aleablog

mercoledì 15 luglio 2015

Assemblea Federconfidi a Roma il 22 luglio

Il prossimo 22 luglio si terrà a Roma, nella Sala Andrea Pininfarina di Confindustria, in Viale dell’Astronomia 30, l'Assemblea 2015 di Federconfidi. Il programma è nutrito e prevede i seguenti interventi:


  • la relazione del Presidente di Federconfidi Pietro Mulatero, discussa da Marcella Panucci (Direttore Generale Confindustria) e da Alberto Baban (Presidente Piccola Industria Confindustria);
  • Ciro Rapacciuolo (Centro Studi Confindustria) parlerà di analisi del credito a favore delle PMI;
  • Nicola Buonfiglio (Direzione Generale per gli incentivi alle imprese del MiSE) illustrerà le tendenze recenti e le prospettive future del Fondo centrale di garanzia;
  • Stefano Cocchieri di Unicredit (Soft Loans Contribution&Subsidies Department) parlerà di nuove relazioni con il sistema bancario.
La mattinata si concluderà con la sottoscrizione del  contratto di rete “Rete Fidi Italia”.  Sui contratti di rete tra confidi come strumento di riorganizzazione del sistema trovate delle riflessioni in questo documento di Confindustria presentato nel luglio 2014 all'audizione in Senato sul DDL di riforma dei confidi.
La partecipazione è a invito (per informazioni ci si può rivolgere a federconfidi@confindustria.it).

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15 commenti:

Anonimo ha detto...

Peccato ...hanno dimenticato di inserire all'OdG una riflessione sul fatto che, via via, Federconfidi perde 'pezzi' perché i confidi di area (conf)industriale finiscono per essere incorporati da confidi che fanno riferimento ad altre aree o a nessuna area. ...mah !

Anonimo ha detto...

Aggiungiamo al commento precedente l'ingresso di Neafidi in una rete veneta (anche qui con prospettive di fusione), proprio quando Federconfidi presenta il "suo" progetto di rete. La cosa viaggia tra il ridicolo ed il farsesco. L'anonimo di prima.

Anonimo ha detto...

Anonimo sveglia !!! A Confidustria, dei confidi, è mai interessato nulla e, non avendo controllo sulle sue articolazioni territoriali, queste ultime non prendono ordini "dal centro" e fanno quello che ritengono più opportuno. E quindi .... dum Romae (Confidustria) consulitur, Federconfidi expugnatur ...rassegnati !!!

Luca Erzegovesi ha detto...

Amici, non allarmatevi, l'adesione a un contratto di rete non pregiudica l'affiliazione ad altri analoghi contratti o gruppi / tavoli. L'unico problema è che poi tutti questi rassemblement producano qualcosa di tangibile.

Anonimo ha detto...

Salve Dottor Erzegovesi,
Volevo ancora rimarcare l'evento della costituzione della rete dei Confidi Industriali che sono convinto possa diventare uno strumento molto importante nel paludoso futuro dei Confidi. Mettere insieme un Comitato di soli Direttori, e di che livello, ci porterà a ragionare in maniera meno politica e più pratica. Questo è un passaggio epocale perché finora era sempre stato il contrario. Ormai che ci siamo "accorti" che nessuno ci aiuta ( magari Confindustria consulitur purtroppo è anche "fuoco amico"...) vediamo di risolverci i problemi da soli e...speriamo bene!! Le consiglierei di seguire quel tavolo e magari di dare anche un suo contributo di idee, potrebbe essere un bel banco di prova per vedere se i fatti, seri e concreti, funzionano meglio delle parole. Io ho già una risposta:Lei?
Traggo spunto dal primo commento al Suo post. Non sono convinto, nonostante qualcuno sui social dica il contrario, che la fusione "ob torto collo" in Lombardia porterà ai risultati sperati e comunque qualcuno resterà sempre con l'amaro in bocca ( vedasi composizione del Board ). Ma questo non perché sono un conservatore ma piuttosto perché credo che anime così diverse non siano compatibili per un mucchio di ragioni. Spero comunque di sbagliarmi perché un fallimento non lo si augura neanche al peggior nemico sopratutto quando di mezzo ci andrebbero le imprese di qualunque estrazione esse siano.
Chiudo. È vero che i Confidi industriali stanno diventando sempre più autonomi dalla Confy ed è giusto che sia così visto anche il nostro inquadramento da soggetti finanziari vigilati. Però, proprio per questo, ci sta mancando la corretta forza politica di cui avremmo bisogno. E allora anche se so che sarà complicato, proprio per il discorso sulle diversità di anime che facevo prima, lancierei un hastag #Assoconfidicelapuoifare. Abbiamo bisogno di quella forza contrattuale, Nafissi è in gamba e allora cosa manca? Coesione e un po' di "cazzotto"....

Luca Erzegovesi ha detto...

Caro amico, accolgo volentieri il suo invito a seguire i lavori della rete tra confidi industriali. Sperando che i direttori che si incontreranno trovino progetti concreti sui quali collaborare.

