Il rischio di credito occupa quasi interamente la scena di Basilea 2. Ogni tanto gli fanno da spalla il rischio operativo e il Secondo Pilastro. Di rischio di mercato si parla molto meno. A risvegliare l'interesse, arriva il documento di consultazione sul trattamento del rischio incrementale di default nel portafoglio di negoziazione (o trading book) diffuso dal Comitato di Basilea. Sul tema l'Accordo è molto scarno: nei paragrafi 718(xcii) e 718(xciii), aggiunti nel 2005 insieme con il regime del double default, si dice che i Modelli VaR per il rischio di mercato che stimano anche il rischio specifico (oltre al rischio di posizione generico), devono tenere conto del rischio incrementale di default inteso come rischio di evento (i modelli VaR di solito catturano il solo rischio di prezzo dovuto alla variabilità dei credit spread). Il rischio incrementale può essere trattato estendendo il modello VaR, oppure stimando un assorbimento aggiuntivo (surcharge) rispetto al VaR del modello. Qualunque sia l'approccio, la banca deve impostarlo tenendo conto di liquidità, concentrazione, coperture e opzionalità, nonché rispettare gli standard di affidabilità stabiliti per i metodi IRB nel rischio di credito

domenica 14 ottobre 2007
Basilea 2 e trading book: consultazione su <i>incremental default risk</i>
Il rischio di credito occupa quasi interamente la scena di Basilea 2. Ogni tanto gli fanno da spalla il rischio operativo e il Secondo Pilastro. Di rischio di mercato si parla molto meno. A risvegliare l'interesse, arriva il documento di consultazione sul trattamento del rischio incrementale di default nel portafoglio di negoziazione (o trading book) diffuso dal Comitato di Basilea. Sul tema l'Accordo è molto scarno: nei paragrafi 718(xcii) e 718(xciii), aggiunti nel 2005 insieme con il regime del double default, si dice che i Modelli VaR per il rischio di mercato che stimano anche il rischio specifico (oltre al rischio di posizione generico), devono tenere conto del rischio incrementale di default inteso come rischio di evento (i modelli VaR di solito catturano il solo rischio di prezzo dovuto alla variabilità dei credit spread). Il rischio incrementale può essere trattato estendendo il modello VaR, oppure stimando un assorbimento aggiuntivo (surcharge) rispetto al VaR del modello. Qualunque sia l'approccio, la banca deve impostarlo tenendo conto di liquidità, concentrazione, coperture e opzionalità, nonché rispettare gli standard di affidabilità stabiliti per i metodi IRB nel rischio di credito
sabato 13 ottobre 2007
Da tre confidi veneti (Confcommercio) nasce Terfidi Veneto
Riprendo da questo comunicato
Un’unica grande cooperativa di garanzia al credito per le aziende del terziario veneto, in particolare delle province di Vicenza, Padova e Treviso. Si chiama Terfidi Veneto ed è nata ufficialmente il 10 ottobre dalla fusione dei tre confidi che fanno capo, rispettivamente, all’Associazione Commercianti, Turismo e Servizi della Provincia di Padova (Fidimpresa), all’Unascom di Treviso (Fidicomes) e alla Confcommercio di Vicenza (Garanfidi). Grazie a questo accorpamento, Terfidi, che manterrà proprie sedi operative nelle tre province venete, può contare oggi su 9.420 soci ed un patrimonio netto di 10 milioni e 858mila euro. Si tratta dunque di una delle più importanti realtà confidi della regione: i finanziamenti in essere superano infatti i 117 milioni di euro, mentre le garanzie arrivano a 53 milioni e 860mila euro. Con questa fusione si è dato vita ad una realtà in grado di servire un territorio che conta quasi 53mila imprese del commercio, 11.700 imprese del turismo e 30mila imprese dei servizi. Ma è chiaro che con questi numeri Terfidi si propone quale punto di riferimento per tutto il terziario veneto.
venerdì 12 ottobre 2007
giovedì 11 ottobre 2007
Dove va il mercato delle SME-CLO?
