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mercoledì 8 maggio 2013

Fondo centrale Pmi: il 24/4 approvato Decreto sulle garanzie di portafoglio dal governo uscente

In questo post del 5 febbraio, riprendevo l'anticipazione del Sole 24 ore sull'emanazione, data per imminente, del Decreto interministeriale attuativo della norma del Salva Italia sulle garanzie "di portafoglio" del Fondo centrale. In realtà il Decreto in oggetto è stato firmato il 24 aprile, uno degli ultimi atti dei ministri uscenti dell'Economia (Vittorio Grilli) e dello Sviluppo economico (Corrado Passera). Il testo, che trovate qui, circola da ieri tra gli addetti ai lavori, per cui non è un problema proporvi un primo commento, in attesa che il decreto sia pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Riporto le mie osservazioni "per differenza" rispetto alle anticipazioni di febbraio. Le novità sono in grassetto, i valori della versione di febbraio tra [].
Il decreto stanzia 100 milioni (dalla dote del Fondo) per supportare operazioni di tranched cover su portafogli segregati. L'intervento è riservato a banche (garanzie dirette) e confidi vigilati (controgaranzie). L'ammontare dei portafogli di finanziamenti non può essere inferiore a 50 milioni (garanzie dirette) o a 25 milioni (controgaranzie) di euro, e non può essere superiore a 300 milioni di euro [100 milioni].
I singoli finanziamenti devono avere una durata compresa tra 18 mesi e 5 anni, un importo massimo pari all'1% dell'ammontare del portafoglio complessivo; non devono essere connessi a operazioni di consolidamento di passività finanziarie a breve termine nel caso in cui il nuovo finanziamento sia concesso dallo stesso soggetto finanziatore che ha erogato all'impresa i prestiti oggetto di consolidamento. Valgono i limiti di importo assoluto previsti dalle Disposizioni operative del Fondo (2,5 e 1,5 milioni a seconda delle destinazioni).
Il Fondo si assume l'80% delle prime perdite del portafoglio sino a concorrenza della tranche junior. Quest'ultima è stabilita dall'intermediario che struttura l'operazione. Il Decreto però fissa un tetto all'intervento del Fondo, che non può essere superiore al 5% [4%] dell'ammontare del portafoglio, elevabile al 6% per finanziamenti a progetti di ricerca, sviluppo o innovazione o a programmi di investimenti. Quindi assumendo che la tranche junior sia dimensionata in modo da sfruttare al massimo l'apporto pubblico, l'intermediario deve fronteggiare il restante 20% (1/4 di quanto messo dal FCG, 1/5 del rischio totale dell'intermediario).
Nel caso di controgaranzia, i Confidi concedono una garanzia di portafoglio cappata, di cui il Fondo copre l'80% delle prime perdite per non più del 5% dell'importo garantito (del 6% per ricerca e sviluppo). I confidi devono versare presso la banca erogatrice un cash collateral per un importo non inferiore all'1,25% del portafoglio, se il Fondo copre il 5% [4%], o l'1,5% se il Fondo mette il 6%. 1/5 del rischio totale dell'intermediario. Così la banca beneficiaria della garanzia confidi ha tutta la tranche junior coperta dai garanti, 1/5 dal confidi con cash e i 4/5 dal Fondo con una protezione del credito di tipo personale, ma cappata. Possono intervenire altri garanti (ad esempio fondi regionali, Camere di commercio) a copertura di maggiorazioni della tranche senior o di tranche mezzanine. Non dimentichiamo che queste fonti "locali" serviranno anche per coprire la quota di cash collateral posta a carico del confidi. L'aggiunta di coperture aggiuntive sarà necessaria per intervenire su portafogli meno frazionati o con rating medio peggiore: un cap del 5% su operazioni a 5 anni copre oggi in molti casi solo le perdite cumulative attese a scadenza di un portafoglio con PD in linea con le medie di sistema, e quindi serve un collateral aggiuntivo per coprire anche una parte delle perdite potenziali inattese.
L'intervento del Fondo è a titolo oneroso. Qui c'è la principale innovazione della stesura finale del Decreto: le commissioni di garanzia dovute da banche e Confidi sono piatte e pari all'1% dell'importo garantito [nella versione di febbraio erano differenziate per dimensioni aziendali, ovvero 0,125% per le microimprese, 0,25% per le piccole, 0,5% per le medie imprese, ovvero ammontavano esattamente alla metà di quelle applicate sulle "tradizionali" garanzie del Fondo sui finanziamenti ammessi a questo nuovo intervento].