Anonimo ha detto...

Leggevo post e commenti. Poi ho aperto i link e, nel documento di Federconfidi, mi imbatto in questa frase : << Quanto rilevato da Banca d’Italia è peraltro in linea con le analisi condotte di recente nell’ambito di un gruppo tecnico costituto nel 2013 per verificare la fattibilità di un progetto di aggregazione tra alcuni dei più grandi confidi associati a Federconfidi: Unionfidi Piemonte, Confidi Province Lombarde, Fidindustria Emilia Romagna, Confidi Lombardia (il gruppo era composto da rappresentanti di Confindustria, delle associazioni territoriali di riferimento di tali confidi e di Federconfidi; sin dall’inizio si è ipotizzato che, in una seconda fase, il progetto potesse essere aperto ad altri confidi e Associazioni). >>
Nel 2013 alcuni 'scienziati' studiavano se fonderli.
Nel 2015 due dei candidati hanno fatto da soli.
Serve altro ?

Anonimo ha detto...

Non capisco il senso dell'ultimo post e mi sembra, ma posso assolutamente sbagliarmi, polemico ma senza basi. Si è sempre tentato di aggregare i Confidi confidando ( scusate la cacofonia ) nel fatto che "grande è bello". Peccato che quando ci si è seduti al tavolo qualcosa non tornava e non mi dilungo sui dettagli. Confy avrebbe voluto un Confidone unico nazionale più facile probabilmente da gestire ed utile per ragioni "di mercato" e anche qui non mi dilungo perché è meglio così. Purtroppo si dimenticava che i Confidi hanno la loro forza proprio nel collegamento al territorio e non quando diventano delle fabbriche standardizzate per garanzie. Inoltre le sostanziali differenze patrimoniali hanno chiuso il cerchio. La frase rilevate è da inserire in un contesto più generale e forse, qui concordo con il precedente, andava evitata perché non in linea con l'attuale concetto ed idea del messa in rete. Cosa vuol dire due dei candidati hanno fatto da soli? Non capisco se il tono è ironico ma anche in questo caso non ha senso. Si sono fusi, ripeto ob torto collo, con Artigiani ed Agricoltori in una compagine societaria che li vede soccombere perché sennò chiudevano. Quindi si, serve altro!! Il conoscere bene i fatti e il buonsenso di capire che nessuno vuol tentare di fare giochetti ma solo di provare a salvare un sistema in affanno che è utile al nostro sistema produttivo. Consapevoli di tutti gli errori fatti nel passato....che sono stati tanti purtroppo. Adesso nasce una rete i cui associati gestiscono 1 mld di garanzie e vediamo di essere positivi non si può sempre e solo criticare.

Cipriana Zorzoli ha detto...

Mi pare che tutti questi anonimi ne sappiano di più dei diretti interessati (vedi governance????). E' anche ora che qualcuno si firmi se ha veramente il coraggio di rendere manifesti i suoi pensieri e soprattutto le sue scelte. Darwin disse che non è il più forte che sopravvive ma il più reattivo al cambiamento. Vedremo che risposte darà il futuro alle scelte di ciascuno di noi. A Luca un caro saluto.

Anonimo ha detto...

E dai Cipri, preoccupati dei contenuti e non dell'identità
di chi scrive. Razzi direbbe: che te frega, non so'.........
I paladini dell'identità a tutti i costi hanno già battuto il testone con tro le pale del mulino. Tra l'altro che farai ora con il confidone alle porte?

Luca Erzegovesi ha detto...

@anonimo razziano: ha vinto il premio per il commento più sgangherato nella storia di aleablog

Sapio ha detto...

Parliamo sempre dei Confidi, non si potrebbe cambiare argomento per una volta? I maggiori giornali riportano sentenze che inibiscono alle banche ogni pratica di anatocismo. La banca che affida Tizio il 1/1, che dovrebbe fare al 31/12? Farsi pagare per cassa gli interessi oppure revocare il fido?

Vecchioanarchico ha detto...

Sapio, vuoi parlare di anatocismo ? ...e che cosa vogliamo dire ? Vogliamo dire che il codice civile lo vieta tout-court e che giustamente la Magistratura stanga questo modo di comportarsi ? E vogliamo anche dire che, mentre accade tutto questo, si sta mettendo in consultazione un documento che - con il placet di CICR e Bankitalia - lo rende lecito per le banche, seppur annualmente ? ...che ne parliamo a fa' ?

Sapio ha detto...

@Vecchio Anarchico, per favore rispondi alla mia domanda. Oggi una banca cosa dovrebbe fare nel caso da me indicato? In generale sull'anatocismo c'è un caos normativo ed interpretativo pazzesco. Ne possiamo parlare invece di parlare sempre di Confidi.

Natalino 8 e ½ ha detto...

Anato-cismo
viviam quest'ora
che c'innamora
poi svanirà ...