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sabato 4 aprile 2009

Confidi a Bolzano: fusione in arrivo?

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Presso la Provincia Autonoma di Bolzano si è tenuto un incontro sulla crisi tra il Presidente Durnwalder e i rappresentanti delle banche locali, Cassa di risparmio, Banca popolare e Cassa centrale Raiffeisen. Si sono discusse le misure proposte dalle banche, come la designazione di figure specializzate, una sorta di manager della crisi, quando si renda necessario intervenire per un'azienda in difficoltà. Tra gli interventi prefigurati, anche l'accorpamento di tutti i confidi nei vari settori economici in un'unica cooperativa di garanzia per sfruttare meglio potenzialità e sinergie. Si tratta di un'ipotesi di aggregazione diretta che era giudicata improponibile ai tempi del nostro studio sui confidi altoatesini del 2006. Segno che i tempi stanno davvero cambiando.

venerdì 3 aprile 2009

Pubblicato da Banca d'Italia il 12° Aggiornamento delle Istruzioni per la Centrale dei rischi

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E' disponibile sul sito della Banca d'Italia il Testo integrale, aggiornato al 27 marzo 2009, di Centrale dei rischi. Istruzioni per gli intermediari creditizi. Gli aggiornamenti riguardano i capp. II (Classificazione delle operazioni) e IV (Appendici), e andrano in vigore dalla rilevazione riferita a giugno 2009.

Link di giornata

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Le BCC lombarde aderiscono al progetto Confiducia

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Le BCC lombarde hanno aderito ieri (vedi news Vita) al progetto Confiducia, sostenuto da Unioncamere Lombardia e Regione Lombardia e coordinato da Federfidi Lombarda. Di Confiducia avevo parlato qui in novembre, ma da allora il progetto ha avuto un'evoluzione, con il coinvolgimento in qualità di sponsor della Regione e la precisazione delle modalità di intervento. Confiducia supporta l'erogazione di credito con garanzia confidi, supportato da un fondo alimentato dal sistema camerale e dalla Regione. Riguarda finanziamenti chirografari, con durata fino a 60 mesi, comprensivi di un preammortamento massimo di 12 mesi, e linee di smobilizzo di crediti commerciali con finanziamenti della durata di 12 mesi e rinnovabili fino a 24 mesi.

Incentivi ai manager legate ai risultati: le raccomandazioni del Financial Stability Forum

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Il Financial Stability Forum, presieduto dal nostro governatore Mario Draghi, si accinge dopo il G-20 di Londra a trasformarsi in un organo di vigilanza sui rischi sistemici dell'economia mondiale, cambiando nome in Financial Stability Board. Il FSF ha diffuso ieri vari documenti, tra cui una raccomandazione sulle politiche di remunerazione delle banche con rilievo sistemico. Cito dal commento del Sole 24 ore di oggi:
A parità di utili generati, deve ricevere di più chi assume meno rischi, dice l'Fsf, e i bonus devono procedere in linea con l'andamento generale dell'impresa: se la divisione a cui appartiene un addetto genera performance deboli o negative, le sue gratifiche devono calare, fino ad azzerarsi. Innanzitutto l'Fsf raccomanda che nelle imprese finanziarie venga creata una vera "governance" per la gestione di questo aspetto, che armonizzi le dinamiche delle remunerazioni con gli altri sistemi che puntano a mantenere l'equilibrio dei rischi. "Con il tempo questi principi devono radicarsi nella cultura di tutta l'organizzazione", afferma il rapporto, secondo quanto riporta un comunicato. I Consigli di amministrazione devono "vigilare attivamente" su questo aspetto con un ruolo di primo piano dello stesso amministratore delegato e dei manager. Ma deve essere "indipendente", avverte l'Fsf, il personale interno deputato al controllo dei rischi, e dotato della "appropriata autorità". Personale che va retribuito "in maniera indipendente dai settori aziendali su cui gli spetta vigilare, e per ammontare commisurato al ruolo che svolge nell'impresa". L'effettiva "indipendenza e l'appropriata autorità di questi addetti sono necessarie a preservare l'integrità dell'influenza della gestione dei rischi sugli incentivi". E servono "controlli", che con regolarità verifichino che retribuzioni, bonus e strumenti di rischio utilizzati risultino allineati con i propositi di gestione.
Una proposta ragionevole: bonus calcolati non più sul P/L dell'anno, ma sui risultati medi pluriennali, e ruolo più forte del risk management. Un proposito difficile da attuare in maniera efficace. Gli strumenti che servono sono: i principi contabili, le misure di rischio, i modelli di vigilanza macro-prudenziale che rivelano i cicli di mercato. Ditemi voi se questi ferri del mestiere hanno dato buona prova nella crisi: i primi sono saltati sugli strumenti illiquidi, i secondi sono pericolosamente miopi, i terzi sono una buona intenzione del dopo crisi. Hanno tutti bisogno di essere ripensati e ricostruiti. Ma qui si pone un problema filosofico, per niente astratto: i cicli di mercato, e i connessi rischi e risultati, sono un fenomeno conoscibile? Sono un processo esterno, non completamente certo e governabile, ma che può comunque essere osservato, spiegato, modellato nella sua dinamica? O piuttosto dipende in misura preponderante dai comportamenti degli attori del sistema economico e finanziario, che sono condizionati dalle spiegazioni dei modelli? Su questo interrogativo propendo a pensarla come Nassim Taleb: le metriche finanziarie di cui disponiamo si basano su rappresentazioni meccaniche dei fenomeni economici e sociali, e sono incapaci di catturare i rischi estremi (i cigni neri); credere il contrario (o far finta di) induce a comportarsi in maniera pericolosissima. Se gli avidi banchieri sono riusciti ad arricchirsi con modelli di business prociclici con orizzonte di 1-2 anni, non mancheranno di rifarlo inventandosi nuovi modelli con orizzonte di 3-5, o 7-10 anni. L'orizzonte di valutazione giusto qual è? Difficile a dirsi, ma probabilmente non più corto di un'intera vita lavorativa in banca.