Non capisco onestamente la logica di questa tariffazione, banca o confidi pagano uguale, o di più, per ottenere di meno di quanto dà la garanzia "tradizionale" del Fondo, in quanto lo Stato copre perdite fino all'80% della tranche junior, mentre quella tradizionale non è cappata. Inoltre questa garanzia di portafoglio non dà la ponderazione zero (il decreto non lo dice, ma vi sfido a dimostrare che la garanzia qui trattata soddisfa i requisiti oggettivi di Vigilanza).
Come mi spiego questo apparente mispricing? In tre modi: o qualcuno si è distratto perché non ha chiaro il principio di non arbitraggio, oppure la tariffazione di questo prodotto annuncia un inasprimento del costo delle garanzie "individuali" del Fondo; la spiegazione più plausibile è che il prodotto sia concepito per coperture massive (presumo in garanzia diretta, o da parte dei maxi-confidi) e in questo caso l'1% è un buon prezzo per avere una riassicurazione su perdite fino al 5% dell'esposizione sottostante, se questa è un mattone da 250 milioni. Consideriamo che l'1% di fee è arrivato in contropartita dell'ascesa della first loss coperta dal Fondo per un eguale importo (dal 4 al 5%). Non vedo invece convenienza per i confidi che lavorano sullo small business e hanno portafogli più piccoli: perché dovrebbero rinunciare alle tariffe più convenienti delle contro-garanzie tradizionali, su portafogli che sono troppo piccoli per giustificare una tranched cover in capo alla banca, che magari non è nemmeno autorizzata IRB-Advanced?
==>[aggiunta del 19/6] c'è una quarta interpretazione, che l'1% si applichi al valore della tranche equity garantita dal Fondo, cioè al 5% del portafoglio. A me sembra un'aberrazione (o un regalone). Facciamo un confronto con la garanzia diretta "tradizionale" del Fondo su prestiti assoggettati alla commissione dell'1%. Ammesso che un pool sia coperto all'80%, per 100 milioni di erogato si paga l'1% di 80 milioni = 800mila euro per aver coperto l'80% delle perdite senza limiti. Con la garanzia di portafoglio si paga l'1% del 5% = 50mila euro per avere una copertura dell'80% delle perdite fino al cap di 5 milioni. 50 mila contro 800mila, 1/16 del costo. Anche con questa interpretazione emerge un mispricing.[fine aggiunta]
Resta poi il fatto che la garanzia in blocco disciplinata dal nuovo decreto non è operazione meno costosa in termini di adempimenti procedurali: richiede infatti un trattamento delle singole pratiche inserite nel pool in stretta aderenza alle regole delle Disposizioni operative, sia in fase di valutazione, sia in fase di richiesta di intervento. Sono poi previsti delle segnalazioni periodiche ai fini del monitoraggio della performance dei pool garantiti.
Come osservavo in febbraio, le garanzie di portafoglio supportate dal fondo possono interessare principalmente alle banche autorizzate al metodo IRB avanzato sul rischio di credito. Tali banche possono infatti utilizzare il vantaggioso supervisory formula approach, che può abbattere il coefficiente di capitale sul rischio senior fino ad un minimo dello 0,56%. Ricordo anche che questo trattamento vantaggioso sarà probabilmente superato, nel senso di una maggior prudenza e severità, dalla revisione del quadro regolamentare sulle cartolarizzazioni sul quale il Comitato di Basilea ha avviato una consultazione in dicembre.
Non commento in dettaglio le regole (art. 13 del decreto) relative alla costruzione (ramp up) e alla chiusura del portafoglio, che come ricorda Sapio sono passaggi difficoltosi. In particolare, si disciplina la copertura dei default rilevati nella fase di ramp up e il trattamento nei casi in cui la banca non riesce  raggiungere gli obiettivi dichiarati di ammontare del portafoglio tranched.
per quanto riguarda il trattamento ai fini degli aiuti di Stato, le imprese beneficiarie dei finanziamenti consumano un ESL calcolato con lo stesso metodo "nazionale" applicato alle tradizionali garanzie FCG.
Bene, abbiamo finalmente il decreto a lungo atteso su una materia complessa come non mai. E' uscito un po' di sorpresa, tra gli ultimi atti del Governo Monti. I maggiori gruppi bancari ne saranno grati, anche se dovranno fare i conti con gli stessi oneri procedurali e i rischi legali (in sede di attivazione) della normale operatività col Fondo.
E chiaramente una norma perfettibile, che necessiterà di qualche intervento di manutenzione. per molti sarà l'occasione per accostarsi alla materia delle tranched cover, che è davvero complessa.
Buon lavoro a tutti.
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27 commenti:

