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sabato 31 ottobre 2009

Regione Piemonte: per i confidi, ricapitalizzazione al primo posto

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In settembre, periodo di full immersion didattica, mi ero perso un provvedimento importante della Regione Piemonte, inteso a ricapitalizzare i confidi del suo territorio. I dettagli attuativi di una delibera di giunta presa ancora in marzo sono descritti in questo articolo di Moraglio del Sole 24 ore Nord-ovest del 23 settembre. In tutto il pacchetto vale €76mn, e riguarda sia i confidi 106 che i 107. Il grosso delle risorse (più di €50mn) viene in realtà dallo svincolo dei fondi rischi pubblici erogati in passato. Ci sono poi bonus destinabili a patrimonio netto tout court o a strumenti ibridi di capitalizzazione per i futuri 107, mentre per i 106 si utilizza la sottoscrizione di passività subordinate. Nel caso dei 107 in pectore, la misura estende al resto del sistema i benefici che il player maggiore (Eurofidi, partecipato dalla finanziaria regionale Finpiemonte) aveva ottenuto grazie ad una sottoscrizione di capitale.

Ancora sulla mission dei confidi

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Noto con piacere che la discussione sui post in materia di confidi è sempre vivace, con molti interventi lucidi e, fatto importante, una convergenza sulla diagnosi dei problemi pur mantenendo opinioni diverse sulle priorità e sulle soluzioni.

Evento XBRL Italia a Roma: la cronaca

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Ieri ho partecipato alla sessione XBRL del convegno Costi e business 2009 organizzato dall'ABI nella sontuosa Sala della clemenza di Palazzo Altieri. Maria Luisa Giachetti, che segue da sempre per ABI la tematica XBRL, ha avuto una bella idea di unire le due iniziative. Si è riunita così dopo qualche mese di calma la comunità che gravita intorno a XBRL Italia.

venerdì 30 ottobre 2009

Faissola alla giornata del risparmio: Basilea 2.5 non appesantisca le virtuose banche di territorio

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Il periodo rimane per me molto pieno. La vena creativa è modesta, sopperisco con le citazioni (e ci pensate voi nei commenti a mettere le idee brillanti). Ecco un passaggio dell'intervento del presidente ABI alla Giornata del risparmio:
Il processo di riforma della regolamentazione finanziaria ora in corso sembra dirigersi: verso un incremento del capitale bancario, sia in termini quantitativi che qualitativi; verso una riduzione della prociclicità insita in alcune norme prudenziali e contabili; verso una maggiore attenzione ai rischi di liquidità.

giovedì 29 ottobre 2009

Riforma dei confidi abruzzesi: forte dissenso di Confcommercio

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Un gentile visitatore mi segnala questo comunicato:
RIFORMA CONFIDI: CONFCOMMERCIO, “ANOMALA LA PROCEDURA E IMPROPONIBILI I CONTENUTI

S.O.S. Italia di Unicredit: i primi numeri

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Dal Sole 24 ore:
Oltre 7 mila aziende in difficoltà continueranno a svolgere la propria attività. Questo è il principale risultato dei primi 2 mesi di vita del progetto "Sos Impresa Italia", lanciato lo scorso 2 settembre, dal gruppo Unicredit, assieme a Confartigianato, Cna e Casartigiani. L'iniziativa ha consentito a più di 2mila imprese di ottenere nuovi finanziamenti o una riarticolazione dell'indebitamento e ad altre 5 mila di essere assistite nella regolarizzazione e nel rispetto dei pagamenti. Solo nel Lazio, le imprese supportate sono state oltre 1.300 e sono stati erogati più di 700 milioni di euro.

