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venerdì 9 novembre 2012

Paper Banca d'Italia: imprese italiane e derivati

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Segnalo un occasional paper della Banca d'Italia a firma di Mariano Graziano su Le imprese italiane e gli strumenti derivati (lo scaricate qui). Ecco l'abstract

venerdì 8 giugno 2012

martedì 20 marzo 2012

Derivati Tesoro - Morgan Stanley: la risposta del governo

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Torniamo sul caso della termination dei derivati anno '90 stipulati dallo Stato italiano con Morgan Stanley (vedi post del 16 marzo). In data 15 marzo il Governo, per voce del sottosegretario all'istruzione Rossi Doria, ha risposto all'interpellanza urgente presentata il 1° marzo dall'on. Borghesi (IdV). Ecco il resoconto stenografico.

venerdì 16 marzo 2012

Bloomberg: Il Tesoro avrebbe smontato derivati con Morgan Stanley pagando 3,4 miliardi di $

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Rischia di essere una bomba la notizia (scritta da Nick Dunbar) appena diffusa da Bloomberg: in gennaio il Tesoro italiano avrebbe pagato a Morgan Stanley una compensazione di 3,4 miliardi di dollari per uscire da contratti derivati sui tassi di interesse. Pare si tratti di Interest Rate Swap e Swaptions fatti a partire da metà anni novanta. Non ho capito se sono coinvolte anche posizioni in Credit Default Swap. La notizia era già uscita in gennaio e febbraio. Il sen.Lannutti (IdV), presidente di Adusbef,  ne aveva fatto oggetto di un "Atto di Sindacato Ispettivo" (riportato sul suo  blog).
La materia è di una complessità vertiginosa, quindi prendiamo fiato prima di allestire la gogna mediatica.

sabato 10 marzo 2012

Swap sul debito greco: è credit event. Chi vince? Chi perde?

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Dopo mesi di trattative, finalmente ieri è andato in porto lo scambio sul debito pubblico della Grecia con gli investitori privati, che ha interessato una massa di circa 180 miliardi di euro. Trovate i fatti e una spiegazione chiara in questa news Bloomberg, o sul Sole 24 ore.

venerdì 2 marzo 2012

CDS sul debito greco: il kolossal delle garanzie fasulle

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In un mercato (creditizio e assicurativo) in cui si trasferisce rischio, si possono fare soldi a palate vendendo garanzie inconsistenti: si raccolgono i premi dagli assicurati (o dai "compratori di protezione") e si aspetta. Se il rischio non si materializza, tutti contenti.

mercoledì 24 agosto 2011

BRI-IOSCO: Report on OTC derivatives data reporting and aggregation requirements - consultative report

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Segnalo il documento di consultazione pubblicato dal Committee on payment and settlement systems della BRI e dallo IOSCO sulla proposta di estendere e standardizzare i requisiti delle segnalazioni statistiche dei derivati OTC, tra cui i CDS. http://www.bis.org/publ/cpss96.htm


Un cordiale saluto
Luca Erzegovesi

venerdì 10 giugno 2011

Il dibattito sull'etica dei derivati

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Come i teologi bizantini discutevano del sesso delle creature angeliche, così regolatori, economisti, lobbisti stanno discettando da mesi sulle linee di riforma del mercato dei derivati finanziari, divisi tra chi lo accusa di essere tra le cause della crisi del 2007-2008, e chi respinge l'offensiva luddista contro l'innovazione finanziaria. Questo articolo del Sole 24 ore parla del muro contro il quale si sono arrestati i provvedimenti di riforma negli USA, lasciando di fatti la situazione così com'era prima della crisi.

lunedì 9 maggio 2011

Centrale dei rischi: aggiornamento (anche) delle segnalazioni su garanzie

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La Banca d'Italia ha pubblicato oggi un aggiornamento delle istruzioni in materia di Centrale dei rischi. Alcune riguardano le garanzie ricevute e quindi i confidi. Le riassumo con qualche mia sottolineatura.