Sapio ha detto...

Sono perplesso. Molto perplesso. Così conviene solo allo Stato che si espone ad una perdita definita o cap.

Anonimo ha detto...

Per quanto riguarda la validità ai fini di vigilanza, ricordo che come sostenuto da un addetto ai lavori nel post di febbraio, ala tavolo era presente Banca d'Italia, dubito che abbia partecipato a costruire qualcosa che poi non regga alla prova della normativa di vigilanza.
Il costo del 1% è decisamente più basso di quanto costa un'operazione del genere con fornitori di protezione di mercato.
@Sapio: sono contento che la perdita massima dello stato sia cappata, visto che vivo e lavoro in questo stato.
Ricordo che l'esposizione del FCG viene rilevata a livello di contabilità statale sotto la riga e non fa debito pubblico, quindi considerando la sua attuale esposizione cosa succederebbe se qualche grande confidi avesse qualche difficoltà e dovesse escutere massicciamente le controgaraznie prestate "non cappate"...

Luca Erzegovesi ha detto...

Anonimo dell 16.11: mi risulta che Banca d'Italia non abbia preso posizione sul punto. Vorrei vedere il contrario, un Authority non produce regolamentazione parlando ai tavoli di lavoro e di discussione, visti però i ripetuti equivoci sull'eleggibilità di fondi pubblici e garanzie emersi in sede di ispezione o, peggio, di amministrazione straordinaria, non sarei troppo tranquillo sull'accettare a valore facciale la sua interpretazione.
Sull'1% di commissione: certo che è un prezzo agevolato. Io ho detto che è più caro del prezzo delle garanzie tradizionali che non sono cappate e danno sicuramente la ponderazione zero.
Riusciamo a ragionare sui fatti o si deve sempre dialettizzare sui preconcetti?

Sapio ha detto...

@ Anonimo: l'esposizione del FCG viene rilevata sotto la linea del bilancio dello Stato come avviene anche nei bilanci delle banche (le garanzie rilasciate fanno parte dell'EAD) e fanno debito (pubblico) per l'intero importo garantito e NON per il valore dell' escussione.

Sapio ha detto...

Queste operazioni tranched su portafogli in formazione sono costose e dannose per le banche e per le imprese. Sono disponibile ad illustrare pubblicamente le mie convinzioni, peraltro ripetute più volte qui sul blog.

Anonimo ha detto...

Garanzie a Portafoglio? Ma se la normativa bizantina sottostante resta intonsa, come pare dal decreto, quali vantaggi avrebbe un soggetto richiedente (Banca o Confidi) a ricorrere a questa soluzione, peraltro cara? Molto meglio continuare ad operare in via ordinaria.

Sapio ha detto...

All'attenzione dei commentatori questa affermazione di Luca che condivido integralmente "Non capisco onestamente la logica di questa tariffazione, banca o confidi pagano uguale, o di più, per ottenere di meno di quanto dà la garanzia "tradizionale" del Fondo, in quanto lo Stato copre perdite fino all'80% della tranche junior, mentre quella tradizionale non è cappata. Inoltre questa garanzia di portafoglio non dà la ponderazione zero (il decreto non lo dice, ma vi sfido a dimostrare che la garanzia qui trattata soddisfa i requisiti oggettivi di Vigilanza)."

