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mercoledì 5 marzo 2014

In Emilia Romagna i confidi industriali fanno rete (ma Fidindustria arriva il conto delle sanzioni)

Il Sole 24 ore di ieri riferisce di un accordo di rete tra confidi industriali dell'Emilia Romagna, in attesa di possibili fusioni tra associazioni territoriali di Confindustria (si parla di una grande Confindustria emiliana, con la fusione delle associazioni di Bologna, Modena e Reggio Emilia, da realizzare entro 4 anni).
L'iniziativa che riguarda i confidi è  "Rete Fidi Emilia Romagna", coinvolge Cofire Reggio Emilia, Confidi Romagna e Ferrara, Unionfidi di Parma. Mette insieme i consorzi di tutte le province della Romagna – Ravenna, Rimini e Forlì-Cesena -, oltre a quelli di Ferrara, di Reggio Emilia e di Parma. Al timone, con un ruolo di vigilanza, i tre attuali presidenti, Giancarlo Armani, Paolo Saini e Antonio Tirelli cito dall'articolo il contenuto dell'accordo:
L'accordo di rete prevede la possibilità di interventi di cogaranzia e controgaranzia in pool, il ricorso alla riassicurazione del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, nuove convenzioni con il sistema bancario, il rafforzamento dei rapporti con le istituzioni, dalla Regione alle Camere di commercio. Prevista anche la condivisione di best practice.
Benissimo, ma (mi permetto di aggiungere) che ruolo ha in questo disegno Fidindustria Emilia Romagna, che operava (e speriamo torni ad operare) negli stessi territori?
Intanto, apprendiamo i particolari delle sanzioni comminate dalla Banca d'Italia proprio al confidone regionale dell'industria, Fidindustria Emilia Romagna. Il provvedimento (che trovate qui) è stato inserito il 26 febbraio nel Bollettino Vigilanza di novembre 2013. Il Direttore Generale di Fidindustria, Emanuel Danieli, ce lo aveva anticipato a Confires 2014 nella tavola rotonda sulle ispezioni.
Come esiste la public company, società ad azionariato diffuso, esiste anche il modello di governance duale che consente di dare spazio alle istanze del territorio. Per come è andata, possiamo definirlo un modello a "sanzionariato diffuso": il conto presentato dalla Vigilanza è molto salato, 412.500 euro, ripartiti in 25 quote paritarie di 16.500 euro tra il Direttore Generale, i 7 consiglieri di gestione, e i 17 consiglieri ed ex-consiglieri di sorveglianza. Trovo difficile leggere la ratio del provvedimento. Mi viene di pensare che la Banca d'Italia con queste penalità applicate in via generalizzata ai membri degli organi di governo e al Direttore abbia voluto stigmatizzare il suo giudizio (non favorevole) sull'impostazione strategica di Fidindustria, che penso non sia addebitabile a scelte individuali delle 25 persone sanzionate, ma piuttosto a istanze del Governo regionale e dell'Associazione di riferimento (sostenere l'industria manifatturiera investita dalla crisi).
Mi ricorda quella volta alle scuole medie quando la professoressa di lettere trovò un bigliettino di ingiurie (nei suoi confronti) lasciato sotto il banco da un compagno che quel giorno era a giocare a biliardo. La professoressa si inquietò assai, e per punizione ci fece studiare a memoria "Davanti San Guido" di Giosué Carducci (29 strofe), a tutti quanti, per la settimana seguente. Il giorno dell'interrogazione di massa per verificare l'espiazione del fio, il compagno monello si era trasferito in un'altra scuola. 
Che ci volete fare? E' la dura legge delle punizioni esemplari. 
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2 commenti:

Gennaro Stennacchione ha detto...

Attenzione!
Battaglione!

chille povere guagliune!
se so' pigliate 'na'bbotta 'e sanziune!

E'vvuje facite 'na 'bbella inaugurazione!
'cu 'ttanti parolone!

VecchioAnarchico ha detto...

...sara' mica comiciata la corsa ai 'contratti di rete' per farsi trovare pronti quando ci sara' da distruibuire il tesoretto per i (vecchi) 106 ? ....