Guardate in questo grafico come si è mossa nel 2007 la struttura degli spread per rating delle nuove operazioni di collateralised loan obligation (titoli da cartolarizzazioni su pool di prestiti), in cui rientrano le SME-CLO, su prestiti alle PMI.
mercoledì 10 ottobre 2007
lunedì 8 ottobre 2007
Il risiko del software aziendale: SAP compra Business Objects
Sap ha concluso l'acquisizione della californiana Business Objects, primo vendor al mondo nel settore della Business Intelligence con circa 44.000 mila clienti in portafoglio: ha pagato un prezzo in contanti di poco superiore a 4,8 miliardi di euro.Sap ha risposto alla rivale Oracle, protagonista lo scorso marzo della scalata (da 3,3 miliardi di dollari) a un altro nome nel campo delle soluzioni per l'analisi e il reporting dei dati, la Hyperion Solutions. Ecco la storia completa dal sito del Sole 24 ore.
Libro sui <i>covenants</i>
Copertina
I pericoli del regime ipersemplificato per le microimprese
Maria Cecilia Guerra e Silvia Giannini indicano una potenziale criticità nelle recenti misure fiscali del Governo nell'articolo Famiglie e imprese nella Manovra finanziaria 2008:
I contribuenti che hanno un giro di affari inferiore a 30mila euro l’anno, non hanno fatto investimenti superiori ai 15mila euro nel triennio e non hanno dipendenti potranno assolvere ai loro obblighi tributari relativi all’Iva, all’Irap e all’Irpef, attraverso il pagamento di un’unica imposta del 20 per cento commisurata al reddito imponibile, definito come differenza fra il valore del giro di affari annuale e il valore dei costi sostenuti per l’impresa. Si tratta di una misura che riduce drasticamente la documentazione fiscale richiesta e che, essendo opzionale, non dovrebbe tradursi in un aggravio di imposta per il contribuente. Soltanto la lettura del testo della norma ne renderà possibile una valutazione compiuta. Sarà importante verificare: se essa corra il rischio di incentivare il contribuente a sottofatturare, per potere rientrare nel parametro dei 30mila euro; se non crei convenienze a trasformare lavoratori parasubordinati in finti autonomi con partita Iva, che possano quindi beneficiare della forfetizzazione con abbattimento dei costi contributivi; quali possano essere le conseguenze della forfetizzazione dell’Iva per la catena dell’Iva a debito e credito, e così via.Anch'io non capisco l'Esecutivo che su un fronte persegue con intransigenza la stabilizzazione dei lavoratori parasubordinati (in particolare nel settore pubblico) e dall'altro offre una nuova via per forme di precariato travestibili come attività di impresa. Un co.co.pro o un co.co.co è un lavoratore e merita tutela, un microimprenditore del "terziario avanzato" che fattura meno di 30mila euro l'anno invece no. A meno che si limitino le attività esercitabili da queste microimprese. Restiamo allora in attesa dei dettagli della norma per fugare timori.
giovedì 4 ottobre 2007
Ampia copertura della convention FedartFidi da Scicli
Non sono stato alla convention FedartFidi tenuta la scorsa settimana a Sampieri, ma ho trovato un ricco resoconto dei lavori sul blog condifisiciliani (due post) e sulla confeserfidi.tv (varie interviste video e una graziosa testimonianza).
lunedì 1 ottobre 2007
Prime bozze del nostro libro sui modelli di <i>credit portfolio risk</i>
Ho ricevuto oggi da Bancaria editrice le prime bozze del libro che ho scritto con Marco Bee "I modelli di portafoglio per la gestione del rischio di credito". Una lunga gestazione (due anni), con ritardi dovuti ai tanti chilometri (non pianificati) fatti per seguire gli sviluppi del progetto smefin e le attività di cui parlo in aleablog. Nel frattempo si è completato l'iter di recepimento di Basilea 2, il che rende comunque tempestiva la pubblicazione. Siamo finalmente al traguardo. Per fare un po' di colore allego la figura che introduce l'argomento chiave del libro:
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