Anonimo ha detto...

Dalla lettura del testo non mi pare che, nel caso di controgaranzia, le fonti locali siano a copertura del cash collateral che, al contrario, resta esclusivamente in capo ai confidi nella misura minima dell'1,25%. Le "altre fonti", da come capisco, se si volesse aumentare lo spessore della tranche junior, andrebbero a copertura della garanzia personale rilasciata dal Confidi che, di conseguenza, potrebbe sforare la soglia del 5%. E' così?

Luca Erzegovesi ha detto...

La garanzia personale cui la norma fa riferimento in caso di intervento del confidi è in realtà la controgaranzia prestata da FCG. Anch'io alla prima lettura avevo equivocato. I fondi locali possono alimentare il cash collateral richiesto dal fondo al confidi se allocati a tale scopo dal confidi sul suo bilancio. In alternativa possono andare direttamente dall'Ente pubblico alla banca erogante in aggiunta alla tranche junior prevista dal decreto

Anonimo ha detto...

Caro Professore, premettendo che ho trovato non pienamente convincente la sua interpretazione della norma in merito alla copertura da parte delle fonti locali nel caso di controgaranzia, mi permetto di fare un'osservazione complementare che riguarda la quota di rischio in capo al soggetto finanziatore. Ancora mi trovo in disaccordo con la sua interpretazione: in caso di controgaranzia, una parte delle prime perdite (il 20% esattamente) è ancora a carico della banca. Faccio un esempio: nell'ipotesi di massimizzazione dell'intervento pubblico e a fronte di un portafoglio pari a 100 e di una perdita pari a 5, l'80% sarà coperto da Confidi/Fondo (1 con cash collateral e 3 dal Fondo) e 1 risulterà ancora in capo alla banca. Questa interpretazione fa sì che la banca risulti esposta a parte del rischio di prime perdite SIA nel caso di garanzia diretta, SIA in quello i controgaranzia.
N.B. Ammetto che la dicitura "la garanzia concessa dal Confidi richiedente e dal Fondo" possa essere ambigua, ma, secondo me, si riferisce alla garanzia intera (cash collateral + fideiussione). Che ne pensa?

Anonimo ha detto...

Banca d'Italia era presente al tavolo con ben due suoi esponenti.
La controgaranzia richiesta da alcuni esponenti "filo confidi" è stata vagliata da su menzionati funzionari bankit e ritenuta efficace ai fini di risk mitigation e in linea con le caratteristiche oggettive della garanzia.
L'efficiacia della garania rispetto alla forma normale è evidente nei numeri. Facendo due conti per una banca IRB conviene sempre la versione Tranched rispetto alla versione normale.
Per quanto riguarda Sapio, fatti due conti, avere una garanzia del 5,25 % ipotizzando una lgd del 40% equivale ad avere una pd media lungo la vita della transazione del 13,25%, a meno che le banche eroghino con le bende negli occhi faccio fatica ad immaginare una qualità del credito così pessima.
Probabilmente quanto tu parli così male delle tranched cover ti riferisce alle varie segmentate fatte dalle banche negli anni passati che erano solo operazioni commerciali (i fondi era intorno al 2%) e chiaramente si esaurivano quasi subito.

Sapio ha detto...

Non capisco i tuoi conti. Fammeli tu per favore, ma non dimenticare che la tranche junior deve coprire anche la perdita inattesa.

Luca Erzegovesi ha detto...

@Anonimo delle 13.19
in caso di apporti aggiuntivi da parte di sponsor locali, parlo di aumento della tranche junior, non diminuzione della quota di rischio a carico della banca che rimane il 20% delle perdite fino al completo consumo del cap, poi diventa il 100%. Ad esempio, se i confidi coprono l'1,25% col loro cash collateral, il Fondo il 5% con la garanzia personale, e la Camera di commercio locale 1,75% come tranche mezzanine, in tutto i garanti esterni si accollano fino a 8% (1,25 + 5 + 1,75) delle perdite sul portafoglio, La banca si trova coperto l'80% delle perdite fino a che queste raggiungono il 10% del portafoglio, di queste l'80% (8%) è a carico di confidi, FCG e CCIAA) .

