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mercoledì 4 marzo 2015

Microcredito5stelle.it: una rivoluzione del funding e della rete di accesso al Fondo Pmi (con un po' di confusione)

Come ho twittato oggi, l'altra notizia del giorno sul Fondo Pmi (oltre agli emendamenti cassati dell'Investment compact) non viene dal Parlamento o dal MiSE, ma dal Testaccio, dove oggi il Movimento 5 stelle ha fatto un roadshow (letteralmente) per promuovere le garanzie sul microcredito del Fondo centrale Pmi,  alimentate con dieci milioni di euro versati dai parlamentari pentastellati con metà del loro stipendio.


Il Movimento 5 stelle sta dando grandissimo risalto a questa iniziativa nell'ambito della sua proposta politica, sempre più attenta al mondo delle PMI (già sotto Natale 2013 ne coglievo la valenza rivoluzionaria).
La mobilitazione e i versamenti volontari hanno liberato risorse per dieci milioni, il doppio di quanto intende stanziare per i confidi la Regione Sardegna, un settimo di quanto i confidi si aspettano di ricevere per anno dal Fondo Pmi per il rafforzamento patrimoniale (225 milioni per tre anni).
Hanno deciso di mettere i soldi, hanno manifestato, è stato creato un conto corrente, sono arrivati i versamenti, e con altri passaggi che vi risparmio il MiSE ha emanato il decreto attuativo a inizio febbraio, seguito dalle disposizioni operative del gestore. Lascio a voi il confronto con i tempi e la tortuosità dei processi di lancio di molte misure statali e regionali.
Nel suo intervento al Testaccio Luigi Di Maio ha detto tante cose sull'onda dell'entusiasmo. Alcune necessitano di essere chiarite. Secondo il sito  microcredito5stelle.it, le persone che hanno un'idea d'impresa e hanno bisogno di un piccolo finanziamento per avviarla, che devono fare?
Basta compilare i moduli pubblicati sul sito del ministero dello Sviluppo Economico; presentare un piano imprenditoriale e un’idea di impresa sostenibile. Una volta approvata la concessione del credito, basta recarsi in banca per ottenere il finanziamento. Non servono garanzie reali.
Quindi gli interessati dovrebbero scaricare i moduli di domanda dal sito del Fondo centrale o del MiSE (questo? non li ho trovati), possono farsi aiutare a redigere la stessa e il business plan da un consulente del lavoro (la categoria ha aderito alla campagna),  e poi inviarla (a chi? come?).
L'iter, ahimè, è più complicato, e forse conviene cominciare andando da un ente di microcredito (non mi risulta che il Gestore del Fondo PMI riceva domande di voucher di garanzia direttamente dalle aziende).
Piccolo particolare: non è ancora attivo l'Albo degli enti del microcredito (la Banca d'Italia ha da poco avviato la consultazione sulle disposizioni attuative).
Quando sarà risolto questo piccolo dettaglio, il Fondo potrà concedere su questo tipo di microcredito (da non confondere con le operazioni generiche di piccolo importo) una garanzia dell'80% a commissione zero senza necessità di uno scoring economico-finanziario. Il finanziamento però lo deciderà l'intermediario che, lo ripeto, non può essere una normale banca, ma deve essere un ente specializzato di microcredito iscritto all'albo.
Le cose si chiariranno, spero, però il Gestore si prepari a un'ondata di richieste di informazioni, perché i militanti del Movimento 5 stelle intendono promuovere porta a porta questa opportunità.
Invito caldamente le parti a parlarsi, per non sprecarla in polemiche  ("i soldi li abbiamo messi, se il credito non arriva è colpa del Governo" o cose del genere.).

La campagna sulle garanzie al microcredito vuole essere un esempio di come spendere le risorse pubbliche per rispondere concretamente ai bisogni delle persone. Come ho detto in altre occasioni, non sono un supporter del Movimento 5 stelle, però l'approccio giusto ai problemi del credito è proprio questo. I dieci milioni versati volontariamente e la campagna per farli usare da chi ne ha bisogno portano una ventata di aria fresca nel "nostro" mondo, oggi paralizzato  nell'attesa di soldi e decisioni dall'alto, che non arrivano mai.
Vorrei che qualcuno nel mondo associativo scendesse in campo con la stessa gagliardia, mettendo sul piatto, per partire, le risorse che ha già in mano.
Molte cose cambierebbero.
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3 commenti:

Anonimo ha detto...

Mi sa tanto che quelli del 5Stelle non conoscono bene il funzionamento del FCG, Se sapessero che il regolamento ammette alla garanzia solo le fasce 1 e 2 e che le imprese veramente in difficoltà sono escluse e soprattutto che il vero beneficio l'hanno avuto le Banche e non i piccoli imprenditori.....

Luca Erzegovesi ha detto...

Sì, non conoscono benissimo le procedure, però quella della sezione per il microcredito salta il passaggio dello scoring MCC, quindi possono passare le imprese che andrebbero in fascia 3 o non classificate. Passare presso il Fondo, non è detto che poi l'ente di Microcredito dia l'OK (dato che comunque rischia il 20% dell'erogato).

Roberto Cappelloni ha detto...

Plaudo al suo ottimismo professore e all'occhio benevolo che rivolge alla buona volontà dei promotori. Sappiamo bene però che la realtà è ben più dura e pensare di far prendere garanzie e credito a chi non ha gran "merito", quando stanno facendo fatica coloro che merito creditizio lo hanno, mi sembra proprio velleitario. Un tweet della sottosegretario del MiSE On. Simona Vicari testualmente recita: "Il nostro microcredito sarà tra i migliori d'Europa", mi sembra una dichiarazione un po' prematura. Perplessità suscita anche la dichiarazione del portale del M5S - ...i consulenti del lavoro ti seguiranno gratuitamente... - (http://www.beppegrillo.it/movimento/parlamento/microcredito/), ma tant'è, seguiremo con attenzione l'evoluzione dell'iniziativa e vedremo se tutte queste buone volontà troveranno reali possibilità operative.