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lunedì 3 agosto 2015

Confidi Systema! è una realtà: approvato il progetto di fusione dai cinque confidi aggregandi

Il 31 luglio 2015 le assemblee straordinarie di Confidi Lombardia, Federfidi Lombarda, Artigianfidi Lombardia, Co.f.a.l. – Consorzio fidi agricoltori lombardi e Confidi Province Lombarde hanno approvato il progetto di fusione per incorporazione in Artigianfidi Lombardia, dando vita a Confidi Systema!. Trovate tutti i dettagli nel comunicato stampa che potete leggere e scaricare qui.
E' quindi andato in porto il progetto fortemente sponsorizzato dalla Regione Lombardia. La presentazione ufficiale di Confidi Systema!, prevista per l’autunno, avverrà nel corso di un convegno organizzato a Milano alla presenza di tutti gli stakeholder di riferimento (aziende socie, istituzioni pubbliche, associazioni di categoria e istituti di credito) ai quali saranno illustrati linee strategiche, obiettivi e organizzazione.
Il comunicato riassume così i numeri di Confidi Systema!,

  • Numero soci 59.422 
  • Finanziamenti in essere 1.215.000.000 
  • Garanzie in essere 583.000.000 
  • % Coverage Non Performing Loans 73,81% 
  • Total Capital Ratio 20,54% 
  • Totale Liquidità disponibile 255.000.000 
  • Economie di scala 2.000.000
I numeri sono solidi. Farò il possibile per partecipare all'evento di presentazione programmato per l'autunno, in cui mi aspetto di veder illustrato un piano strategico altrettanto solido.

PS: la ipsilon e il punto esclamativo di Confidi Systema! faranno tribolare l'Ufficio stampa del nuovo confidi, ma apprezzo comunque l'entusiasmo che ha indotto a metterli nella ragione sociale .
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7 commenti:

Adriano Montorfano ha detto...

Buonasera Professore
Ho scoperto da poco il suo blog (premetto non ho dimestichezza con i blog, (anzi è la prima volta che “posto” un commento) e ne approfitto per scriverle .
Ho letto la sua audizione in merito alla Delega al Governo per la riforma del sistema dei Confidi e, su questo argomento, mi piacerebbe avere dei chiarimenti e fare anche qualche considerazione, in particolare, sui “confidi minori” per capire meglio quale sarà il loro futuro e come affrontarlo:
L’introduzione dell’audizione mette in evidenza i due assunti fondamentali:
1) i confidi svolgono un ruolo cruciale nel facilitare l’accesso al credito … (specie delle micro e piccole imprese) mediante l’offerta di garanzie … non esistono altri soggetti che possano sostituirli in questo ruolo
2) i confidi dopo sei anni di crisi, svolgono la loro missione tra enormi difficoltà; alcuni sono usciti dal mercato; molti soffrono la carenza di mezzi patrimoniali, che è al tempo stesso la conseguenza e la causa di modelli operativi non sostenibili
Mie personali considerazioni sull’attuale scenario:
I Confidi devono svolgere il loro ruolo nel facilitare l’accesso al credito, ma di fatto il credit crunch ha interessato in modo particolare le imprese minori, a cui le banche non erogano finanziamenti perché lo ritengono poco conveniente (vedi tassi attuali non remunerativi) in presenza di un momento in cui si manifesta una crescita delle sofferenze. Mi sembra un dato di fatto che gli stock di crediti anomali siano destinati a crescere ancora per effetto della crisi dell’economia reale e per l’avvicinarsi “della fine delle cure palliative” come le moratorie o sospensioni che hanno tamponato la crescita delle sofferenze. Di conseguenza se le banche non erogano finanziamenti (se non a chi ha valide garanzie personali o è disposto a pagare tassi insostenibili) viene a mancare la domanda di rilascio di garanzia ai Confidi. Malgrado un Confidi sia molto attento nella gestione dei propri costi di gestione, deve in tutti i casi raggiungere dei volumi di garanzia per coprirli con le commissioni. Nell’attuale contesto diventa molto difficile raggiungere i volumi, per cui è inevitabile il passo verso fusioni o la creazione di reti di confidi.
Capitalizzazione dei confidi: si fa una distinzione tra aiuti ordinari e aiuti straordinari evidenziando il fatto che gli aiuti ordinari sono per sostenere i confidi sani, quelli straordinari per i Confidi che si trovano in situazioni di debolezza o di crisi conclamata. Già questo è un concetto che va contro ogni logica, in quanto si vogliono mettere a disposizione fondi straordinari ad alcuni confidi che hanno già eroso il proprio patrimonio con una gestione spesso discutibile, andando a scapito dei confidi virtuosi. Questa è una situazione non accettabile, in quanto chi è stato capace di mantenere il proprio patrimonio erogando in tutti i casi delle garanzie deve essere avvantaggiato e aiutato a crescere in quanto ha un futuro.
segue....