Luca Erzegovesi ha detto...

@Anonimo delle 16.12 Con tutto il rispetto e la fiducia, mi fido di più di quello che leggo nel decreto e nelle disposizioni di vigilanza, che non penso siano derogate da quello che ha sentito o che le hanno riferito dello scambio di opinioni tra i membri filo-confidi del tavolo di discussione e gli esponenti della Banca d'Italia.
Nel merito tecnico, Lei non coglie il focus circoscritto della mia osservazione: non dico che la tranched impostata come nel decreto non sia conveniente in assoluto, ma che con una commissione dell'1% conviene di meno di garanzie FCG tradizionali concesse su tutte le operazioni messe nel portafoglio, che coprono fino all'80% delle perdite della banca SENZA ALCUNA LIMITE SUPERIORE COMMISURATO A UNA QUOTA (CAP) DEL VALORE DEL PORTAFOGLIO. Garanzie tradizionali che hanno un costo sempre <= all'1%, dato che le coperture di consolidamenti su esposizioni della stessa banca (soggette a commissioni più alte) non sono ammesse dal Decreto in oggetto.
Sulla sua simulazione: una LGD del 40% su un prestito chirografario è bassina, di questi tempi.

Anonimo ha detto...

Mi è già capitato di partecipare, in questo blog, a discussioni sul tema Tranched Cover, soprattutto per sostenere gli aspetti positivi di queste operazioni, spesso denigrate nel blog, a volte con motivazioni e ragionamenti che - seppur farciti di termini anglofoni e altosonanti e numeri buttati giù non si sa come - nascondono, secondo me, una certa superficialità.
Con questo post non voglio però entrare in tale dibattito ma trattare della questione del costo della garanzia della T.C. fornita dal Fondo.
Ho visto che gran parte dei commenti al post del Professore hanno riguardato la supposta maggiore onerosità della T.C. rispetto alle tradizionali operazioni one to one del FCG.
Anche in questo caso, secondo me, il dibattito parte viziato da una certa dose di superficialità nella lettura del decreto e da posizioni preconcette di sfavore verso queste operazioni.
Nel decreto è scritto che per la garanzia T.C. i soggetti richiedenti versano al Fondo una commissione una tantum in misura pari all’1% dell’importo garantito dal Fondo.
Mi chiedo come si possa sostenere, aprioristicamente, che tale onere sia più elevato di quello richiesto per le tradizionali operazioni del FCG. Su queste ultime operazioni, un finanziamento riferito a un’impresa del centro-nord paga lo 0,5% dell’importo garantito dal Fondo. Nell’ipotesi che il finanziamento sia di € 100 e la misura della garanzia pari al 70%, il richiedente versa al Fondo € 0,35. Se il richiedente presentasse al Fondo 100 operazioni tutte uguali a quella illustrata pagherebbe dunque € 35 a fronte di un importo garantito complessivo di € 7.000 (e di finanziamenti erogati per € 10.000).
Nel caso di T.C., il Fondo interviene coprendo l’80% della tranche junior di un portafoglio di finanziamenti. Si supponga che il portafoglio abbia un valore complessivo di € 10.000 e che la tranche junior sia pari alla misura massima di intervento prevista dal decreto (5%). Il Fondo in questo caso garantirebbe una quota (80%) delle prime perdite fino a un ammontare di € 400 (€ 10.000*5%*80%).
Su € 400 i richiedenti pagano una commissione una tantum pari all’1%, ossia € 4.
Non so, forse ho letto male io il decreto, ma a me sembra che l’esempio fatto e le conclusioni che se ne traggono parlino da sole.

Luca Erzegovesi ha detto...