giovedì 2 aprile 2009

Partono gli Osservatori regionali sul credito

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Il Sole 24 ore di oggi, a pag. 39, riferisce che il MEF ha predisposto la direttiva per l'attuazione del sistema di Monitoraggio del finanziamento all'economia ex art. 12 DL 185 del 29/11/2008, di cui in questo post. Il documento è stato elaborato da Andrea Montanino, dirigente generale al Tesoro, e Angela Pria, prefetto al Viminale, ed è stato confrontato con la Banca d'Italia.

mercoledì 1 aprile 2009

Link di giornata (sui confidi)

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Cronache dal Business Point Trento

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Da una settimana sto lavorando al budget di cassa della prima azienda seguita dal Business Point di Trento. Mi son fatto dare il database (formato access) del software con cui gestisce le fatture (emissione, registrazione e incassi /pagamenti). Ho portato gli scadenziari in Quantrix e insieme con l'amico imprenditore abbiamo isolato i pagamenti prioritari. Ho potuto così aggiornare un preventivo di cassa per mesi a fine 2009, e siamo andati in banca a preavvertire di una punta di utilizzo su fine marzo. In aprile andremo a rinnovare le linee di credito a breve, con garanzia confidi. Devo preparare un rapporto a integrazione del bilancio 2008 (provvisorio) per accompagnare la domanda. Magari ci sarà spazio per mettere ordine nella struttura finanziaria. Negli ultimi tre anni si sono impilati quattro mutui ipotecari e chirografari, è giunto il momento di tirare una riga, consolidare uno stock sostenibile e darsi un piano di rientro. Il business dell'azienda, per fortuna, c'è.

Saccomanni (Banca d'Italia): i nostri ratio patrimoniali pesano di più

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Dal Sole 24 ore di oggi (p.39) un passaggio che riprende l'intervento di Fabrizio Saccomanni alla presentazione del volume The great financial crisis curato da Rainer Masera:
La Banca d’Italia ha «la sensazione» che nella valutazione del capitale delle banche italiane «applichiamo parametri più rigidi». Lo ha spiegato ieri il direttore generale di via Nazionale, Fabrizio Saccomanni, nel suo intervento alla presentazione del libro «The great financial crisis» pubblicato da Bancaria e curato da Rainer Masera. Masera è anche l’esponente italiano del gruppo De Larosière che ha recentemente presentato alla Commissione europea le sue proposte in tema di rafforzamento della supervisione creditizia e finanziaria a livello continentale.

Il Rapporto 2008 di Fedart Fidi

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Cito dal Sole 24 ore in seconda di oggi:
[...] nel 2007 i finanziamenti garantiti dai Confidi che aderiscono a Fedart Fidi avevano superato i 6 miliardi, con un incremento dell’11%, mentre le prime stime relative allo scorso anno indicano un rallentamento della crescita al 2-3% fino a quota 6,2-6,3 miliardi.