Adriano Montorfano ha detto...

continua da 1° commento:
Ritengo che il capitolo “Come sviluppare l’offerta di nuovi servizi dei confidi” sia molto interessante e da sviluppare:
sicuramente il core business deve rimanere l’erogazione di garanzie mutualistiche sul credito bancario, ma si possono cercare altre forme di garanzie, per esempio sui leasing, o dirette in sostituzione delle cauzioni (vedi quelle rilasciate dai benzinai alle case petrolifere, o quelle sui contratti di affitto etc.) o altre da ricercare nei sistemi più avanzati. Eventuali Garanzie dirette a fornitori su forniture di merci? Mi piacerebbe conoscere il parere di persone competenti.
È interessante la proposta della consulenza, ma se non erro ai confidi era vietata la consulenza finanziaria… è cambiato qualcosa? Di certo per le micro e piccole imprese sarebbe un servizio ottimo, ma per strutturarsi con personale specializzato (ottima l’idea degli interventi su progetti di formazione specialistica) bisogna investire sostenendo dei costi … questo sarebbe un aiuto da dare ai confidi ma si deve valutare lo scontro con tutti gli altri addetti del settore quali professionisti, mediatori etc.
Nel contesto delle possibili innovazioni dell’attività, ho letto sulla circolare si Assoconfidi che una nuova normativa di Banca d’Italia emanata a maggio 2015 consente ai confidi di assumere partecipazioni nelle PMI socie nel limite dell’! % dei fondi propri. E’ possibile avere maggiori informazioni riguardo questa possibilità ??? d’accordissimo che le micro, piccole e media imprese sono tutte sottocapitalizzate, anche per una mancanza di alternative al sistema bancario, ma in quale modo possono i confidi intervenire per aiutarle e capitalizzarsi ??
Trovare il modo di aiutare a ricapitalizzarsi sarebbe il vero futuro dei confidi e del sistema del credito. E’ lì che bisogna impegnarsi a trovare delle soluzioni.
Grazie dell’attenzione e scusate per il lungo testo
Montorfano

Anonimo ha detto...

Se è così "i confidi svolgono un ruolo cruciale nel facilitare l’accesso al credito … (specie delle micro e piccole imprese) mediante l’offerta di garanzie … non esistono altri soggetti che possano sostituirli in questo ruolo " perché negli altri paesi i confidi non esistono?

Luca Erzegovesi ha detto...

Dottor Montorfano, grazie del lungo intervento a cui riesco a rispondere soltanto ora. Nell'audizione al Senato ho parlato di aiuti ai confidi differenziati per una motivazione di trasparenza ed efficacia. Lei dice correttamente che non è giusto dare nuove risorse a confidi che hanno dilapidato quelle ricevute in passato a scapito di soggetti più virtuosi. Quando poi si passa ad applicare il suo principio, ci si scontra con il problema di distinguere negligenze e mala gestio da cause di scenario / sistema e pressioni politiche a garantire credito comunque.
Tenga conto che la mia teoria dei due livelli l'ho vista applicare in pratica: l'ente pubblico è intervenuto con apporti straordinari per far ripartire confidi di taglia importante, a volte subordinatamente a operazioni di aggregazione. La ricerca di esempi è lasciata come esercizio al lettore.

Anonimo ha detto...

si continua a parlare di megafusioni , di confidi regionali e di aiuti ai confidi tramite fondi pubblici.
A nessuno interessa se il megaconfidi per emettere una garanzia ci mette due mesi. forse è bene ricordare che al centro dell'operatività vi sono le imprese e le imprese , quelle piccole che sono l'anima della produzione italiana, non possono aspettare tempi biblici per l'emissione delle garanzie ed aspettare ancora tempi biblici (la media sono circa 30 giorni fatto salvo il mese di agosto perché con agosto di mezzo i giorni diventano 60) per la controgaranzia del Fondo Centrale.

montorfano ha detto...

buonasera signor Anonimo,
Lei dice che all'estero il sistema dei confidi non esiste:
non è vero il sistema dei confidi è presente in tutta Europa, ma sono strutturati in modo molto diverso, infatti qualcosa di simile al nostro sistema esiste in Spagna dove comunque operano una ventina di confidi e in Portogallo dove operano più o meno lo stesso numero di confidi, sono integrati nel sistema pubblico tramite le camere di commercio e hanno aiuti di stato per fondi rischi e per morigerate i tassi, sono vigilati dalla banca centrale e sfruttano molto intelligentemente tutti gli aiuti che la BCE mette a disposizione in aiuto alle PMI , e sono un fiume di soldi che il sistema confidi italiano, sfrutta in piccolissima parte.

In Francia sono meno di una decina e sono strutturati in due differenti sistemi, i confidi aderenti a SOCAMA sono abbastanza simili a noi, operano a carattere regionale e sono diretta emanazione delle associazioni di categoria ma a differenza che da noi operano solo con le banche popolari le quali molto spesso fanno parte delle governance degli stessi.
L'altro sistema è fondato praticamente da finanziarie, opera a carattere nazionale e fa convenzioni con tutte le banche.
Anche in Francia sono vigilati dalla banca centrale.

In Germania operano una ventina di confidi sono praticamente assimilati alle banche alle banche, la governance è formata dalle camere di commercio e da enti finanziari, incidono molto poco sul mercato del credito.

Il sistema negli altri paesi specialmente quelli dell'est europeo è molto supportato dallo stato, un po' come il nostro mediocredito centrale e i confidi svolgono un lavoro di contatto con il territorio come succede da noi non sono prettamente legati ad associazioni e molto spesso sono governati direttamente da enti statali.

In Inghilterra e negli Stati Uniti sono pressoché inesistenti in quanto interviene direttamente lo stato attraverso organismi appositamente creati.

Tutti comunque sono molto attenti ai contributi che la BCE mette a disposizione.

mi piacerebbe riaprire la discussione su:
futuro dei 106 a livello provinciale
nuovi "prodotti" utili alle PMI da proporre
cordiali saluti
Montorfano

montorfano ha detto...

scusate,
mi interessa molto la formazione delle persone che lavorano nei confidi provinciali.
mi potete dare qualche informazione riguardo corsi specialistici, aggiornamenti etc.?
grazie
Montorfano