Caro amico, temo che sia lei a introdurre un pregiudizio nella valutazione delle TC e prenda qualche abbaglio. Le commissioni di garanzia si applicano al garantito, l'aliquota basta a dire che cosa è più caro. Il ragionamento sulla base di applicazione dell'aliquota, secondo lei sarebbe la tranche equity, mi pare un'assurdità. Come uno che va a comprare un Audi A6 e pensa di pagarla 6 euro
Aspettiamo la pubblicazione del decreto e delle disposizioni operative, spero che si chiarisca tutto.

Sapio ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Sapio ha detto...

Inoltre mentre nel primo caso la quota garantita con ponderazione zero era 7000 E nel secondo (TC) con una quota junior del 5% la quota senior è praticamente scoperta. Perché la quota senior sia coperta e possa scendere alla ponderazione minima (oggi 7%) la junior deve essere coprire più del 10%.

Anonimo ha detto...

Scusi Professore, allora, secondo lei, quale sarebbe la quota garantita dal Fondo nelle operazioni di T.C.? L'80% dell'ammontare del portafoglio di finanziamenti? Dove legge, nel decreto, questa previsione? Rimanendo all'esempio fatto da lei, non credo poi che sia interesse dello Stato, se fosse una concessionaria, vendere le audi a 60.000 euro.
Leggendo il decreto faccio obiettivamente fatica a capire quale sia, ex ante, (al di fuori della quota di TC coperta dall'intervento pubblico)l'importo garantito dal Fondo su cui applicare la commissione una tantum.
A questo punto, solo le disposizioni operative chiariranno la questione.
Come sempre, invece, faccio fatica a rispondere a Sapio che snocciola sempre una sfilza di numeri rischiando spesso di perdere di vista la sostanza della questione.

Luca Erzegovesi ha detto...

Come dice l'art. 7 del decreto, il Fondo copre l'80% della tranche junior del portafoglio, che vuol dire l'80% delle prime perdite rilevate sul portafoglio fino ad un cap che il decreto quantifica nel 5% (caso ordinario) del valore del portafoglio. La commissione dell'1% si applica all'importo garantito, che non è definito con precisione nel testo. In effetti, letteralmente, il testo parla di garanzia pari all'80% della tranche junior. Però il sottostante è il portafoglio, di cui la garanzia tranched copre l'80% delle perdite, come detto sopra. Vuoi vedere che ha ragione lei? Ne dubito. Però se ha ragione lei tanto valeva darla gratis, la copertura statale della tranched cover, dato che l'1% del 5% vuol dire lo 0,05% dell'importo del portafoglio.
Siamo in un Paese dove non ci si può meravigliare di nulla.

Anonimo ha detto...

Salve a tutti
l'operazione anche se chiamata tranched cover è una cartolarizzazione sintetica.
In queste operazioni il coupon si paga rispetto al capitale investito e non su tutto il portafoglio (altrimente non ci sarebbe trasferimento del rischio e banca d'italia non approverebbe l'operazione ai fini di vigilanza)che equivale alla junior.
Quindi l'1% sarà pagato sul garantito/investito che è la quota junior coperta dal fondo.
Per quanto riguarda l'intervento di Sapio mi domando se lui abbia mai partecipato alla strutturazione di una tranched cover con Supervisory Formula. Immagino di no visto che oggi solo una banca le riesce a fare.
Ti garantisco che per avere una senior al 7% non serve una junior del 10% a meno di non erogare un portafoglio ad occhi chiusi.
Infatti per avere una perdita attesa del portafoglio equivalente ad una junior del 5% considerando una lgd al 50% (e sono conservativo, mediamente un chiro a pmi ha lgd del 37%)bisognerebbe avere un portafoglio con una pd implicita del 10%.
Volendo utilizzare come proxi del rischio delle pmi italiane quello stimato dalle agenzie di rating (BB- da Standard & Poors) significa una pd media di classe di 1,57% per cui i margini ci sono e come.
Comunque attendiamo le istruzioni di MCC sperando che facilitino l'utilizzo dello strumento semplificando le procedure (magari pensando ad una istruttoria di portafoglio e non sul singolo finanziamento) visto anche che il potenziale atteso è di 2,5 bn di nuova finanza che di questi tempi sarebbero veramente utili.
Saluti

Sapio ha detto...

