Nell'ambito del progetto FIRB Smefin si è svolto venerdì scorso a Trento il workshop tematico dedicato all’approfondimento degli effetti della riforma del diritto fallimentare sulle piccole e medie imprese. I relatori, provenenti dal mondo accademico e delle professioni, hanno approfondito l’analisi del fabbisogno di nuove competenze professionali finalizzate alla prevenzione delle situazioni di crisi e alla loro successiva gestione attraverso l’accesso ai nuovi strumenti di negoziazione concordata con i creditori o alle procedure fallimentari.

martedì 17 ottobre 2006
Workshop Smefin: riforma del diritto fallimentare e nuovi modelli di gestione delle crisi d'impresa
Nell'ambito del progetto FIRB Smefin si è svolto venerdì scorso a Trento il workshop tematico dedicato all’approfondimento degli effetti della riforma del diritto fallimentare sulle piccole e medie imprese. I relatori, provenenti dal mondo accademico e delle professioni, hanno approfondito l’analisi del fabbisogno di nuove competenze professionali finalizzate alla prevenzione delle situazioni di crisi e alla loro successiva gestione attraverso l’accesso ai nuovi strumenti di negoziazione concordata con i creditori o alle procedure fallimentari.
venerdì 13 ottobre 2006
giovedì 12 ottobre 2006
XBRL e i paladini dell'open source
Da quando il Decreto Bersani ha disposto l'obbligo di di deposito dei bilanci in formato XBRL, ho ricevuto qualche mail o telefonata di persone interessate al tema. Mi ha sorpreso ricevere ben due mail di tono polemico: i mittenti sono due dottori commercialisti i quali, dopo aver letto del decreto, si sono informati sul sito Telemaco - Infocamere e hanno scaricato il nosto modello excel che genera i bilanci XBRL. Hanno provato a farlo girare in OpenOffice, la suite open source alternativa a Microsfot Office, e non ci sono riusciti (OpenOffice non è compatibile con le macro di Excel).
Venerdì 13/10: Seminario smefin su nuovo diritto fallimentare e crisis management
Dopodomani a Trento organizziamo il seminario "RIFORMA DEL DIRITTO FALLIMENTARE E NUOVI MODELLI DI GESTIONE DELLE CRISI AZIENDALI". Il seminario vuole costituire un momento di riflessione e confronto tra accademia e operatori sui contenuti e sui modelli organizzativi dei servizi di prevenzione e gestione della crisi d’impresa al fine di valutarne le possibili modalità di erogazione nell’ambito di un sistema integrato di offerta di servizi professionali a supporto della gestione economico finanziaria delle PMI, il business office.
EAD x PD x LGD = requisito di capitale di Basilea 2? Non proprio
Rileggendo una slide (mia) vecchia di qualche mese ho trovato la formula riportata nel titolo di questo blog.
mercoledì 11 ottobre 2006
FedartFidi presenta il progetto "Riposizionamento strategico"
FedartFidi, l'associazione che dà voce a circa 300 confidi dell'artigianato e della piccola impresa, ha presentato a Roma il 21 settembre il progetto "Riposizionamento strategico dei confidi", sviluppato da KPMG. In rete è disponibile l'executive summary. Vi consiglio di scaricarlo e di leggerlo, perché tratteggia molto chiaramente il disegno di un'associazione che ha sempre svolto con ragionevolezza e competenza il suo triplice ruolo di rappresentanza, di orientamento strategico e di assistenza tecnica. Il coordinatore nazionale, Tino Vaccari, è un personaggio di grande esperienza, con una forte carica comunicativa (l'abbiamo avuto ospite a Trento in diverse occasioni). Nello staff tecnico di Fedart c'è Leonardo Nafissi (coinvolto anche nel "nostro" progetto Umbria) che conosce come pochi in Italia il settore dei confidi.
