operazione di garanzia che, mi dispiace per l'anonimo precedente poco informato ma pronto a rispondere non alzano il costo ex post dell'operazione in quanto ben esplicitati sia sul contratto che sul certificato nel momento della definizione (come accantonamento fondo rischi NON RESTITUIBILE)..quanto ai soldi della Regione sono evidentemente stanziati per l'uopo...