@Anonimo 9:37 Affinché la ponderazione della quota senior scenda al minimo regolamentare del 7% (prossimamente sarà elevato dalla normativa BdI in uscita) la quota junior deve coprire non solo la perdita attesa ma anche l'inattesa. Fra chi ci legge c'è chi ci può aiutare fornendoci i dati di precedenti operazioni a Cap (simili alla tranched ma non segnalate a BdI). Quante volte un cap del 5% sui portafogli è stato superato dalla perdita complessiva ex-post? Un amico, che prego di intervenire, mi disse una volta, che non bastava una junior del 12,5% a coprire bene una senior.

Luca Erzegovesi ha detto...

@anonimo delle 9.37: dovrebbe aggiornare i suoi dati sulla supervisory formula, alzando le pd: guardi che oggi fitch dà a un pool pmi Italia una pd a un anno del 5%; è colpa anche del mio paper del 2007 aver stressato l'effetto di capital saving della SF; tra qualche mese potrebbe cambiare anche la formula con RW minimo alzato dal 7% al 20%. Le consiglio di verificare i suoi dati, considerando che tenere giù le pd interne Irb è pericoloso, alla prima ispezione fioccano sanzioni per tutti.
Il ragionamento che fa sulla base di applicazione dell'1% è mascettiano (nel senso della supercazzola). Se i lobbisti delle banche l'hanno fatto digerire al Ministero dello Sviluppo complimenti, Derren Brown (o Frank Abagnale) non avrebbero saputo far meglio
PS se le capita, mi trovi una cartolarizzazione dove la tranche equity prende un coupon nominale predeterminato, magari dell'1%

Sapio ha detto...

@Anonimo 9:37 Aggiungo che un portafoglio di crediti pluriennali ha una PA per ogni anno di durata. Quindi ragionamenti su una PD annuale sono errati.

Anonimo ha detto...

Caro professore.
solitamente non parlo mai di cose che non conosco, stia pur tranquillo che le PD sono state citate con cognizione di causa.
Per quanto riguarda l'innalzamento della soglia dal 7% al 20% lo ritengo doveroso, il 7% è veramente basso.
Riguardo al paper da voi più volte citato relativamente alla modifica della regolamentazione delle securitisation se controlla nel sito di Basilea noterà come tutto il sistema bancario mondiale si sia schierato contro tale proposta (perchè di questo trattasi al momento). E aggiungo che vari esponenti, anche interni al comitato stesso, hanno sparato a 0 su alcune delle assurdità propinate in quel paper.
Mi permetto anche di ricordare come lo stesso Draghi abbia più volte detto che per rilanciare l'economia e il credito alle PMI servono le cartolarizzazione sia true sale (funding) che sintetiche (capitale) in quanto, se ben utilizzate, sono strumenti che aiutano a migliorare l'offerta di credito a prezzi migliori.
Inoltre mi permetto di segnalarle che il rating da me citato è relativo al sistema pmi italia e non a un pool di pmi che per n motivazioni (concentrazione settoriale, geografica) possono essere valutate più rischiose.
Per rispondere a Sapio. Le tranched cover di cui parli tu in passato chiamate segmentate o cappate erano solo delle operazioni di tipo commerciale per agevolare la relazione con i confidi o con gli enti regionali (credo che Banca di Roma dovrebbe averne chiusa una con una specie di banca regionale, e Unicredit e BNL una valangata con i confidi)
Per quanto riguarda il pricing citato dal professore.
Secondo lei se la garanzia avesse un costo a mercato le banche che possibilità avrebbero di ribaltare i vantaggi sui minori assorbimenti sul prezzo praticato al cliente, nessuno.
Mi spiace comunque che l'abbiate presa così male anche se in effetti trattandosi di professori mi sarei dovuto ricordare di cosa succedeva se ad un esame o ad una lezione ci si permetteva di contraddire i professori.
Saluti

Luca Erzegovesi ha detto...