martedì 27 ottobre 2009

Turani sul finanziamento delle piccole imprese

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Sapio mi segnala questo post conciso e molto sensato dal blog di Giuseppe Turani:
Il credito alle piccole imprese è reso complicato da varie ragioni. La più importante è che i loro bilanci (redatti dal ragioniere del piano di sotto) di solito non dicono niente o quasi sullo stato di salute dell’azienda. E così le banche, quando fanno credito e queste entità, non lo fanno a loro, ma ai loro clienti. In sostanza, le banche scontano gli effetti che i clienti danno alle piccole imprese: se questi clienti sono buoni (medio-grandi e solvibili) non ci sono problemi. Se invece i clienti sono a loro volta piccoli (e indecifrabili) il credito si intoppa e per ragioni evidenti: di questi tempi dare soldi in giro è comunque rischioso. E più che mai a entità di cui non si riesce a valutare la solidità e il giro reale di affari. E qui non ci sono molte soluzioni. Ricorrere ai prefetti serve a poco. In realtà le banche sono avare di credito (e spesso con ragione) nei confronti di questi soggetti. Qui l’unica soluzione sembra essere quella che molti chiamano con l’espressione “credito di prossimità”, cioè di amici, conoscenti, fornitori. Secondo alcuni osservatori della realtà industriale italiana, però, l’unico “credito di prossimità” raggiungibile oggi (in tempi di crisi) sembra essere il patrimonio privato (quando c’è) del titolare dell’azienda o della sua famiglia. Difficile che di questi tempi il macellaio del quartiere si metta a finanziare l’aziendina di impianti elettrici del ragionier Rossi (della quale nulla sa, al pari delle banche).

lunedì 26 ottobre 2009

Intervista a Francesco Bellotti: Tremonti bond ai confidi 107

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Sapio mi segnala questa intervista al Presidente di Federconfidi Francesco Bellotti dal Sole 24 ore di sabato scorso.

sabato 24 ottobre 2009

Dal Sole 24 ore: un foglio di calcolo per l'autodiagnosi della salute finanziaria

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Oggi sul Sole i problemi finanziari delle Pmi sono più che mai alla ribalta. Su indicazione di amici visitatori, segnalo questo articolo divulgativo di Cioccarelli che illustra un semplice percorso di autodiagnosi dell'equilibrio economico, finanziario e patrimoniali basato su indici di bilancio. C'è anche un foglio excel per passare direttamente all'applicazione del modello ai dati della propria azienda.

Morandini: avanti con le T-Holding per salvare 1 mln di aziende in pericolo

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Dal Sole 24 ore riprendo una notizia molto gettonata oggi sulle radio:
Oltre un milione di aziende sono a rischio. In un frangente tanto complesso il presidente di Piccola Industria di Confindustria, Giuseppe Morandini, all'undicesimo forum di Piccola Industria a Mantova ha scelto di presentare un messaggio incentrato soprattutto su un'idea: la necessità di creare gli strumenti giuridici e societari per superare la crisi, puntando in primo luogo sul rafforzamento patrimoniale e sulla crescita dimensionale. Secondo uno studio commissionato all'Università di Perugia, che ha analizzato un ampio campione di bilanci, un terzo delle piccole aziende sta andando bene, un terzo è in mezzo al guado e un terzo sta soffrendo. Nella simulazione econometrica realizzata dall'ateneo umbro, si crea un meccanismo di conferimento dei diritti di proprietà di una serie di aziende a una holding definita T-holding. A latere si costituisce un fondo a capitale pubblico e privato con due miliardi di disponibilità che investe solo nelle aggregazioni di piccole imprese. Le linee di credito della T-holding sono garantite dall'accesso al credito diretto al fondo di garanzia. Se le banche desiderano investire nella T-holding, esse beneficiano di un trattamento fiscale di favore. La T-holding può contare su agevolazioni fiscali derivate dalla norma delle aggregazioni, che però vanno rafforzate con la rivalutazione gratuita dei cespiti, senza tetti.
Aggregazione e ricapitalizzazione, quel che si dice prendere le vulnerabilità delle nostre Pmi per le corna. Aspetto di leggere estratti più ampi dello studio dei colleghi di Perugia per capire meglio lo schema proposto.