martedì 10 ottobre 2006
Incontro a Perugia
Oggi ero a Perugia con Flavio Aldrighetti per incontrare i membri di ATI Prisma, l'associazione tra i confidi umbri e la finanziaria regionale Gepafin che ci ha commissionato lo studio sul sistema regionale della garanzia fidi. I confidi aspettano con impazienza le proposte di evoluzione del sistema. La maggior parte degli interventi ci ha sollecitato a tovare soluzioni che lascino ai confidi il potere di decidere, o di condizionare, la concessione della garanzia e quindi del credito. Quindi Ok alla creazione di confidi 107, ma in una struttura a due livelli. L'idea di un sistema regionale, con un ruolo di rilievo dei soggetti pubblici, sembra accettata dalla maggioranza degli intervenuti. Altri però non nascondono un certo feeling per con le strutture di settore che si affacciano dalle regioni vicine a proporre alleanze o fusioni.
sabato 7 ottobre 2006
Ancora su confidi e controgaranzie
Nel progetto sul sistema della garanzia in Umbria stiamo ricevendo le osservazioni dei confidi che hanno letto il nostro rapporto nella versione preliminare. I confidi artigiani hanno stigmatizzato la nostra posizione di chiusura sul ruolo futuro dei confidi di secondo grado. Non vediamo un futuro per la controgaranzia di intermediari di secondo livello, e non per una nostra opinione, ma per quello che dispone Basilea 2. I nostri interlocutori ci hanno invitato ad un atteggiamento più possibilista: la direttiva europea CAD lascerebbe secondo loro dei margini di discrezionalità nazionale. Può darsi che intendano (correttamente) auspicare interventi di co-garanzia (assunzione diretta di una quota del rischio di insolvenza dell'impresa ultima beneficiaria).
Istruzioni Banca d'Italia su Basilea 2 e garanzie
Al seminario di ABI Formazione sul credit risk transfer, che ho tenuto ieri a Milano, ha partecipato Roberto Cercone del Servizio Normativa della Banca d'Italia. Ascoltando il suo bell'intervento, ho capito meglio alcune cose su garanzie e Basilea 2, che vi riporto.
sabato 30 settembre 2006
Confidi 107: in arrivo il documento di consultazione della Banca d'Italia (rivisto)
In un recente convegno FedartFidi ad Alghero, il dott. Lo Monaco, del Servizio Vigilanza della Banca d'Italia, ha annunciato l'imminente pubblicazione (metà ottobre) di un documento di consultazione sulle norme di attuazione della legge quadro sui confidi (L. 326/2003). Un passo verso la pubblicazione delle istruzioni di vigilanza sui confidi - intermediari vigilati, che è previsto all'inizio del 2007. Un decreto del Ministero dell'Economia, già circolante in bozza, pare fissi i limiti sopra i quali scatta l'obbligo di iscrizione come 107 nei termini seguenti: 75 milioni di euro di crediti garantiti e 5 milioni di euro di patrimonio, entrambi riferiti al 31/12/2006. Come anticipato in un precedente blog pare confermato che il coefficiente minimo di capitale di Vigilanza applicato ai 107 sarà del 6%, anzichè dell'8% delle banche. Lo "sconto" è cumulabile con quello previsto da Basilea 2 per i crediti retail, che hanno un peso del 75%. Un confidi che lavora solo con clienti retail (sotto 1 milione di euro di esposizone complessiva, sono la larga maggioranza) dovrebbe quindi avere un requisito di capitale in percentuale delle garanzie uguale a: 75% x 6% = 4,5%. Questo è il requisito minimo regolamentare per il rischio di credito, al quale si aggiunge il requisito per il rischio operativo. Il mercato (leggi, le banche) applicheranno i loro requisiti (presumo più alti) in funzione del rating medio dei crediti, della concentrazione per importi e della diversificazione settoriale del portafoglio garanzie. E' quello che stanno facendo i maggiori gruppi con i loro progetti di rating-confidi. Il tutto accade in un clima di superinteressamento delle stesse banche per i confidi, come testimoniato nell'interessante commento a questo messaggio.
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