Grazie delle considerazioni aggiuntive. Io non l'ho presa male, spero altrettanto di lei. Sa, dovendo tornare spesso su temi abituali ogni tanto si cerca di dare un po' di colore, e mi sembra di aver portato le mie argomentazioni in tono non proprio professorale; tra l'altro ho ammesso la possibilità di aver frainteso l'interpretazione del punto specifico (basi di applicazione della commissione), e non vedo l'ora che si chiarisca ufficialmente la questione.
Che le garanzie pubbliche abbiano un pricing agevolato nessuno lo contesta, è però importante che l'agevolazione abbia una logica. Se una garanzia FCG a media impresa al nord costa l'1%, perché la garanzia tranched di un portafoglio di prestiti a medie imprese del Nord dovrebbe costare lo 0,05% (l'1% del 5%)? Perché c'è il cap, lei mi risponderà. OK, può essere, però ciò implica che sul portafoglio tranched si preveda un tasso di perdita cumulato spaventoso (previsione non priva di fondamento). La mia interpretazione (applicazione dell'1% all'80% garantito dell'intero portafoglio) portava alla conclusione opposta, che la commissione fosse troppo alta rispetto a quella delle garanzie tradizionali non cappate.
Se non c'è logica nell'agevolazione, non c'è nemmeno trasparenza, ed è difficile che la banca ribalti i vantaggi ottenuti sul prezzo praticato al cliente, perché non "rileva" né "rivela" quei vantaggi.
Sul documento di consultazione di Basilea, so che i commenti del mondo bancario sono stati molto critici, e probabilmente se il Comitato di Basilea proseguirà nella proposta, farà delle concessioni. Però secondo me basta l'aumento del RW minimo al 20% a depotenziare il risparmio di capitale di una tranched cover.
In tema di PD, complimenti per quelle dei portafogli di cui è a conoscenza. Probabilmente vengono fuori dal sistema IRB di un gruppo bancario. Auguro con tutto il cuore che rimangano attestate su quei livelli, ma se dovessero aumentare dopo la strutturazione del portafoglio non mi meraviglierei.
Draghi ha auspicato il 2 maggio a Bratislava una rivitalizzazione del mercato delle cartolarizzazioni su prestiti a Pmi, sottolineando le difficoltà di farlo. Tra le ragioni, sottolineava quella di dare alla BCE uno strumento di sostegno diretto del credito all'economia reale, come può fare la Fed sui mercati della commercial paper e dei titoli ipotecari. Io sono favorevole a iniziative che diano spessore al mercato, ma il primo passo in quella direzione è conoscere le tecniche di cui si sta parlando, che sono maledettamente complicate.
Riassumendo: oggi, da studioso, mi sento in dovere di richiamare alla prudenza sui vantaggi delle cartolarizzazioni di prestiti alle Pmi. Potremmo organizzare un evento pubblico dove discutere della questione sotto i diversi punti di vista.

Anonimo ha detto...

Salve
condivido tutto quanto da lei detto.
Sulla trasparenza sono pienamente d'accordo.
Concordo sul fatto che le tematiche siano difficili, basti pensare che strumenti simili (leggasi Jeremie) sono overbookati (mi scusi l'inglesismo maccheronico) nell'est Europa e non richieste dalle regioni italiane (perchè, fonte FEI, ritenute dai loro tecnici troppo complicate) ma è indespensabile cercare degli strumenti che limitando l'intervento pubblico lo massimizzino nello stesso tempo.E questo lo è.
Sulle pd ha ragione, sono basse e potrebbero esplodere ma esistono due strade che vanno attuate, la prima consiste in buffer prudenziali che la banca deve prendersi sul kirb (calcolato, per dar ragione a Sapio su base multiperiodale) e poi attraverso il monitoraggio da parte delle strutture di crediti del portafoglio erogato. IL CRO dovrebbe fare il suo mestiere meglio di come il livello di sofferenze del sistema bancario italiano dimostri.
Ritengo che gli strumenti di garanzia debbano essere utilizzati per efficientare la filiera del credito e, quindi, non per agevolare l'accesso al credito di imprese che non dovrebbero accedere (vedasi politca banca-confidi degli ultimi anni)ma per consentire di migliorare il pricing, per cui ben venga la massima trasparenza sui prezzi praticati attraverso la garanzia del FCG.
Saluti