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martedì 20 agosto 2013

Per chi l'avesso perso: Decreto fare, Fondo centrale Pmi e confidi, com'è andata a finire

Nel passaggio del Decreto Fare in Senato, sono state corrette le norme in materia di Fondo centrale approvate dalla Camera che avrebbero ridotto le riserve minime a favore della controgaranzia (e dei confidi) e delle pratiche di minore importo. Ho cercato di commentare i singoli passaggi su twitter, ma per un riepilogo chiaro e sintetico vi rimando a questa nota del Sole 24 ore:

Ripristinata la riserva del 30% delle risorse per operazioni di contro-garanzia dei Confidi. Ed è passato inoltre il compromesso sulla quota da riservare a interventi di taglia inferiore (non oltre 500mila di importo garantito per impresa): la riserva viene ripristinata, ma scende dall'80 al 50%. Il Fondo centrale di garanzia per le Pmi è stato esteso dalla Camera anche ai professionisti, nel limite di assorbimento delle risorse non superiore al 5 per cento. Così come sono stati inseriti criteri specifici per l'accesso delle imprese sociali e delle cooperative al Fondo. Tra le novità dell'ultima ora la possibilità di far affluire al Fondo di garanzia per le Pmi anche contributi su base volontaria di enti, associazioni, società o singoli cittadini. Una novità introdotta da un emendamento M5S, per poter finanziare il microcredito alle imprese con i soldi risparmiati dai tagli dei costi della politica.
Ecco il commento positivo di Ivan Malavasi, coordinatore di Rete Imprese Italia, alle prime (buone) notizie dalle Commissioni del Senato:
R.E TE. Imprese Italia esprime vivo apprezzamento per la decisione delle commissioni riunite I e V del Senato che ieri hanno opportunamente corretto l'articolo 1 del cosiddetto Decreto del Fare, reintroducendo una riserva del Fondo di garanzia del credito per le operazioni di importo ridotto. «Si è evitato così - sottolinea Ivan Malavasi, presidente di R.E TE. Imprese Italia - che la funzione del Fondo venisse snaturata a vantaggio di quelle operazioni che meno hanno bisogno dell'intervento pubblico. Attendiamo ora il via libera dell’Aula».
«Il Senato ha saputo raccogliere – continua Malavasi - l'allarme lanciato nei giorni scorsi da R.E TE. Imprese Italia e ha assicurato che almeno la metà delle risorse del Fondo saranno utilizzate per garanzie di importo inferiore ai 500mila euro. Allo stesso tempo ha ripristinato anche la riserva del 30 per cento delle risorse del Fondo a operazioni garantite dai Confidi. Due buone notizie per le piccole imprese - conclude Malavasi - che attendono ora che il Governo mantenga l'impegno di rifinanziare il Fondo per garantire un’adeguata dotazione alle piccole imprese».


PS: Chi ha inventato l'acronimo R.E TE.  ? Voglio conoscerlo! Forse è una parola d'ordine per smascherare gli estranei, se uno non si concentra e lo scrive 10 volte tutte le mattine mentre beve il caffè, ha la certezza al 100% di sbagliare come si scrive.
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2 commenti:

Anonimo ha detto...

praticamente siamo al punto di partenza.......

Luca Erzegovesi ha detto...

Beh, no, i confidi hanno difeso le quote minime (quella delle operazioni sotto i 500k€ è scesa dall'80 al 50%), bisogna vedere se e quanto crescerà la torta.
E poi non dimentichiamo che c'è un progetto di super-Fondo (proposta di Acton e grandi banche) che potrebbe andare per la sua strada.