martedì 2 marzo 2010

Litan dà i voti alle innovazioni finanziarie utili, inutili e dannose

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Il Sole 24 ore segnala In Defense of Much, But Not All, Financial Innovation, un paper di Robert Litan, membro del think thank Brookings Institute. Litan ha inteso rispondere alla provocazione di Paul Volcker che delle innovazioni pare salvi soltanto il Bancomat. Nel saggio si classificano i nuovi servizi di pagamento, gestione del risparmio, credito, allocazione del rischio secondo tre profili: facilità di accesso, convenienza e contributo al PIL. Bocciati senz'appello i figli degeneri della bolla subprime, ovvero gli adjustable rate mortgages (quei mutui con le prime rate in offerta speciale), i CDO (contenitori di asset tossici) e le SIV (veicoli fuori bilancio per asset tossici). Bocciati gli hedge fund. Promossi (se usati bene) i derivati su crediti, che Wolfgang Münchau del Financial Times, vorrebbe invece l'utilizzo naked, cioè senza posizioni sottostanti da coprire, vedi articolo in italiano e in inglese).

martedì 9 febbraio 2010

Citi lancia derivati per il rischio di liquidità

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Come riferisce Risk.net, Citigroup intende creare un indice sulle condizioni di liquidità dei mercati finanziari sul quale avviare il trading di appositi contratti derivati. L'indice dovrebbe tracciare il grado di tensione sui mercati secondari. Non sarà semplice da calcolare: terrà conto di misure di volatilità anomala dei returns sui principali mercati, e inoltre di dati più empirici, come gli spread denaro/lettera. I primi commenti già segnalano un possibile azzardo morale: solo le mega-banche "too big to fail"potrebbero vendere protezione sul rischio di una crisi di liquidità. La stessa Citi non sarebbe qui a ventilare l'idea se il Governo e la Fed non l'avessero soccorsa nel 2008.

venerdì 14 novembre 2008

In dicembre partirà la clearing house per i CDS su indici

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Secondo anticipazioni raccolte da Risk, la Federal Reserve Bank of New York avrebbe designato il gestore della clearing house centralizzata per i contratti di credit default swap su indici. Si tratta della Clearing Corporation (CCorp) di Chicago, recentemente acquisita dall'Intercontinental Exchange (Ice) di Atlanta, che avrebbe battuto tre forti rivali: l'Eurex di Francoforte; una joint venture tra il Chicago Mercantile Exchange (CME) e l'hedge fund Citadel; e il NYSE Euronext. CCorp avrebbe il placet dell'Operations Management Group (OMG), un consorzio di 16 banche e associazioni di settore tra cui l'International Swaps and Derivatives Association. L'attivazione della Clearing House, prevista per inizio dicembre, risponde all'istanza di maggiore trasparenza e controllo sul mercato non regolato dei derivati su crediti.

mercoledì 29 ottobre 2008

From Black-Scholes to black hole: le falle della vigilanza sulle US investment banks. Colpa di Basilea 2?

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Tra gli imputati della crisi troviamo al primo posto il sistema di supervisione bancaria degli USA, che avrebbe lasciato troppo libero il settore dell'investment banking. Ho cercato una documentazione sintetica sull'argomento, e ho trovato questa testimonianza al Senato USA resa nel giugno 2008 (due mesi dopo l'insolvenza di Bear Stearns) da Erik Sirri, Director della Division of Trading and Markets, U.S. Securities and Exchange Commission. Sì, perché era proprio la SEC a sorvegliare su base consolidata i maggiori player dell'investment banking: Bear Stearns, Goldman Sachs, Lehman Brothers, Merrill Lynch e Morgan Stanley. Costoro partecipavano dal 2004 al CSE (Consolidated Supervised Entities), un programma volontario di controllo prudenziale della SEC. Un programma molto sofisticato, che applicava le nuove regole di Basilea 2 fissando un coefficiente di solvibilità minimo rafforzato dall'8% al 10%. Un programma di applicazione non semplice, dato che molte controllate erano entità regolate da altre autorità USA, regolate da giurisdizioni estere, o non regolate del tutto (di queste, molte in centri off-shore). Un quadro farraginoso, dove gli arbitraggi regolamentari e l'elusione dei requisiti prudenziali sono facili (peraltro hanno eluso alla grande anche le bank holding companies vigilate dalla Fed con le SIV, vedi questa analisi impietosa di Roubini)

martedì 28 ottobre 2008

Cavallino fagocita maggiolino 15 volte più grande

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Mi ha sorpreso il balzo delle azioni Vokswagen, che oggi hanno raggiunto in apertura il prezzo di €1.005, dopo aver chiuso a €210 venerdì. La capitalizzazione della società ($369 miliardi) ha superato quella della Exxon ($343 miliardi). Come è accaduto? Si è saputo (vedi articolo su ft.com, serve registrazione gratuita) che il gruppo Porsche ha accumulato con investimenti diretti in azioni ordinarie e posizioni lunghe in derivati una quota del 74,1% della VW, molto vicina ai 3/4 che le darebbero il dominio assoluto. Fa impressione che la Porsche – che vende circa 100,000 vetture all'anno e ha ricavi annuali di €7 miliardi – prenda il controllo della VW, che vende 6 milioni di unità con ricavi per €100 miliardi. Si sono così riuniti due nomi storici dell'industria tedesca che si possono far risalire entrambi a Ferdinand Porsche, che ha progettato il primo Maggiolino e ha contribuito a far nascere l'omonima fabbrica di vetture sportive.

venerdì 23 maggio 2008

Dalle statistiche BRI forte crescita dei CDS a fine 2007

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La Banca dei regolamenti internazionali ha pubblicato ieri le statistiche sui derivati OTC (forex, interest, equity e credit), vedi comunicato stampa.

venerdì 9 novembre 2007

Il mercato delle CDO tripla A: un colosso dai piedi d'argilla

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CDOh no! titola l'ultimo numero dell'Economist per parlare della crisi dei CDO, titoli strutturati emessi a fronte di portafogli composti da cartolarizzazioni di subprime, prestiti al consumo, finanziamenti di leveraged buyout e altro materiale deperibile. Ho trovato molti spunti che mi hanno indotto a tornare su un tema che mi assilla da fine agosto.

mercoledì 17 ottobre 2007

Visto che ne parlano tutti: derivati ed enti locali

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Come era prevedibile, l'inchiesta di Report di domenica 14/10 (vedi questo blog), ha suscitato vasta eco. Ecco i commenti di Alessandro Profumo e una ripresa della notizia, entrambi dal Sole 24 ore.

lunedì 15 ottobre 2007

Derivati e trasparenza del costo del credito

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Avete visto Report domenica sera? L'inchiesta di Stefania Rimini puntava il dito sui derivati legati ai tassi di interesse, sull'uso ed abuso che ne è stato fatto, in Italia, da imprese ed enti pubblici. Puntata avvincente. Mia moglie, che conosce i derivati dall'analisi grammaticale, stava leggendo "Il cliente" di John Grisham vicino a me, ha chiuso il libro per seguire la trasmissione. Io ne capisco abbastanza, e ho apprezzato i passaggi tecnici, dove l'autrice è riuscita a spiegare chiaramente (per quanto possibile) concetti ardui come il costo implicito o il fair value di un contratto. Ci è riuscita con un gioco di contrasti tra le risposte di ignari utilizzatori e competenti analisti.

venerdì 3 novembre 2006

Derivati su crediti exchange traded al CME

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Il Chicago Mercantile Exchange, in procinto di fondersi con il Chicago Board of Trade, ha chiesto l'autorizzazione per lanciare da gennaio 2007 un nuovo prodotto, il credit event futures, alternativo ai credit default swap. Ecco la notizia ripresa da Risknews: